Continua il viaggio

Raggrupperò in questa prima parte, tre pietre METALLICHE: l’ematite, la pirite e la marcasite.

L’ EMATITE

E’ conosciuta come pietra del sangue, dal greco “haima” appunto sangue, questo perché, tagliando il minerale, l’acqua che si fa scorrere per raffreddarlo si colora di rosso, come pure, quando la si riduce in polvere per ricavarne il pigmento, questo è rosso. E’ infatti un’ossido di ferro e viene usata anche per l’estrazione di questo minerale.  La si chiamava anche “specularit” dal latino “speculum” ovvero specchio, poiché in passato, veniva usata, tagliata e pulita a dovere, come specchio, per via del colore nero/grigio acciaio (canna di fucile) e anche rosso/bruno, molto rilucente. Conosciuta dagli antichi popoli che le attribuivano poteri curativi per svariati malanni e ancora oggi l’ematite, pare abbia proprietà benefiche sul sangue, come ad esempio favorire la formazione dei globuli rossi, quindi adatta per “combattere” l’anemia.

Un cristallo pregiatissimo di questo minerale è conosciuto come “rosa di ferro” a forma di vero e proprio fiore e iridescente e la si reperisce all’Isola d’ Elba, piuttosto che in Liguria, ma giacimenti importanti e ricchi si trovano in Russia, Brasile e Svezia.

1

Rosa di Ferro

E’ una pietra moderna, non costosa e che fa la sua bella figura indossata.

2

La PIRITE

Bellissimo il grezzo di questo minerale, anche solo come pezzo da collezionare.  Colore argenteo con sfavillii oro/ottone, tanto da confonderla veramente con l’oro, sì, ma l’oro degli sciocchi, come si diceva in passato!

“ pyr” dal greco fuoco, pietra focaia, perché se la si percuote con altri metalli sprigiona scintille.

La pirite si trova un po’ come “mercoledì in mezzo alla settimana”, sovente aggregata ad altri minerali, ad esempio al lapislazzuli, a cui conferisce quelle bellissime “stelline” che lo fanno brillare.

La pirite è un minerale molto usato nell’industria chimica, da essa si estrae l’acido solforico, per cui, attenzione, a contatto con la pelle e la sudorazione, potrebbe “separarsi” il solfuro di ferro e irritare.

I giacimenti più importanti si trovano in Giappone, ma anche la nostra Isola d’Elba ne va fiera.

Rimane comunque una pietra singolare, luccicante e ornamentale e direi anche molto modaiola.

LA MARCASITE

Minerale molto simile alla pirite, tanto che lo si confondeva con questo, ma in pratica, la marcasite è più delicata, si sfalda più facilmente nella lavorazione ed è comunque più leggera.

Anche questo minerale lo si usa per estrarne prevalentemente acido solforico.

E’ una pietra da accompagnamento, opaca, color oro, il suo sfavillio accentua la bellezza delle pietre a cui la si abbina. Nell’epoca Vittoriana trovò ampio respiro, tagliata in forma circolare o a quadratini e sistemata a “pavè”, come minuscoli diamanti.

I giacimenti più pregiati si trovano in Austria.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ora invece vi porto nel mondo del GRANATO.

Il granato fa parte sempre della grange famiglia dei silicati, ma in particolare i GRANATI sono una famigliola molto socievole e allegra, che ama mescolarsi con altri minerali e così facendo dà origine a un bel numero di varietà di elementi, alcuni preziosissimi.

Il suo nome ha origini latine “granatus” grano, ma molto probabilmente si fa riferimento al melograno “malum granatum”, pianta che ci fornisce quei meravigliosi frutti dai chicchi rossi e dolcissimi, come il colore dei granati rossi. Conosciuto anche questo fin dalla notte dei tempi da quasi tutti i popoli, è pietra simbolica per gli Ebrei della stirpe di Giuda, nel Medioevo spade e scudi erano adornate da queste pietre rosse per infondere coraggio ai soldati. Sempre le pietre rosse, sono simbolo d’amore, di dedizione, di benevolenza, di fedeltà e fecondità. Non c’è donna che non possegga, credo, una pietra di questo tipo, nelle famiglie c’è sempre qualche nonna che tramanda un bel granato rosso di generazione in generazione.

