Kelly Reemtsen – Le donne e i loro svariati volti che non vediamo

Kelly Reemtsen è nata a Flin nel 1967. Ha studiato Fashion Design e pittura alla Central Michigan University e presso la California State University di Long Beach.

Le sue opere sono molto conosciute ed apprezzate in America e da qualche tempo anche a livello internazionale Kelly riscuote molti consensi.

Prevalentemente i suoi dipinti rappresentano le donne o per meglio dire il ruolo delle donne contemporanee, che possono essere: estremamente sexy, di una personalità forte, molto intelligenti, romantiche, amorevoli mamme o tutto in una.

Nelle sue opere le figure femminili indossano abiti di tafetà o comunque di linea vintage, le loro mani sono ornate di gioielli preziosi, passano dall’occuparsi delle faccende casalinghe, al giardinaggio, ad impugnare con estrema naturalezza arnesi prettamente maschili come moto seghe, cesoie, accette o gigantesche pinze, ma non possiamo mai guardarle in volto.

Kelly è convinta che ogni donna debba essere libera di identificarsi, di riconoscersi e di associare il proprio volto ad uno dei quadri o a più di uno. Quest’ambiguità lascia aperta anche l’interpretazione di una donna elegante e servizievole che cospira. Chissà quale testa vuole tagliare?… Read More Kelly Reemtsen – Le donne e i loro svariati volti che non vediamo

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Se a Milano andrai, questo troverai

Qualche tempo fa abbiamo parlato delle vie storie di Milano, oggi vi accompagniamo in un tour virtuale nel capoluogo lombardo.

E sì, perchè vero è che qui pare andare tutto di corsa e che tutto passa inosservato, ma se ci prendiamo un po’ di tempo troveremo cose molto interessanti da vedere e … da ricordare.

Cominciamo dal cuore della città e saliamo alle terrazze del Duomo dal quale, tra una guglia e l’altra, un pinnacolo e la Madonnina, godremo di una vista mozzafiato fino al Resegone.
Voltiano le spalle al Duomo e dirigiamoci verso il Castello Sforzesco, il maniero di Milano.

A parte la sua imponenza esterna, qui, visitandolo troviamo niente di meno che: la Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti, il gonfalone di Sant’Ambrogio e la Sala delle Asse di Leonardo da Vinci. Niente male, vero?
Già che siamo in zona facciamo un salto alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie per vedere dal vivo un miracolo di tecnica e di bravura: l’ultima Cena di Leonardo. Pensate questo muro fu l’unico a rimanere in piedi la notte del 10 agosto 1943 durante i bombardamenti che dilaniarono la città.
Dirigiamoci ora verso il tempio della lirica: la Scala. Qui, il 7 Dicembre giorno del patrono della città Sant’Ambrogio, ogni anno per tradizione avviene “La Prima”. Forse pochi sanno che la Scala fu il primo edificio europeo ad essere interamente illuminato con la corrente elettrica nel 1883.
In zona troviamo Via Monte Napoleone e Via della Spiga le due vie più Glamour della città, dove hanno sede i colossi della moda e per chi sa cogliere bene a fondo si vedono androni di rara bellezza.
Anche Milano ha la sua Cappella Sistina e la potete trovare a San Maurizio al Monastero Maggiore in Corso Magenta. Qui vi sono affreschi del Luini, decorazioni del Campi, del Boltraffio.
Un salto al Palazzo della Triennale con il suo Museo del Design e dove in giardino troviamo come fontana niente meno che I Bagni Misteriosi di De Chirico.
Prendiamoci un aperitivo sui Navigli, dove vedremo molte botteghe artigiane e il caratteristico Vicolo dei Lavandai.
E per salutare Milano a 360 gradi saliamo al 39° piano del Palazzo Lombardia, il posto più in cima di tutta la città.… Read More Se a Milano andrai, questo troverai

W. Women in Italian Design – Milano

A Milano, sino al 19 Febbraio 2017, è in corso presso il Palazzo della Triennale in Via Alemagna 6, la nona edizione del Triennale Design Museum dal titolo “W. Women in Italian Design”. La mostra vede la cura di Silvana Annicchiarico e l’allestimento di Margherita Palli.
Inutile sottolineare che il design italiano nel Novecento è stato un design patriarcale, all’interno del quel pochi esempi femminili hanno trovato spazio. Questa mostra vuole colmare e al contrario dimostrare che la storia del design conta centinaia e centinaia di esempi femminili.
Racconta la storia guardandola “sotto il segno di Penelope” ossia da un punto di vista completamente rosa, fatto di trame e di intrecci e di altro ancora.
Le donne nel design italiano sono state e tutt’oggi sono una presenza quantitativamente e qualitativamente rilevante che è sempre stata marginalizzata.
W. Women in Italian Design prova a ricostruire una nuova storia del design italiano femminile raccontando figure, teorie, attitudini progettuali che si sono affermate, trasformate ed evolute.
Le donne creano, progettano, sperimentano, rischiano, sfidano.… Read More W. Women in Italian Design – Milano

