Dedicato a lui – The Valentine Knot

I love you! Dimmelo con un messaggio tra le righe. Perchè no? Quante volte vi è capitato di non trovare un modo per dichiarare il vostro amore ad una donna che da tempo è nella vostra mente e nel vostro cuore. La festa degli innamorati è ormai vicina: cercate il regalo giusto per lei, ma soprattutto andate alla ricerca di una bella ed originale cravatta da indossare e da annodare così:

Pop Art e fumetti?

si trattava solo di idividuare il territorio che per antonomasia esprimesse questa sindrome della biodimensionalità e allo stesso tempo traducesse una consuetudine culturale, diffusa, etnica e insieme universale, nella misura in cui il modello americano stava per essere assorbito a qualsiasi altra latitudine terrestre. Occorreva intercettare un codice icastico come un sistema un sistema ideografico, che si imponesse sopratutto per la sua banalità, per legittimarsi in termini di comunicazione, di espressione capillare, di consumo. Un'immagine facilmente riconoscibile, supremamente standardizzata, neutra per surplus di tipicizzazione, definita in uno stereotipo, sua unica connotazione sematica. Il fumetto diventa in qualche modo capace di rendere questa dimensione elementare ma perfettamente compiuta, costituendo un microcosmo d'immaginazione parallelo e alternativo alla vita, con la quale del resto non ha nulla in comune, nè potrebbe, stando alla sua funzione evasiva e consolatoria. O meglio, in termini di contenuti e di forma, ne costituisce una versione eccessiva. Nel fumetto si trovano tutti i luoghi comuni della mitologia americana, dalla carica emozionale semplice e forte. Tutto si presenta, per la tranquillità del lettore, caricaturale e falso, come neppure il cinema, da cui peraltro prende in prestito taglio, sequenze, inquadrature e ritmo. Nella sua fissità, il disegno della strip funziona infatti come un fotogramma bloccato, la dove il cinema riproduce il movimento reale, flagrante e perciò effimero. Al contrario il fumetto offre la possibilità di eternare l'azione, dunque di penetrare con maggiore incidenza nella sfera psicovisiva del lettore, per non dire della sua fruibilità che può essere ripresa e rinnovata ogni volta lo si voglia, come ogni volta che si vuole si può andare a edere un quadro in un museo o un affresco in una chiesa. Il rapporto con la striscia inoltre, si presenta del tutto interpersonale. Tra essa e il lettore si crea un universo emotivo fortemente individualizzato e complice, nè più nè meno di quello che avviene nella lettura di un libro.

Non discutere per le debolezze altrui. Non discutere per le proprie. Quando si commette un errore, ammetterlo, correggerlo, e imparare da esso immediatamente Dr.Stephen Covery

Occhio alle caviglie perchè….

quanto ci piace quel laccetto proprio là. Gli esteti citano: "La perfezione delle gambe da un punto di vista anatomico dipende da una conformazione ossea ideale, dalla presenza più o meno abbondante di grasso e da uno sviluppo armonioso della muscolatura che permettono un perfetto combaciare di interno coscia e polpacci, di ginocchia e di caviglie quando le uniamo. Esteticamente quindi le gambe affinché si possano definire belle devono essere allungate, bianche, rotonde, con ginocchia discrete in cui si distingue appena l'articolazione, andando ad assottigliarsi man mano che si arriva alle caviglie i cui rispettivi malleoli non devono essere troppo pronunciati." Sì una su 1000 ce la fa..... Bando agli scherzi, anche se le gambe non sono sono perfettissime, molto possiamo fare per renderle attraenti cercando di far scomparire i gonfiori che spesso ci affliggono dopo corse giornaliere per star dietro a tutto. Versiamo in una bacinella 2 manciate di sale grosso da cucina e 1 manciata di bicarbonato ed immergiamo i nostri piedi per 3 minuti, dopodichè passiamo una crema al mentolo. Coricandoci per la notte posizioniamo un cuscino sotto ai piedi per aiutare la circolazione e ... ..... a questo punto siamo pronte per scegliere la scarpa che più rispecchia il nostro stile. L'importante è ... che l'occhio cada proprio dove c'è quel laccetto là.

