#1 Renato Guttuso

Protagonista della pittura neorealista della metà del secolo scorso,  Renato Guttuso (all’anagrafe Aldo Renato Guttuso) nato a Bagheria nel 1912 e morto a Roma nel 1987 è stato un pittore e politico italiano.

In questa serie di post andremo ad approfondire meglio la sua storia, chi era è cosa ha fatto. Ci vorrà del tempo prima di arrivare alla fine,  ma sono certo che i più curiosi non riusciranno a fare di leggere tutto.

INIZIAMO

Il predominio della politica,  prima e dopo la seconda guerra mondiale,  ha comportato la costrizione della figura di Renato Guttuso nel ruolo di uno dei maggiori pittori internazionali del “socialismo reale”.
Iscritto al Partito Comunista Italiano sin dal 1940 e dopo la guerra membro del Comitato centrale, senato, vincitore del premio Lenin. Tuttavia i veri movimenti dell’attività artistica di Guttuso furono l’amore è la libertà, rivolta contro ogni tipo di violenza e di odio verso il prossimo.
La sua opera di pittore ha preso forma nel confronto personale con l’epoca in cui ha vissuto e con le proprie pulsioni artistiche, confronto in cui anche il dato politico trovava la sua collocazione.

Siciliano, cresciuto a Bagheria,  in condizioni modeste ma non misere,  figlio di un topografo nella cui casa arte e poesia non sono mai mancate dunque apparteneva a quel ceto sociale italiano in crescita.
La Sicilia da secoli sotto l’opprimente dominio straniero,  dai Normanni prima ai Borboni, era divisa in 2 classi sociali:
– proprietari terrieri (sfruttatori)
– contadini (sfruttati)
Tra i 2 poli si muoveva una categoria intermedia,  difficile da definire:
– mediatori (clienti degli sfruttatori)
– briganti (ostili ribelli provenienti dalla classe sfruttata)
Proprio questa classe rappresentava lo sfondo della Sicilia dell’epoca.

Non lontano dalla casa paterna si trovava Villa Pagonia,  una costruzione inquietante,  sulle quali mura si ergono ancora oggi,  gruppi di figure mostruose alte come un uomo,  dietro le quali si celava l’abitazione del principe un po’ folle che l’aveva fatta costruire.
Ai piedi di queste figure spettrali Guttuso giocava da bambino,  intuendo certamente qualcosa di quel lontano mondo aristocratico che si chiudeva ostile sul mondo povero e arcaico dei contadini.

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