IL XIX Secolo

Il XIX Secolo è segnato da due estremi: da una parte la rinuncia ad ostentare la ricchezza e dall’altra la nascita dell’houte couture.

La nuova classe sociale frutto della cosidetta “prima rivoluzione industriale” che dall’Inghilterra si era espansa nell’Europa continentale, adottò un modo di vestire completamente diversa da quella in essere sino a quel momento.

Le livree furono sostituite dalle giacche ed i segni distintivi divennero: il taglio perfetto dell’abito, il colletto della camicia immacolato e inamidato che si intravedeva sotto la giacca, le scarpe perfettamente lucidate, cappello e bastone.

antiguo chaque

Al contrario l’abbigliamento femminile continuò ad assumere la funzione di manifestare la ricchezza che derivava dall’appartenere a una classe sociale d’elite.

Il guardaroba comprendeva abiti per ogni occasione della vita quotidiana; Le donne indossavano corsetti e crinoline tanto più preziose se sovrapposte e abbellite con guarnizioni. Ovviamente più questi abiti erano ampi, più intralciavano i movimenti ed avevano necessità di aiuto per essere indossati. Questo indicava l’appartenenza ad una classe di persone che poteva permettersi personale domestico.

 

Verso la fine del XIX secolo nacquero i primi grandi magazzini e cominciarono a diffondersi i giornali di moda; contemporaneamente la crescita economica aumentò i redditi nei Paesi e la moda divenne più accessibile al pubblico e non fu più qualcosa ad appannaggio di pochi.

Il padre dell’haute couture fu Charles Frederick Worth (1825-1895). Worth fu il primo a introdurre l’uso delle modelle, il concetto di collezione, l’etichetta firmata. Lui non confezionava abiti secondo i gusti delle clienti, ma imponeva egli stesso lo stile ed il gusto delle donne. Chi voleva essere alla moda doveva adattarsi a questi canoni.

Portrait_of_Charles_Frederick_Worth_aged_30

Parigi divenne la capitale indiscussa dell’eleganza e fino alla metà del Novecento tutti gli altri Paesi non poterono fare altro che imitare le mode parigine.

 

 

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