#2 Renato Guttuso “La maturazione artistica e politica”

Nel 1931 Guttuso si recò per la prima volta a Roma, dove ritornò nel 1933 per un soggiorno più lungo.

Nella capitale conobbe Mario Mafai e il suo amico Scipione, esponenti della cosidetta “Scuola Romana”. La loro pittura lo interessò molto, pienamente romantica e influenzata dall’estetica malinconia di Soutine ed Ensor, essa si rivolgeva alla bellezza del quotidiano.

Tra i giovani artisti attivi in queli anni non bisogna poi dimenticare una figura dal particolare spessore umano, Carlo Levi, di origine piemontese , pittore e scrittore, si muoveva in direzione di un espressionismo ermetico. oltre a questo era anche un liberale di sinistra impegnato in politica e proprio per la sua tendenza antifascista fu confinato ad Aliano, sperduto paese della Basilicata.

La coesione tra i giovani artisti non si basava su un preciso intento stilistico ma sulla veemente protesta contro la retorica politica cui era intrisa tutta la vita culturale. Per i giovani pittori il phatos nazionale era diventato sospetto, poichè sapevano che l’arte moderna andava in direzione completamente diverse. I nomi di Picasso, Matisse, Léger circolavano negli atelier come parole d’ordine, però nessuno degli artisti esordienti italiani aveva mai avuto la fortuna di di vederne uno dal vivo a causa della politica fascista che con la sua idea provinciale di autarchia culturale escludeva di fatto l’Italia dagli influssi provenienti dall’estero.

In queste circostanze, più precisamente nel 1933, Guttuso scrisse un saggio su Picasso, anche se vide il per la prima volta un’originale dell’artista spagnolo solo nel 1946.

Tuttavia l’ambiente ufficiale dell’arte fascista non può essere assolutamente paragonato all’orribile fanatismo pittorico della Germania nazionalista, infatti in Italia anche i giovani pittori potevano esporre i loro quadri nelle mostre ufficiali, spesso inaugurate dallo stesso Mussulini. Almeno ai margini di queste manifestazioni c’era dunque posto anche per i giovani pittori.

Si formò così in tutta l’Italia una secessione silenziosa chiaramente individuabile che lottava contro l’oppressione artistica fascista

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...