Senza dire una parola…

Ieri sera, tornando a casa, la mia attenzione è stata “catturata” dalle acrobatiche evoluzioni di uno stormo di uccelli (credo si trattasse di storni): centinaia di individui che cambiavano direzione (e, quindi, la forma stessa dello stormo), tutti insieme e nel medesimo istante, mantenendo compatta e ordinata la formazione, come se fossero stati guidati da un’unica volontà; come se si fosse trattato di un singolo organismo pensante...

Io voglio!

Nella vita, prima di imparare a “volere”, il saggio impara ad “accettare”…; che poi, per dirla con toni un po’ più terra terra (che mi riportano alle sane ramanzine dei bei tempi della mia fanciullezza), sarebbe: “L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del Papa!” (o del Re, a seconda delle “versioni”, o del momento Storico che meglio vi aggradi)...

Prossima fermata: Mosca!

Personalmente mi è sempre piaciuto viaggiare in treno: l’ho sempre trovato “stimolante”, anzi di più: “romantico”. L’idea di poter percorrere distanze, magari anche ragguardevoli, riempiendo il tempo osservando dal finestrino i progressivi cambiamenti del paesaggio, oppure conversando con qualcuno, o leggendo un libro, o “buttando giù” appunti, o ancora, perché no, schiacciando un pisolino ha sempre avuto su di me un raffinato ascendente (che proprio non riesco ad avvertire - ohimè -, guidando per chilometri in autostrada…)...

Schiap contro Coco

Ci troviamo all'inizio del secolo scorso e nella leggenda sta per entrare la rivalità tra due donne dalla personalità opposta che sarebbero poi state considerate dalla storia due delle principali couturier, parliamo di Elsa Schiaparelli - detta dai francesi Schiap - e di Gabrielle Bonheur Chanel - ribatezzata Coco...