“Le Parole sono Stelle” di Roberto Pellegrini

A partire da oggi è disponibile a questo link, in formato cartaceo, il quaderno di poesie “Le Parole sono Stelle” di Roberto Pellegrini.

Notte-stellata

Roberto nasce a Verona, ma è cremonese di adozione, da sempre appassionato di Poesia, partecipa a numerosi Concorsi, ottenendo menzioni e riconoscimenti.

Ricorda con simpatia il suo maestro di II Elementare che lo invitava a leggere i suoi temi a tutta la classe predicendo la sua carriera di poeta/scrittore.

E sì…anche scrittore.

Infatti, Roberto è abbastanza eclettico e la sua, come dice lui, esigenza di scrivere lo ha portato ad una ricca produzione di poesie, ma anche: aforismi, filastrocche per bambini, racconti, saggi e romanzi.

“Le Parole sono Stelle” è il primo libro dato alla stampa, al quale ne seguiranno presto altri in fase pubblicazione.

Il quaderno da oggi disponibile è una raccolta di dieci poesie tematiche che l’Autore presenta così:

“Il mistero delle Stelle è il mistero delle anime in “ascolto”… Quante volte, volgendo gli occhi ad un cielo stellato, ci siamo sentiti pervadere da un vago, ma insistente interrogativo: cosa vogliono “raccontarci” le Stelle? Qual è il loro “linguaggio”? Le Stelle, benevoli custodi delle nostre notti, compagne discrete dei nostri sogni più cari, dei nostri segreti più intimi…Da sempre, senza mai proferir parola, esse indicano la “giusta via” ai naviganti e a chi, come Ulisse, abbia smarrito la strada del ritorno, nel mare azzurro, o nel “mare” della vita…”

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Consiglio a tutti la lettura di questi versi, testimonianza di un ancestrale legame tra Stelle e Parole portatrici di messaggi “silenziosi” e profondi.

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All’Improvviso – Roberto Pellegrini

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La vita, una parentesi di tempo, costellata da punti fermi: la Nascita, la Morte, gli Amori.

Questi ultimi e la Morte che colgono all’improvviso, vissuti in un istante quasi impercettibile, inquantificabile, sebbene intenso, incisivo, che si ripercuote sul nostro tempo futuro.

La Nascita, al contrario, segnata da giorni precisi, pianificabili, tangibili, vissuta con attesa, quasi istanti dilatati che lasciano spazio alla razionalità.

Il Tempo… così diversamente vissuto, a volte lento, a volte fuggevole, spesso regolare.

Ma allora l’Eternità non può che essere un breve istante cadenzato in equilibrio tra il nostro passato ed il futuro.

Continua il viaggio

Raggrupperò in questa prima parte, tre pietre METALLICHE: l’ematite, la pirite e la marcasite.

L’ EMATITE

E’ conosciuta come pietra del sangue, dal greco “haima” appunto sangue, questo perché, tagliando il minerale, l’acqua che si fa scorrere per raffreddarlo si colora di rosso, come pure, quando la si riduce in polvere per ricavarne il pigmento, questo è rosso. E’ infatti un’ossido di ferro e viene usata anche per l’estrazione di questo minerale.  La si chiamava anche “specularit” dal latino “speculum” ovvero specchio, poiché in passato, veniva usata, tagliata e pulita a dovere, come specchio, per via del colore nero/grigio acciaio (canna di fucile) e anche rosso/bruno, molto rilucente. Conosciuta dagli antichi popoli che le attribuivano poteri curativi per svariati malanni e ancora oggi l’ematite, pare abbia proprietà benefiche sul sangue, come ad esempio favorire la formazione dei globuli rossi, quindi adatta per “combattere” l’anemia.

Un cristallo pregiatissimo di questo minerale è conosciuto come “rosa di ferro” a forma di vero e proprio fiore e iridescente e la si reperisce all’Isola d’ Elba, piuttosto che in Liguria, ma giacimenti importanti e ricchi si trovano in Russia, Brasile e Svezia.

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Rosa di Ferro

E’ una pietra moderna, non costosa e che fa la sua bella figura indossata.

