I ruggenti anni ’20

Finisce la prima guerra mondiale, si fatica a riprendere il passo e anche la moda parigina tarda a ritrovare un trend setter a cui ispirarsi.

Jeanne Lanvin si fece portavoce di una tendenza “restauratrice” reintroducendo l’uso della crinolina, dei ricami e delle decorazioni in netto contrasto con la moda essenziale proposta da Gabrielle Chanel.

 

Ricordiamo che la Lanvin era nota per i favolosi e sontuosi vestiti creati anche per la propria figlia che destavano l’invidia di tante ragazze parigine, mentre Chanel si caratterizzava per una moda essenziale, pratica e sobria.

Madame Chanel incominciò a creare anche bigiotteria, profumi e accessori in pelle. Introdusse l’uso del colore nero e dell’abito corto anche per la sera.

Questa tendenza di accorciare l’abito femminile giunse al culmine a metà degli anni venti con l’introduzione di abiti corti sopra il ginocchio sostenuti da spalline, guarniti di perline e frange.

L’abito-canottiera divenne il simbolo di un periodo – i “ruggenti” anni Venti (1925-1929) – di ritrovata prosperità, dopo le ristrettezze imposte dal conflitto e dalle difficoltà in cui si era imbattuta l’Europa durante la ricostruzione postbellica.

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