Alexandre Vauthier, celebra Parigi

Alexandre Vauthier commenta il suo defilè dichiarando: “Volevo creare qualcosa di molto parigino. Qualcosa che celebra Parigi e le sue donne”

Per fare questo ha portato in passerella una donna sensualissima e gli abiti esprimono provocazione, lasciando ben poco all’immaginazione.

Maliziose trasparenze, stivali sopra il ginocchio, abiti lunghi con spacchi vertiginosi, autoreggenti a vista, mini shorth per un bagno di seduzione.

Qualche elemento romantico qua e là espresso attraverso il tulle plissettato, fiori e fiocchi.

La paletta colori si riassume nel nero, grigio, rosso bianco e kaki.

La sua sfilata era molto attesa ed è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica; il mio parere, che non conta niente, è che l’Haute Couture ha un’essenza che in questa sfilata non riesco a cogliere.… Read More Alexandre Vauthier, celebra Parigi

Zenzero, cannella, curcuma e vaniglia: venite a me in aiuto

Forse non tutti sanno che alcune spezie che utiliziamo solitamente in cucina, possono trasformarsi in validi aiuti per la cura del nostro corpo.

Lo zenzero

Lo zenzero velocizza il metabolismo, favorisce l’assimilazione del cibo, è un ottimo energizzante, tonifica i tessuti e allontana la comparsa delle rughe.

Gratuggiando finemente lo zenzero ed aggiungendo miele o yogurt naturale daremo vita ad un’ottima crema lifting per il viso, valida da utilizzare anche sul corpo per favorire l’elasticità dei tessuti. Se vogliamo ottenere una crema esfoliante non faremo altro altro che gratuggiare lo zenzero in maniera più grossolana.
La cannella

Per rilassare gli arti inferiori possiamo fare un bagno ai nostri piedi utilizzando un’infusione di cannella. E’ sufficiente prendere alcune stecche di cannella lasciarle a bagno per qualche giorno in una bacinella di acqua e la sera, aggiungere acqua calda ed immergervi i piedi per 30 minuti. Le vostre gambe sembreranno subito più leggere.

Aggiungendo la cannella in polvere alla vostra crema corpo e mettendola in frigorifero per qualche ora otterrete una crema defaticante.
La curcuma

Mischiando la curcuma con il pepe nero macinato si ottiene un mix anti età che vi consiglio di utilizzare spesso nelle vostre ricette. Se invece volete depurare il viso in profondità e levigare la pelle, tritate il pepe nero, mischiatelo alla curcuma e a qualche cucchiaio di yogurt bianco naturale, utilizzate questo composto come una crema.
La curcuma

Mischiando la curcuma con il pepe nero macinato si ottiene un mix anti età che vi consiglio di utilizzare spesso nelle vostre ricette. Se invece volete depurare il viso in profondità e levigare la pelle, tritate il pepe nero, mischiatelo alla curcuma e a qualche cucchiaio di yogurt bianco naturale, utilizzate questo composto come una crema.

La vaniglia

Per rilassarvi preparatevi una tisana lasciando in infusione qualche baccello di vaniglia per qualche minuto in acqua calda.

Mixare vaniglia e miele aggiungendo il composto ottenuto al vostro bagno vi regalerà un relax paradisiaco. … Read More Zenzero, cannella, curcuma e vaniglia: venite a me in aiuto

Cristòbal Balenciaga, simbolo indiscusso di stile ed eleganza

Un architetto, uno scultore, un pittore, un musicista, un filoso

così per Balenciaga doveva essere un vero stilista.

Per questo quando in una stanza entrava una donna vestita da lui

tutte le altre donne scomparivano.

Balenciaga nasce nel 1895 a Getariain in Spagna e dalla madre sarta impara le prime nozioni di sartoria. Nel 1919 apre la sua prima boutique e conosce Coco Chanel che lo considera l’unico vero couturier in grado di disegnare un abito, di tagliarlo e di cucirlo esaltando la femminilità di tutte le sue clienti.