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La PIRITE

Bellissimo il grezzo di questo minerale, anche solo come pezzo da collezionare.  Colore argenteo con sfavillii oro/ottone, tanto da confonderla veramente con l’oro, sì, ma l’oro degli sciocchi, come si diceva in passato!

“ pyr” dal greco fuoco, pietra focaia, perché se la si percuote con altri metalli sprigiona scintille.

La pirite si trova un po’ come “mercoledì in mezzo alla settimana”, sovente aggregata ad altri minerali, ad esempio al lapislazzuli, a cui conferisce quelle bellissime “stelline” che lo fanno brillare.

La pirite è un minerale molto usato nell’industria chimica, da essa si estrae l’acido solforico, per cui, attenzione, a contatto con la pelle e la sudorazione, potrebbe “separarsi” il solfuro di ferro e irritare.

I giacimenti più importanti si trovano in Giappone, ma anche la nostra Isola d’Elba ne va fiera.

Rimane comunque una pietra singolare, luccicante e ornamentale e direi anche molto modaiola.

LA MARCASITE

Minerale molto simile alla pirite, tanto che lo si confondeva con questo, ma in pratica, la marcasite è più delicata, si sfalda più facilmente nella lavorazione ed è comunque più leggera.

Anche questo minerale lo si usa per estrarne prevalentemente acido solforico.

E’ una pietra da accompagnamento, opaca, color oro, il suo sfavillio accentua la bellezza delle pietre a cui la si abbina. Nell’epoca Vittoriana trovò ampio respiro, tagliata in forma circolare o a quadratini e sistemata a “pavè”, come minuscoli diamanti.

I giacimenti più pregiati si trovano in Austria.

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Ora invece vi porto nel mondo del GRANATO.

Il granato fa parte sempre della grange famiglia dei silicati, ma in particolare i GRANATI sono una famigliola molto socievole e allegra, che ama mescolarsi con altri minerali e così facendo dà origine a un bel numero di varietà di elementi, alcuni preziosissimi.

Il suo nome ha origini latine “granatus” grano, ma molto probabilmente si fa riferimento al melograno “malum granatum”, pianta che ci fornisce quei meravigliosi frutti dai chicchi rossi e dolcissimi, come il colore dei granati rossi. Conosciuto anche questo fin dalla notte dei tempi da quasi tutti i popoli, è pietra simbolica per gli Ebrei della stirpe di Giuda, nel Medioevo spade e scudi erano adornate da queste pietre rosse per infondere coraggio ai soldati. Sempre le pietre rosse, sono simbolo d’amore, di dedizione, di benevolenza, di fedeltà e fecondità. Non c’è donna che non possegga, credo, una pietra di questo tipo, nelle famiglie c’è sempre qualche nonna che tramanda un bel granato rosso di generazione in generazione.

Ora, nel cercare di non perdermi, li distinguerò appunto per colore.

I ROSSI

Partiamo da quello più comune, il così detto “rosso granato”, quello che è più facilmente abbordabile in tutti i sensi e cioè il granato ALMANDINO, solitamente dal rosso molto scuro, bruno, con accenti violacei. Tutti i granati appartengono alle pietre preziose. Giacimenti un po’ in tutto il mondo, l’ALMANDINO dello Sri Lanka viene sovente chiamato rubino orientale o rubino di Ceylon.

Il più pregiato di sempre dei granati rossi è il PIROPO, dal greco “pyropos” fiammeggiante, famosissimo granato Boemo rosso come il fuoco, giacimenti che ora scarseggiano, ma ben attivi in passato, gioielli molto antichi risalgono all’epoca Vittoriana e all’Art Decò, moltissimi rosari venivano fatti e regalati con questa preziosa gemma.

Del piropo esiste una varietà che va sotto il nome di RODOLITE, scoperta nella Carolina del Nord, America, “rodon” dal greco rosa, va infatti dal color rosa al rosso porpora come i fiori del rododendro. Ne esiste anche una varietà rosso/blu, scoperta in Madagascar che è una commistione di minerali autori del colore, rarissima.

