Una vendetta di nome Pop

Mai come nel caso del movimento pop,  l’arte ha saputo convertirsi di più in segno di riconoscimento,  “Zeitgeist”.
Tanto da pensare che il fenomeno battezzato nel 1958 da Lawrence Allowey non sussisterebbe,  senza questa urgenza iniziale: farsi appunto sinonimo di prova del tempo,  quando beninteso il tempo non deve più misurarsi con la storia, ma col quotidiano, con la cronaca, il banale, l’effimero,  perfino il trash.

Fin dall’inizio la pop si è dimostrata incapace di misurare le distanze,  immune dalla geniale presbiopia dell’arte maggiore.

Perduti i suoi quarti di nobiltà, all’arte non restava altro che farsi scimmia integrale, attingere tautologicamente all’habitat metropolitano e tecnologico enfatizzato dai mezzi di comunicazione di massa. Come dire che non aveva piu bisogno di anticipare o inventare nulla. Tutto si presentava a portata di mano e di sguardo, come un supermercato dove si trattava solo di scegliere e obbligatoriamente consumare.

Cosi negli Stati Uniti degli anni 70,  la pubblicità, la stampa, il cinema e la televisione, nel momento in cui hanno operato la piu  vasta omologazione di comportamenti culturali mai verificatasi nella storia dell’umanità, si sono resi responsabili di un paradosso fatale: quello che vede l’immagine riprodotta meccanicamente in  competizione con la realtà fino ad eclissarla e sostituirsi a essa.
Ma se per la Pop Art tra la vita e l’arte non fa più differenza è anche vero che si presenta un distinguo imperativo: quello tra il catalogo costituito dalla cosiddetta arte popolare di massa e la Pop Art che di quel catalogo ha fatto la sua materia prima.

Comunque sia, la difficolta a individuare il discrimine tra la fonte e l’elaborazione artistica, cui è affidata la promozione della mass-culture.

Anche se, sempre negli Stati Uniti gia dagli anni 40, si erano avviati studi sociologici sui segni e gli emblemi dei nuovi linguaggi di comunicazione è in realta nell’Inghilterra degli anni 50 che il fenomeno si sintonizza sulle coordinate della ricerca estetica finendo per diventare quasi una scenza sociale.

La prima volte a cui viene dato il nome POP a questo nuovo movimento artistico è alla Whitechapel Gallery di londra nel 1956, derivato da popular.
È quindi l’Europa a tenere a battesimo il piu grande dei movimenti artistici americani, se si pensa che la prima volta che è apparso oltreoceano il movimento pop, correva l’anno 1962, piu precisamente a New York.

La Pop Art assurgeva a unica autentica arte popolare moderna

 

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