Tu… – Roberto Pellegrini

Leggo e rileggo questi versi e ancora... ricomincio a rileggere e poi mi accorgo che il significato è racchiuso tutto nel titolo "Tu..." Cantava Lucio Battisti A guarirmi chi fu / ho paura a dirti / che sei tu. / Ora noi / siamo già più vicini... ... Come può uno scoglio / arginare il mare / anche se non voglio / torno già a volare / le distese azzurre / e le verdi terre / le discese ardite / e le risalite / su nel cielo aperto / e poi ancora in alto / con un grande salto ... e questo è il potere di un amore profondo, intenso, vero e magari, come scritto nel verso "nell'abbraccio lontano" , è vissuto non a stretto contatto. Così vicini, così lontani. Sono sempre di più le coppie che vivono storie sentimentali vere a distanza. Coppie che hanno deciso di provare, di provarci senza paura. Il livello di difficoltà (è ormai dimostrato da studi approfonditi a riguardo) è molto simile a chi vive a stretto contatto, se non uguale. A distanza gli "attori" vivono il vuoto, il mistero, la mancanza, il sospetto, la gelosia, ma proprio per questo, vivono un amore tanto profondo e intenso. Un amore che porta a rivalutare l'importanza della voce e dell'udito, oppure l'importanza delle parole. Abbiamo cinque sensi, non solo tatto ed olfatto, poi c'è il desiderio, la fantasia e le vibrazioni dell'anima.

Colour Blocking, ma cos’è?

Colour blocking è una definizione inglese che significa: blocchi di colori ed ha dato il nome ad una tendenza nell'ambito della moda: quella di abbinare capi monocolori in contrasto tra di loro. Se si fanno propri i concetti di base del colour blocking si può trarne vantaggio nel creare outfit vincenti e quasi sicuramente di buon gusto. Vediamo nel dettaglio: la regola che sostiene il colour blocking è quella di abbinare i colori in modo che la loro mescolanza dia il colore grigio. Eh.....! Sembra facile! Ma se non si ha dimestichezza con i tubetti di colore non lo è. Quindi come fare? Il signor Johannes Itten, pittore, scultore e designer svizzero, ci fornisce un valido aiuto attraverso la sua teoria del colore: il cerchio di Itten. Secondo Itten, per ottenere degli accostamenti vincenti, è consigliabile mescolare colori diametralmente opposti che abbinati danno, come dicevamo prima, tonalità di grigio. Questa teoria è stata molto seguita anche da stylist di fama internazionale, come Louis Vuitton, che si è altresì ispirato ai lavori di Piet Mondrian ed ha realizzato il suo iconico abito detto appunto Mondrian. A seguire si sono aggiunti Gucci e Prada ed altri, che hanno portato sulle passerelle abiti con tonalità contrastanti, spesso forti. Forse per alcuni, gli abbinamenti possono sembrare un po' eccessivi, certo è che per l'estate questo metodo è una vera flebo di energia e se ci sembra troppo applicare la regola per gli abiti, possiamo utilizzarla per gli accessori, sicuramente non passeremo inosservati. Qualche altro suggerimento per orientarci meglio.

Baleno – Roberto Pellegrini

Capita... Incontri una donna, ti coinvolge, la vivi, arrivi a credere che è la donna giusta. Ti spingi a fare progetti e poi..., come spesso accade, i vostri percorsi si dividono. Ripercorri a ritroso quella "via", non serbi rancore, cerchi di capire, ti accorgi che, come una saetta, ti ha accecato e poi imprevedibilmente il contesto è cambiato; che, in modo contorto, forse ti ha amato e con gagliardia ha vissuto questa parentesi di vita, graffiando il tuo cuore, fuggendo, sparendo, lasciandoti negli occhi: il baleno. Ognuno di noi appartiene un po' anche a chi ci ha fatto tremare, a chi ci ha provocato una vibrazione nell'anima, a chi ci ha fatto in qualche modo sentire vivi. Apparentemente i rapporti sentimentali sembrerebbero nascere da una serie di eventi casuali, da percorsi che involontariamente convergono. Ma Freud affermava un concetto sul quale è bene riflettere: "Trovare l'oggetto del desiderio, in realtà, vuol dire solo ritrovarlo". In altre parole sosteneva che ognuno di noi è già predisposto a livello inconscio ad un certo incontro, cioè a ritrovare il proprio oggetto del desiderio: ecco perchè esistono saette che attraversano il cielo in un baleno e ... ...cieli immensi da cui lasciarsi avvolgere per l'eternità.