Pietra preziosa, usata in gioielleria.

Passiamo ora ai granati arancioni: l’ ESSONITE e la SPESSARTINA.

L’ ESSONITE

che a sua volta fa parte di una speciale famiglia di granati e cioè la grossularia.

L’ESSONITE è la più comune, tra gli arancioni, anche se comune non è. Bellissima, un colore caldo, un arancio cannella, molto pregiata.

La SPESSARTINA

è chiamata anche “mandarin garnet” ovvero granato mandarino, nome commerciale questo ed è un’altra varietà di questi granati arancioni.

Tra quelli raririssimi, si annovera il granato ANDRADITE (che può avere colori cangianti), a cui appartine la TOPAZOLITE, granato dal colore giallo_oro o giallo_limone, appena sufficiente per gli usi in gioielleria.

Tra le ANDRADITI il più prezioso è il DEMANDOIDE ed è anche il primo granato di color verde, raro, dalla luce diamantina, appunto, oltre che testimone dei veri e propri giacimenti diamantiferi. Si estrae solamente in Russia, negli Urali e proprio qui, acquistò fama grazie al famoso orafo degli Zar, Karl Fabergè, che lo impegnò per realizzare i suoi ineguagliabili gioielli. Fama che dilagò poi in Europa e in Inghilterra, dove attirò l’attenzione del Re Eduardo VII, grande appassionato di gemme e gioielli. Grande produzione di gioielli anche per la mitica gioielleria americana Tiffany & Co, fino circa alla metà del secolo XX, quando la produzione del minerale esaurì. Ora, la chiamano la gemma fantasma, talmente si fa fatica a trovarne ancora.

Ne mancano ancora due all’appello, e tutte e due FAVOLOSE e di color verde.

La TSAVORITE

che appartiene alla varietà dei granati grossularia, come l’essonite, è verde, bellissima, non c’è smeraldo a cui si possa paragonare. Le fu dato questo nome dove venne trovata e cioè in Kenia, parco nazionale di Tsavo. E’ la più conosciuta tra le pietre preziose dei granati verdi ed è anche giovane come pietra, solo intorno agli anni 60 fu scoperta e fu ancora Tiffany a valorizzarla e lanciarla nel mercato.

UVAROVITE.

Anche l’ UVAROVITE è pietra rara. Il suo nome lo si deve ad un certo politico Russo, nonché Conte Uvarov, grande collezionista ed estimatore di gemme, a cui fu dedicata, dal suo scopritore.

Ha cristalli molto piccini, per cui, per realizzare gioielli, si usa la sua matrice, raramente arrivano al carato le pietre più grandi.

L’ uvarovite fa pensare ad una caramellina di zucchero. Attenzione, poiché spesso si trovano pietre fasulle e tinte, spacciate per ciò che nemmeno lontanamente è questo meraviglioso minerale.

 

Baratto – Roberto Pellegrini

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Spesso capita di chiedersi perchè la nostra anima e il nostro cuore scelgono di voler dare tutto il meglio di noi a un altro essere umano, facendoci vivere emozioni difficilmente descrivibili.

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L’amore è l’emozione più forte che si possa provare, quasi una magia, lo definirei un dono della vita.

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I più attenti si chiedono spesso cosa abbia il proprio partner per renderli così fortemente coinvolti.

Ma esiste una risposta?

Forse no!

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Sicuramente quando si vive un vero amore si arriva a percepire il proprio compagno come un’anima gemella, molto simile a noi stessi.

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Un amore vero è incondizionato, è eterno, vi è un inizio , ma non una fine, farà sempre parte della nostra esistenza.

Un amore vero è per sempre.

 

Buon Compleanno Arnaldo Pomodoro!

Compie oggi 90 anni un grande artista: Arnaldo Pomodoro, nato il 23 Giugno 1926.

Dopo gli studi e qualche esperienza lavorativa, il Grande Maestro approda a Milano nel 1954, comincia a frequentare l’ambiente artistico di Brera e a Milano, insieme al fratello Giò Pomodoro, apre il suo studio e comincia ad esporre in numerose gallerie d’arte italiane ed internazionali.