Era un uomo particolarmente discreto, in tutta la sua carriera rilasciò un’unica intervista, molti non conoscevano nemmeno il suo volto perchè alla fine delle sue sfilate non usciva mai, convinto che la sua presenza non fosse affatto importante perchè a parlare erano le sue creazioni.

Fu in netta contrapposizione con Christian Dior che secondo lui cercava troppo di apparire e tendeva troppo a guardare al passato riportando in voga corsetti ed abiti ingombranti. Ovviamente avevano un modo assai distante di intendere l’Haute Couture. Balenciaga ambiva alla creazione di nuove linee, del tutto innovative.

Era di natura molto preciso ed ambiva alla perfezione, se intravvedeva un minimo difetto non esitava a ricominciare da zero.

Quando nel 1967 si rese conto che il prêt-à-porter stava per prendere il sopravvento e che gli abiti venivano realizzati in taglie prestabilite e distribuiti serialmente presentò la sua ultima collezione.

Fu il suo canto del cigno!

Balenciaga assolutamente non poteva accettare di perdere il contatto diretto con le sue clienti, secondo la sua concezione alcuni dettagli potevano essere realizzati solo se pensati e realizzati tenendo conto del corpo che li avrebbe indossati.

Nel 1968 chiuse la sua maison e morì 4 anni dopo. Il mondo della moda stava cambiando e non sarebbe mai più stato lo stesso.

Balenciaga ha sempre desiderato che fossero i suoi abiti a parlare per lui.

Il 10 giugno 2011 la Regina Sofia ha inaugurato a Getaria il museo a lui dedicato.

“Cristòbal, il tuo desiderio è stato esaudito”… Read More Cristòbal Balenciaga, simbolo indiscusso di stile ed eleganza

Pilgiò, l’orafo che scolpisce la materia

A Milano in Via Caminadella 6 si trova il negozio di Antonio Piluso. Antonio è di origini calabresi, ma è nel capoluogo lombardo, dove vive dal 1960, che impara la sua arte e nel 1982 apre un suo laboratorio dando, di lì a poco, vita al marchio Pilgiò.

Più che orafo, definirei Piluso un’artista della materia che sotto le sue mani sprigiona energia dando vita a monili unici ed incantevoli.

Le collezioni si susseguono, ognuna espressione di messaggi precisi e particolari.

Incontriamo Tracce: fili di bronzo, argento e oro intrecciati a creare gioielli nello stesso modo in cui la memoria combina i ricordi per ricomporre la storia.
Inclusioni: Piluso sperimenta l’utilizzo dei materiali di recupero e pinze, mandrini, lime, chiodi vengono combinati a scorie di ferro e inseriti nella composizione come frammenti della storia dell’uomo.
Oro Muto: composta da monili nei quali la superficie della materia è trattata in modo da risultare scabra e spugnosa e la lucentezza dell’oro viene smorzata mediante ossidazione: il metallo reagisce al fuoco e all’aria che lo plasmano e ne intaccano la superficie modificandone il colore, dal bianco della cenere e della polvere, al nero della roccia lavica, dal grigio pietroso del tufo o del cemento, al rosso dell’argilla e della terracotta, al bruno della terra, prestandosi, ancora una volta, a originali accostamenti con rubini, zaffiri, diamanti, corindoni stellati ma anche con le perle, bianche o nere. Con questa collezione il castone è superato e la pietra viene inglobata direttamente nella materia, che si presenta come un magma raffreddato e indurito.
Ombre: All’effetto della collezione Oro Muto si aggiunge l’intarsio che disegna sulla superficie accentuate zone d’ombra. È la vita che si rivela nella materia e che l’uso del gioiello contribuisce ad alimentare. Infatti, attraverso la reazione chimica tra il metallo e la pelle, la superficie del monile si trasforma, modificando nel tempo i suoi colori a seconda del pH, raccontando lo stato d’animo di chi lo indossa.
Scorie: Si recupera lo scarto della lavorazione del ferro, del rame e dell’acciaio per un più nobile destino.
Mattoni: la passione per la materia e la vocazione al lavoro manuale, eredità lasciata dal padre muratore, caratterizzano questa collezione, realizzata insieme alla sorella Giuseppina. Nei pezzi unici di questa serie, Pilgiò esalta frammenti di utensili e manufatti, cioè gli elementi del lavoro umano ai quali attribuisce il vero valore rispetto ai metalli preziosi che fungono da semplice supporto.
L’originalità di queste piccole/grandi sculture hanno consentito ad Antonio Piluso di essere conosciuto a livello internazionale.… Read More Pilgiò, l’orafo che scolpisce la materia