Il Ragno buono – Roberto Pellegrini

C'era una volta una Primavera: una delle tante, per il nostro vecchio Mondo, ma la prima della breve vita di una splendida Farfalla appena nata. Sostenuta dal vento e sospinta dalla acerba curiosità, la Farfalla si infilò nel fitto bosco, ma non fece in tempo a guardarsi intorno che si ritrovò prigioniera della tela di Ragno. "Lasciami andare", implorò la Farfalla, "Saprò sdebitarmi...!" "E come!?", rispose il Ragno avvicinandosi minaccioso. "Non lo so ancora...", replicò la Farfalla, tremando. Impietositosi, il Ragno la liberò. E giunse un gelido Inverno... ricordandosi della promessa, la Farfalla, ormai morente, donò al Ragno le proprie ali. Avvolto in esse, il Ragno sopravvisse al freddo. by Roberto Pellegrini La gratitudine è la memoria del cuore - Lao Tse Mostrarsi grati significa riconoscere e imparare a dare valore a ciò che veramente è importante nella vita. Non dimostrare riconoscenza significa anche abnegare se stessi, perchè mediante la gratitudine si conosce, si unisce, si creano legami. Siate grati per il fatto di esistere, di stare bene con voi stessi e con gli altri. La gratitudine è un formidabile veicolo di benessere sociale. Può anche interessarti l'articolo che trovi a questo link "La Gratitudine".

Solitudine – Roberto Pellegrini

Sei solo ... i ricordi sono parte di te sempre, perchè i ricordi costituiscono i mattoni della nostra vita. Sono come le onde del mare: vanno e vengono. I ricordi spesso sono malevoli, ci riavvicinano a momenti dolorosi del passato: profumi, voci, momenti segnati da tristezze. Ognuno di noi è fatto di ricordi, che delineano ciò che siamo. Noi che con il nostro vivere: cresciamo, sperimentiamo, maturiamo, ci formiamo. Come diceva Cervantes: "Oh memoria, nemica mortale del mio riposo". I ricordi spesso ci fanno soffrire, gli occhi si volgono al cielo e, mai come in quel momento, ci sentiamo parte di un disegno divino. Così come le stelle brillano come lacrime, lontane nell'immensità dell'abisso Celeste, noi, uomini soli, riviviamo i nostri ricordi nella solitudine...fino ad allontanarci dalla realtà.

Il XXI Secolo e la Poesia

Ho pensato a lungo, chiedendomi spesso quale senso abbia scrivere o parlare di Poesia in questo periodo. In un'era in cui tutto intorno a noi corre in maniera velocissima, dove ciò che tutti chiamano "comunicazione di massa" si trasforma in realtà in "incomunicabilità di massa", parlare di Poesia sembra non tanto di moda, soprattutto sembra contrastare con una Società che è un inno al "tutto" e "subito". Poesia è riflessione, attenzione, piacere per i significati profondi, richiede da parte del lettore una sorta di dissociazione dal tempo e dallo spazio che lo circonda. Da qui la domanda: Ha senso scrivere Poesie, esternando emozioni, plasmandole, metaforizzandole? Non ricordo esattamente il nome del filosofo che poneva questo quesito, ma mi torna proprio utile pormelo: "Se, nel più totale silenzio, cade un albero, ha senso parlare di rumore, se non c'è nessuno ad ascoltarlo?" La mia risposta è: "Ha ancora senso scrivere Poesie e leggere Poesie, perchè l'uomo vive di emozioni e Poesia è trasmettere, esternare, condividere: emozioni" Forse è solo indispensabile cambiare i canali di diffusione della Poesia, ecco che ho deciso di aprire una sezione dedicata alla Poesia, un mio piccolo "salvagente culturale".

Louis Vuitton Cruise 2017, una collezione futurista

Nicolas Ghesguière, direttore creativo di Louis Vuitton, ha scelto per la presentazione della collezione Cruise 2017 del marchio il Museo di Arte Contemporanea (MAC) di Rio de Janeiro, progettato da Oscar Neymeyer, che sembra una gigantesca navicella spaziale. La collezione Cruise di Louis Vuitton è stata pensata in modo audace, molto colorata, femminile e, ovviamente, carica di richiami ai simboli del paese ospitante. Più dettagliatamente vediamo le caratteristiche di questa collezione: i colori dominanti sono il bianco, il nero, il rosso e il blu, tutto in modo vivace, pensato per una donna dinamica, le scarpe sono comode ed i tessuti leggeri. Ghesquière ha dichiarato: “Ho sempre amato i vestiti che le donne indossano per le strade della città; io sono ossessionato dallo sport e dal movimento. Qui a Rio, la vita da spiaggia si integra perfettamente con quella in città“, dando una perfetta spiegazione delle scelte fatte per la collezione Cruise. Linee degli abiti estremamente femminili e sensuali, dove predominano scollature molto profonde e spacchi vertiginosi. Con un'ambientazione naturale come quella delle montagne e delle spiagge di Rio sullo sfondo, la collezione è stata presentata sulla rampa di accesso al Museo e il pubblico si è accomodato su casse metalliche coloratissime che riprendevano i muri delle case delle favelas. La definirei una collezione futurista.