Dice:“Avevo già capito che la strada della pittura non mi era congeniale, mentre ero attratto dalla materia che avevo bisogno di toccare e di trasformare. “

Le prime sculture sono rilievi modellati nel ferro, stagno, piombo, argento, cemento e bronzo e dimostrano la volontà di Pomodoro di ricercare e di sperimentare nuovi mezzi di comunicazione espressiva.

Il passo successivo fu, negli anni Settanta, quello di passare alla complessità spaziale e materica della forma tendente all’essenzialità volumetrica dei solidi euclidei perfetti. Tagli netti nella materia lasciano intravvedere ingranaggi interni in contrasto con la levigatezza delle pareti esterne.

Le sue opere sono installate in molte città italiane ed estere.

Buon Compleanno Maestro!!!

Salvatore Ferragamo rompe col passato

Se vi ricordate di Massimiliano Giorgetti (ultimo direttore creativo di Salvatore Ferragamo), dimenticatevelo, così come vi dovete dimenticare della sartorialità e dell’eleganza che il marchio esprimeva nelle sue collezioni maschili.

Non che la collezione sia brutta, tutt’altro, ma è proprio una frattura con il passato e il brand in maniera camaleontica vira da classico a futuristico dopo che a curarsi della collezione si è occupato il team creativo interno; lo stile è decisamente più giovane, dalle linee morbide e fluide.

Azzarderei nel dire che si tratta di una collezione per un uomo esploratore, che ama viaggiare: capi sportivi, un po’ over size, seppur tutto realizzato con materiali di qualità.

Tinte raffinate fra le quali non manca il color marrone che andrà per la maggiore la prossima estate 2017.

 

Collezione promossa, ma decisamente lontana dai canoni tipici del brand.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella collezione per l’Estate dell’anno prossimo Salvatore Ferragamo, lo spirito dell’artista si unisce a quello dell’esploratore instancabile, in un gioco di contrasti e contraddizioni, dove gli aspetti pratici, formali e decorativi rivestono la stessa importanza funzionale. Ispirazione primaria della collezione, l’esuberanza degli artisti primitivi dei primi del secolo evoca attraverso le infinite possibilità delle loro opere caleidoscopiche, l’innato senso di libertà di viaggiare, sia in senso letterale che metaforico. L’intera collezione è pervasa dal tema del viaggio, simboleggiato dallo zaino che incarna la voglia di fuga e di avventura. Forma rigorosa e praticità vengono esaltate grazie all’accostamento con capispalla, abiti e accessori. Contrapposizioni: lo stile sartoriale convive con quello militare nei capi sportivi e streetwear caratterizzati da tasconi tridimensionali. Nuove e ampie proporzioni per il tailoring che ricorda la tenuta da lavoro informale ed oversize degli artisti, il rigore del mohair indaco scuro è accostato a camicie in seta e da cinture borchiate a doppio giro, tute senza maniche a righe rielaborate in cotone tecnico leggero. Inaspettatamente l’artigianalità permea i capispalla sportivi di strutturata solidità e rigore, rendendo la pelle leggera e impalpabile come carta. La field jacket giallo limone è nobilitata da raffinati dettagli sartoriali. Nuance più calde e luminose della terra sono schiarite dal bianco osso per arrivare ad un marrone cotto accarezzato dal verde militare in decalage e mischiato con il cobalto.

Classico e futuristico si fondono nell’iconica calzatura Tramezza, caratterizzata da una schermatura ultramoderna in pelle elastica: ibridazione e attitude da sneaker. Lo “scudo” protettivo è inoltre alla base dei sandali a doppia struttura. Accessorio essenziale della collezione è lo zaino in tela kaki con spallacci in pelle scamosciata blu cobalto.

