Pilgiò, l’orafo che scolpisce la materia

A Milano in Via Caminadella 6 si trova il negozio di Antonio Piluso. Antonio è di origini calabresi, ma è nel capoluogo lombardo, dove vive dal 1960, che impara la sua arte e nel 1982 apre un suo laboratorio dando, di lì a poco, vita al marchio Pilgiò.

Più che orafo, definirei Piluso un’artista della materia che sotto le sue mani sprigiona energia dando vita a monili unici ed incantevoli.

Le collezioni si susseguono, ognuna espressione di messaggi precisi e particolari.

Incontriamo Tracce: fili di bronzo, argento e oro intrecciati a creare gioielli nello stesso modo in cui la memoria combina i ricordi per ricomporre la storia.

Inclusioni: Piluso sperimenta l’utilizzo dei materiali di recupero e pinze, mandrini, lime, chiodi vengono combinati a scorie di ferro e inseriti nella composizione come frammenti della storia dell’uomo.

Oro Muto: composta da monili nei quali la superficie della materia è trattata in modo da risultare scabra e spugnosa e la lucentezza dell’oro viene smorzata mediante ossidazione: il metallo reagisce al fuoco e all’aria che lo plasmano e ne intaccano la superficie modificandone il colore, dal bianco della cenere e della polvere, al nero della roccia lavica, dal grigio pietroso del tufo o del cemento, al rosso dell’argilla e della terracotta, al bruno della terra, prestandosi, ancora una volta, a originali accostamenti con rubini, zaffiri, diamanti, corindoni stellati ma anche con le perle, bianche o nere. Con questa collezione il castone è superato e la pietra viene inglobata direttamente nella materia, che si presenta come un magma raffreddato e indurito.

Ombre: All’effetto della collezione Oro Muto si aggiunge l’intarsio che disegna sulla superficie accentuate zone d’ombra. È la vita che si rivela nella materia e che l’uso del gioiello contribuisce ad alimentare. Infatti, attraverso la reazione chimica tra il metallo e la pelle, la superficie del monile si trasforma, modificando nel tempo i suoi colori a seconda del pH, raccontando lo stato d’animo di chi lo indossa.

Scorie: Si recupera lo scarto della lavorazione del ferro, del rame e dell’acciaio per un più nobile destino.

Mattoni: la passione per la materia e la vocazione al lavoro manuale, eredità lasciata dal padre muratore, caratterizzano questa collezione, realizzata insieme alla sorella Giuseppina. Nei pezzi unici di questa serie, Pilgiò esalta frammenti di utensili e manufatti, cioè gli elementi del lavoro umano ai quali attribuisce il vero valore rispetto ai metalli preziosi che fungono da semplice supporto.

L’originalità di queste piccole/grandi sculture hanno consentito ad Antonio Piluso di essere conosciuto a livello internazionale.

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