Dior Cruise 2017 – Come far dialogare stile inglese e stile francese

La location scelta dalla maison Dior per la pre-collezione Dior Cruise 2017 è stata il Blenheim Palace, vicino a Londra, una location ricca di fascino e di storia. Monsieur Dior nel 1954 e nel 1958 aveva scelto questa location per presentare le sue collezioni di beneficenza a favore della Croce Rossa britannica alla presenza della principessa Margaret. Risfilare in questo elegante Palazzo è stato un po' un ritorno alle origini. Lucie Meier e Serge Ruffieux, al timone dello studio di design della Maison, hanno guardato al passato, più precisamente agli anni del dopoguerra, facendo dialogare lo stile inglese con quello francese e sottolineando i legami culturali tra i due paesi. Troviamo Tweed, scene equestri riportate sui tessuti jacquard, velluti devoré, sete, tutto con un pizzico di eccentricità tipico anglosassone; a tutto questo si contrappongono i dettagli tipici della moda francese. Peter Philips ha curato il make-up della sfilata proponendo un trucco modernissimo: ombretti color bronzo poco sfumati, per le labbra il Gorgeus del Dior Addict Gloss, per le unghie il Muguet del Dior Vernis. L'hair style è stato affidato a Guido Palau che ha proposto capelli lasciati liberi sulle spalle e tirati indietro con il gel. Agli ospiti, fra i quali citiamo: Eva Herzigova, Emma Roberts, Elisabeth Olsen ecc, sono state messe a disposizioni auto anni Cinquanta, ovviamente sponsorizzate Dior.

1941-1950 Dopo la parentesi bellica

L'Alta Moda francese conobbe durante la seconda guerra mondiale un periodo di incertezze a causa delle difficoltà nel reperimento dei materiali e per il fatto che i clienti diradarono ovviamente gli acquisti. Per di più le forze di occupazione straniere tentarono di appropriarsi degli archivi della Chambre Syndicale de la Haute Couture Parisienne per trasferirli a Berlino. L’abbigliamento seguiva norme rigide: un cappotto o un abito aveva un numero massimo di stoffa destinato per la realizzazione, di conseguenza gli abiti divennero più corti e meno ricchi ed i cappelli venivano realizzati con scampoli di stoffa. Dopo la guerra, Parigi tornò a essere la capitale mondiale della moda, più precisamente l'anno che segnò la svolta fu il 1945 durante il quale si organizzò il Théâtre de la Mode, una sfilata itinerante costituita da 150 bambole di filo di ferro vestite con abiti realizzati dalle più famose case di moda francesi. Poco dopo, nel 1947, Christian Dior lanciò la sua prima collezione, denominata "New Look", nella quale erano scomparse tutte le economie belliche. Dior presentò una collezione di abiti realizzati con tessuti pregiati, molto elegante e sfarzosa. Dior fu un bravissimo stratega, fu perspicace nel capire le tendenze della moda e comprese il valore della stampa come veicolo pubblicitario. Ma, mentre la haute couture francese appariva inadeguata alle esigenze del mercato americano, la moda italiana dimostrò di averne le caratteristiche: una lunga tradizione artigianale, garanzia della qualità dei materiali e della confezione, forza lavoro abbondante e a basso costo. Fu così che l’Italia beneficiò del declino della moda francese e si fece largo anche oltreoceano. Gli abiti confezionati dalle più importanti sartorie della capitale salite alla ribalta internazionale nel 1947 con la creazione dell’abito nuziale di Lynda Christian sposatasi con Tyron Power, indossati dalle attrici dentro e fuori la scena, fecero del cinema uno dei più efficaci strumenti di promozione della moda italiana.

A Westminster Abbey la collezione cruise by Gucci

Prima di ogni altra cosa una premessa: le collezioni cruise sono quelle che si svolgono tra maggio e giugno che ogni maison organizza dove ritiene, senza regole prestabilite. Si tratta di collezioni presentate in modo eclatante, fantasioso, forse anche il nome stesso "cruise" scatena la fantasia e tutto è fuori dalle regole. Spazio ai sogni! Quest'anno abbiamo visto Chanel a Cuba, Luis Vuitton a Rio de Janeiro, Dior a Blenheim Palace e per finire Gucci ha scelto una location alquanto particolare: Westminster Abbey - Londra. Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci dal gennaio 2015 e che è sempre molto atteso, ha presentato una collezione che mischia passato e futuro tra le mura austere dell'abbazia dell XI secolo, di proprietà della monarchia britannica e sede di incoronazioni, sposalizi e luogo di sepoltura di re e regine. La collezione si ispira ovviamente allo stile inglese: mode vittoriane e punk, mischiate a uniformi di college, tutto con un richiamo vintage; abbiamo visto gonne e pantaloni in tartan, giacche in pelle, maglie con la bandiera britannica, cappelli alla Sherlock Holmes e il tutto è stato accompagnato dalla ballata inglese Scarborough Fair. "Blind for love" è ciò che è stato scritto su magliette, maglioni e gonne e sarà sicuramente uno dei must have della prossima primavera estate 2017. Una curiosità: tutti gli invitati alla collezione hanno ricevuto un paio di occhiali per guardare l'Abbazia di Westminster in bianco e nero ed in 3D.