Ora, nel cercare di non perdermi, li distinguerò appunto per colore.

I ROSSI

Partiamo da quello più comune, il così detto “rosso granato”, quello che è più facilmente abbordabile in tutti i sensi e cioè il granato ALMANDINO, solitamente dal rosso molto scuro, bruno, con accenti violacei. Tutti i granati appartengono alle pietre preziose. Giacimenti un po’ in tutto il mondo, l’ALMANDINO dello Sri Lanka viene sovente chiamato rubino orientale o rubino di Ceylon.

Il più pregiato di sempre dei granati rossi è il PIROPO, dal greco “pyropos” fiammeggiante, famosissimo granato Boemo rosso come il fuoco, giacimenti che ora scarseggiano, ma ben attivi in passato, gioielli molto antichi risalgono all’epoca Vittoriana e all’Art Decò, moltissimi rosari venivano fatti e regalati con questa preziosa gemma.

Del piropo esiste una varietà che va sotto il nome di RODOLITE, scoperta nella Carolina del Nord, America, “rodon” dal greco rosa, va infatti dal color rosa al rosso porpora come i fiori del rododendro. Ne esiste anche una varietà rosso/blu, scoperta in Madagascar che è una commistione di minerali autori del colore, rarissima.

Pietra preziosa, usata in gioielleria.

Passiamo ora ai granati arancioni: l’ ESSONITE e la SPESSARTINA.

L’ ESSONITE

che a sua volta fa parte di una speciale famiglia di granati e cioè la grossularia.

L’ESSONITE è la più comune, tra gli arancioni, anche se comune non è. Bellissima, un colore caldo, un arancio cannella, molto pregiata.

La SPESSARTINA

è chiamata anche “mandarin garnet” ovvero granato mandarino, nome commerciale questo ed è un’altra varietà di questi granati arancioni.

Tra quelli raririssimi, si annovera il granato ANDRADITE (che può avere colori cangianti), a cui appartine la TOPAZOLITE, granato dal colore giallo_oro o giallo_limone, appena sufficiente per gli usi in gioielleria.

Tra le ANDRADITI il più prezioso è il DEMANDOIDE ed è anche il primo granato di color verde, raro, dalla luce diamantina, appunto, oltre che testimone dei veri e propri giacimenti diamantiferi. Si estrae solamente in Russia, negli Urali e proprio qui, acquistò fama grazie al famoso orafo degli Zar, Karl Fabergè, che lo impegnò per realizzare i suoi ineguagliabili gioielli. Fama che dilagò poi in Europa e in Inghilterra, dove attirò l’attenzione del Re Eduardo VII, grande appassionato di gemme e gioielli. Grande produzione di gioielli anche per la mitica gioielleria americana Tiffany & Co, fino circa alla metà del secolo XX, quando la produzione del minerale esaurì. Ora, la chiamano la gemma fantasma, talmente si fa fatica a trovarne ancora.

Ne mancano ancora due all’appello, e tutte e due FAVOLOSE e di color verde.

La TSAVORITE

che appartiene alla varietà dei granati grossularia, come l’essonite, è verde, bellissima, non c’è smeraldo a cui si possa paragonare. Le fu dato questo nome dove venne trovata e cioè in Kenia, parco nazionale di Tsavo. E’ la più conosciuta tra le pietre preziose dei granati verdi ed è anche giovane come pietra, solo intorno agli anni 60 fu scoperta e fu ancora Tiffany a valorizzarla e lanciarla nel mercato.

UVAROVITE.

Anche l’ UVAROVITE è pietra rara. Il suo nome lo si deve ad un certo politico Russo, nonché Conte Uvarov, grande collezionista ed estimatore di gemme, a cui fu dedicata, dal suo scopritore.

Ha cristalli molto piccini, per cui, per realizzare gioielli, si usa la sua matrice, raramente arrivano al carato le pietre più grandi.

L’ uvarovite fa pensare ad una caramellina di zucchero. Attenzione, poiché spesso si trovano pietre fasulle e tinte, spacciate per ciò che nemmeno lontanamente è questo meraviglioso minerale.

 

Annunci

2 pensieri su “Continua il viaggio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...