La borsa – questo accessorio indispensabile

Per ogni donna la borsa è un accessorio quasi indispensabile, al suo interno tutte noi abbiamo il nostro micromondo privato, trasportiamo tutto ciò che riteniamo indispensabile che ci accompagni. Ma la borsa non è solo questo: oltre ad avere un un importanza per colei che la indossa e che la porta con sè, è anche un accessorio che ama farsi notare e che diventa indispensabile per completare un look.

Spesso mi rendo conto che alcune di noi prestano veramente poca attenzione a quanto la borsa è importante in un outfit. Saperla scegliere, in modo che soddisfi le esigenze personale e nel contempo si integri nel look non è certo un gioco da ragazzi.

Una borsa può essere di varie forme e dimensioni ed ogni donna dovrebbe sceglierla in base alle proprie esigenze, ma non dimenticate mai che è espressione di buon gusto, di classe e di stile. Quando acquistate una borsa ricordate sempre che borse e moda sono strettamente legate e che questo connubio viene da lontano.

Gli stilisti conoscono benissimo tutto questo e ad ogni stagione propongono, ognuno con le caratteristiche che contraddistinguono i loro brand, collezioni che possano incontrare e soddisfare ogni donna.

Oggi conosceremo un po’ più da vicino le collezioni che hanno presentato, per l’inverno 2016/17, due storiche maison, molto diverse tra di loro, ma indiscutibilmente affascinanti entrambe.

Chanel rimane sulle forme classiche, certa di riscuotere consensi, con qualche innesto eccentrico come le forme a gomitolo; la novità sta un po’ nel materiale già in verità comparso nella precedente collezione invernale, ma che quest’anno la fa da padrone: il tweed in cromie intense ed intriganti, con eleganti dettagli in pelle.

Celine invece punta tutto sullo stile minimalista ed affianca i toni scuri, classici della stagione invernale, alcune creazioni in toni pastello. Modelli dalle linee essenziali, che si caratterizzano per l’utilizzo dei contrasti: di colore, ma anche di materiale; compaiono quindi dei modelli intriganti dove la pelle si sposa con tessuti.
Diciamo che non ci resta che scegliere e… magari, se ci troviamo a passare per Amsterdam, non rinunciamo a far visita al Museo delle Borse Hendrikye. Al suo interno troveremo, suddivise per epoche storiche (dal Medioevo sino ad oggi) più di 4000 borse di tutte le fogge e materiali. Oltre ai grossi nomi (Schiaparelli, Pierre Cardin, Yves Saint-Lautent, Gucci, Hermes…) ed ai pezzi storici, troveremo anche un’area dedicata alle esposizioni temporanee di giovani stilisti di ogni nazionalità.

 

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Addio Contessa fiera e sorridente

Muore a Milano Marta Marzotto, icona di stile.

Non sempre è necessario essere bellissime ed avere un fisico strepitoso, a volte è sufficiente avere stile, intelligenza e coraggio.

Marta Marzotto aveva origini umili, le vicende della vita e la sua indole le hanno poi permesso di diventare una delle donne più ricche di personalità della sua epoca.

Una donna vulcanica che seppe ispirare artisti, pittori e scrittori e che amava definirsi così: “Nella mia vita ho agito solo per istinto, per seguire la mia voglia di tutto e subito”.

Donna ricca di fantasia e talento amava creare accessori e abiti coloratissimi e particolari che volevano accompagnare le donne in un mondo senza tristezza e senza fatica.

Particolarmente generosa sostenne la Fondazione per la Ricerca della Fibrosi Cistica onlus.

Mi piace ricordarla così, sorridente e fiera!!!

 

 

 

 

Cecile Veilhan, la dolcezza

Cecile Veilhan nasce in Francia, a Nantes, nel 1965.

Nell’osservare le sue opere non si può non essere colpiti dalla dolcezza, dalla raffinatezza, dal fascino e dall’eleganza che Cecile, con maestria, riesce ad imprimere sulle sue tele.

Le donne e le situazioni note alle donne sono i temi oggetto di tutta la produzione di questa pittrice. I loro volti morbidi, canditi, pieni di tenerezza trasmettono al fruitore un fascino particolare.

In gran parte delle sue opere trova spazio la maternità, con tutta la tenerezza e l’affetto che una madre ha verso la propria creatura.

Enfatizzano il messaggio i tenui colori utilizzati e gli abiti indossati da queste donne, spesso floreali, luminosi o con fantasie delicatissime.

Donne candide e graziose che evocano scene di tenerezza.

Raramente la Veilhan dipinge situazioni diverse da quelle che le permettono di parlare di una donna materna, ma anche in questi casi i suoi personaggi sono intrisi di complicità.

AD OGNI BIMBO IL SUO FOLLETTO: è uscito il libro per la prima infanzia di Roberto Pellegrini

Come preannunciato qualche giorno fa è stato distribuito il libro “Il Magico Mondo delle 17 Filastrocche…più una” di Roberto Pellegrini, del quale ho curato la premessa.