C’è molto più di quanto appare. La collezione riflette le qualità dell’uomo moderno in tutte le sue sfaccettature: complesso e spensierato, leggero e funzionale, dotato di estro creativo e capacità sportive, attratto dal comfort delle linee morbide e dei capi sartoriali eleganti. Spinto dal costante desiderio per la qualità, richiede un guardaroba che si adatti perfettamente al suo stile di vita, che diventa così il marchio distintivo delle sue azioni, passioni e della sua personale ricerca esistenziale.

imenticate l’ultima bella collezione uomo  di Ferragamo dopo che il direttore creativo Massimiliano Giornetti ha lasciato l’azienda italiana e preparatevi a vedere una collezione per la prossima estate che stravolge letteralmente tutta quella sartorialità ed eleganza che che Salvatore Ferragamo esprimeva nelle sue collezioni maschili

eppur l’azienda Salvatore Ferragamo i suoi ricavi maggiori li ottiene da calzature e piccola pelletteria, il meanswear era comunque una fonte d’introito,  ma la casa di moda italiana non ha ancora trovato il sostituto di Giornetti ed ha delegato al team creativo interno per  la realizzazione di questa collezione uomo primavera estate 2017.

Ma  è normale che il risultato delle prime collezioni  quanto il direttore creativo lascia sia   spesso un insieme di stili senza direzione. anche se in questa sfilata presentata a Milano però qualcosa emerge e salta subito agli occhi, lo stile più giovane forse troppo per una casa di moda di lusso che si rivolge ad un pubblico dell’alta borghesia.

Un filo conduttore comunque c’è in questa  sfilata, lo stile sportivo da campeggio, una scelta a quanto pare del team creativo interno e naturalmente  avallata dall’azienda, anche se la domanda sorge spontanea , l’uomo giovane veste Ferragamo? Ma veniamo alla collezione.

I pochi abiti che oggettivamente  facili da indossare sono uno spezzato con giacca verde pantaloni stretti all’orlo e gamba larga in blu e camicia blu, a seguire un completo con giacca sahariana in grigio o bianco, anche qui il pantalone e largo, mentre un vestito blu si abbina ad una maglietta verde militare.

Il color marrone come abbiamo visto in queste sfilate di Milano per la prossima estate è di tendenza, e anche qui troviamo giacca e pantaloni. La collezione  continua con una serie di  vestiti dallo stile decisamente più sportivo tipo le tute leggere a righe  pantaloni al polpaccio per il tempo libero, e bluson camice e magliette.

Spiccano gli accessori come le borse, ma come abbiamo già scritto Ferragamo è un’azienda di pelletteria.

 

La sua silhouette si offre fluida, mossa, quasi trascorrente, seducendo con naturalezza anche chi, solo distrattamente, lo guarda per un istante. L’uomo diSalvatore Ferragamo, presentato a Milano durante la settimana dedicata alla moda maschile, esibisce (ed è questo probabilmente il segreto di tanto successo) tagliimpeccabili e morbidi, tinte raffinate (citiamo prontamente grigio, bianco e blu) e fantasie da sempre chic come le righe che qui puntano – sottili ed ostinate – ad un’inarrestabile ed impertinente verticalità.

L’uomo Dolce & Gabbana, quanto mai eterogeneo

“Ci siamo immaginati di essere in Sicilia (Taormina, Agrigento, Palermo) e di vivere un festival, un concerto, un happening sotto le palme o i banani della Favorita o del Giardino Botanico. “, così, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, descrivono la loro sfilata uomo per la primavera/estate 2017.

La sfilata, svoltasi al Metropol di Milano, mandando letteralmente in tilt il traffico cittadino, è stata una vera grande festa a base di musica.

Sottofondo di questo party musicale è stata la musica live degli The Hot Sardines e il jazz ha fatto da colonna portante di tutto lo show.

Sulla passerella  uno stile eclettico che esalta ancora una volta la tradizione del Sud, della Sicilia: gli ori barocchi e il rosso che ricorda la lava dell’Etna, fanno da sfondo a stampe animaler, a frutte esotiche, a strumenti musicali, in un’atmosfera molto glamour.

 

Anche questa volta i due stilisti hanno messo in scena non una normale sfilata, ma un vero e proprio spettacolo coinvolgente, dimostrando una genialità sorprendente o, per meglio dire, che non sorprende più, ma che li contraddistingue sempre di più.