#2 Futurismo, arrivano i primi artisti

A un anno di distanza dalla nascita del movimento si aggrega il primo nucleo di artisti che aderiscono al futurismo. Il primo nucleo si compatta dopo dopo un memorabile incontro avvenuto nel febbraio 1910 ritrovandosi nell'appartamento milanese di Minaretti. Il frutto della riunione è il manifesto dei pittori, lettoin una tempestosa serata al politeama Chiarella di Torino nel marzo 1910,in cui i futuristi sono subissati dai fiaschi. Accumunati da un modo di sentire l'arte che presenta forti omologie con il pensiero di Minaretti, i pittori nel loro manifesto inneggiano al progresso, alla frenetica attività delle frandi capitali e commissioni ufficiali a cui rimproverano di ignorare l'opera Segantini, Prevati e Medardo Rosso. Un proclama di battaglia che termina con Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari Il tema del dinamismo su cui si focalizza la loro ricerca è affrontato nel manifesto tecnico La pittura futurista dove annunciano di voler superare i limiti della visione pittorica tradizionale mimetica, naturalista e di considerare l'uomo non più come centro dell'universo ma parte di un tutto in movimento, ponendosi così l'obiettivo di rappresentare in modo nuovo la coscienza percettiva della realtà. Notano altresí che lo shock indotto dalla vertigine del moderno distrugge lo spazio reale. Sulla base di queste considerazioni metrono a punto un linguaggio pittorico fatto di visioni simultanee e compenetrazioni ambientali, con cui intendono catturare lo spettatore fino a porlo al centro del quadro. Scelgono così una tavolozza selvaggia, urlata, artificiale, violenta incentrata sull'uso e gli abbonamenti dei colori primari e binari. Una scelta cromatica in sintonia con le componenti espressioniste europee, ma con una strumentazione volutamente divisionista che rappresenta per loro un'intima necessità non semplicemente tecnica.

#1 Van Gogh

L'incredibile fortuna posseduta da Van Gogh riesce ancora oggi a meravigliare in egual misura sia i profani che gli intenditori d'arte. Figliodi un pastore calvinista del Bramante, che in  vita ottenne scarso successo in quasi tutte le attività intraprese. Tipico esempio di persona tenace che a dispettodi ogni conflitto interiore e di ogni avversità esterna, tiene fede ai propri obiettivi. Van Gogh è diventato un modello senza confronti. Non vi è al mondo altro posto posto come i Paesi Bassi per ammirare il piu vasfo numero fi opere d'arte dell'artista olandese. Al Van Gogh Museum di Amsterdam con i sui circa 200 dipinti e il Kröller-Müller Museum di Otterlo, che ne conta un centinaio riuniscono da soli un terzo dell'opera di Vincent Van Gogh. Fin da ragazzo Van Gogh era solito collezionare riviste riviste illustrate dalle qhali ritagliava incisioni che poi inccollava in album. In quanto collezionista di riviste, mercante d'arte, assiduo frequentatore di musei e lettore di biografie, era un grandissimo conoscitore della storia dell'arte. Le sue straordinarie creazioni possono quindi a  uon diritto essere messe in rapporto alla tradizione artistica del passato.

A Dergano, quartiere di Milano……

..... c'è un laboratorio di ceramiche dove, dalle sapienti mani di Stefano Puzzo, prendono vita le "pedine di calcio" che sono diventate famose in tutto il mondo. Stefano è figlio d'arte ed insieme all'intera famiglia lavora nel laboratorio che si trova in Via Caianello 1 a Milano. In questo laboratorio si producono diversi tipi di ceramica, a pezzi unici o a stampo, lavori al tornio e sculture in argilla, con procedimenti del tutto artigianali. Ogni pezzo è rifinito e dipinto a mano alla faccia della Milano industriale.

La leggenda del Cavallino Rampante ENZO FERRARI

il 14 agosto 1988 moriva a Modena Enzo Ferrari, un uomo spregiudicato, con una forte personalità e un grande intuito manageriale. Un personaggio mitico, innovatore e per certi versi rivoluzionario, che i giovani con meno di 30 ani probabilmente conoscono appena. Quando nel 1988 Enzo Ferrari all'età di 95 anni viene a meno, il mondo era molto diverso da oggi, anche la Ferrari era tutta un'altra cosa, ancora avvolta dalla presenza del suo fondatore e condizionata dalla sua personalità. Persino il paese di maranello era molto diverso da quel luna park che è diventato oggi. Il rischio di dimenticare è concreto e la voglia di mantenere vivo il il ricordo di un mito si affievolisce di anno in anno. Un tempo Galleria Ferrari oggi Museo Ferrari che a differenza del Museo di Modena racconta la storia di Enzo Ferrari alla Ferrari, attraverso alcune delle sue auto più prestigiose, tra cui le monoposto di F1 dal 1999 a oggi. Altre aree sono dedicate alle mostre temporanee. All'interno c'è anche una rara riproduzione dell'ufficio di Enzo Ferrari, con la statua del Drake in cera.