Il libro è in formato e-book e lo potete acquistare direttamente sul sito dell’Autore o in tutti i più famosi e-book store della rete.

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Ogni adulto dovrebbe instillare in ogni bimbo la passione per la lettura tenendo conto, ovviamente, delle capacità cognitive del bambino stesso, ecco perchè in questo libro ogni filastrocca è corredata da una tavola colorata in modo bidimensionale e se il libro viene acquistato sul sito www.takeneed.com  è scaricabile un file audio per aiutare il bimbo a memorizzare.

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Il libro si compone di 18 filastrocche pensate e sviluppare per coinvolgere il bimbo a 360 gradi rendendolo protagonista. Può essere ascoltato, letto o, se utilizzato in ambito scolastico, addirittura sceneggiato, in quanto ogni bimbo potrà essere coinvolto e impersonare un elemento dei tanti contenuti in ogni filastrocca. Potrà sentirsi parte attiva, giocare e nel contempo socializzare sentendosi parte di un gruppo; arricchire il proprio vocabolario e, con l’aiuto di un adulto, genitore od educatore che sia, fantasticare, recitare e dare libero sfogo a tutta la sua spontanea immaginazione, sentendosi parte di un un mondo fantastico dove tutto è possibile. Alimentare la creatività di un piccolo fa di questo piccolo un futuro adulto che avrà imparato a ricercare dentro di sé ogni possibile via per raggiungere gli obiettivi che saranno parte della sua vita futura di adulto.

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Buona lettura in compagnia dei vostri bimbi!

 

 

Pokemon GO la nuova frontiera dei videogiochi oppure… Zombie mania?

Pokemon GO già a pochi giorni dal suo rilascio ufficiale sugli store ha segnato numeri record. Non voglio stare qui a elencare tutte le funzioni ne spiegare la dinamica di gioco, perché sicuramente già le avete fatte vostre, anzi, forse le conoscete meglio di me.

Ho avuto modo di giocare personalmente a Pokemon GO per un paio di giorni e devo dire che il gioco mi ha preso molto. Non ho avuto l’esigenza di cimentarmi per capire come catturare Pokemon, nè ci ho messo molto ad ambientarmi grazie all’interfaccia abbastanza semplice e alla dinamica di gioco molto elementare: in pratica accendi il GPS e la connessione internet, esci di casa e…

… ti ritrovi catapultato in una sorta di film dell’orrore. Sulle spiagge, nei centri urbani, nei centri commerciali, nelle stazioni, negli aeroporti, sui treni, in macchina, in bicicletta, in treno e persino in aereo; tutti giocano a Pokemon GO 😲 e non ci sarebbe niente se a giocarci fossero dei bambini o dei ragazzini, lo stupore arriva quando ti accorgi che sono per il 75% adulti di età compresa fra i 20 e 40 anni, che se ne vanno in giro con lo sguardo concentrato sullo schermo dello smartphone…

… sulla mappa iniziano a comparire i vari Pokemon che possono essere catturati esattamente nello stesso modo in cui venivano catturati nel cartone animato dai mitici personaggi (che specialmente la mia generazione, anni ’90, porta nel cuore) ossia con le poké ball. Lo scopo del gioco (se così vogliamo definirlo) è quello di completare il pokedex con tutti i Pokemon.

… con la speranza di trovare per le strade “o in aria” dei Pokemon rari.

“Essere o non essere” pronunciava dubbioso Amleto

“Follia o non follia” viene spontaneo pronunciare dubbiosi dinanzi ad una scena simile (se è rimasto ancora un po di sale nella zucca)

Ho smesso di giocarci, rimuovendo l’app dallo smartphone (onde evitare spiacevoli ricadute) nel momento in cui mi sono reso conto di essere uno di quegli zombie. Perché il problema reale non è tanto il gioco, che può piacere o meno, ma sono le persone ADULTE che non hanno il tempo e il cervello di capire quando sia il momento di giocare. Questo causa incidenti inutili ed evitabilissimi. Si passa dallo Youtuber trentenne che registra un video mentre guida la sua macchina e gioca a Pokemon GO in tangenziale e che si giustifica con i suoi fan e non fan, nel momento in cui glielo si fa presente, dichiarando che lui lo ha fatto perché era in macchina e guidava nel suo quartiere… AH! si vede che nel suo quartiere (una tangenziale a 2 corsie) non succedono incidenti… Già… Ehm… Si… Ok. Si arriva a quello che invece paga qualcuno al posto suo per farsi catturare i Pokemon

giphy

Il gioco in sè non sarebbe male, ecco lo vedo più adatto ad una fascia d’età compresa tra i 10 e i 15 anni, no di certo adatta ad un adulto, ma non per il gioco, ma per la figura da ebete che si fa per la strada e sopratutto perché si mette a repentaglio la vita degli altri

MA IL DILEMMA RIMANE: “FOLLIA O NON FOLLIA” DIRÀ L’AMLETO DEL 2000

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“Il Magico Mondo delle 17 Filastrocche…più Una” by Roberto Pellegrini

Inaspettatamente sono stata invitata dall’Autore Roberto Pellegrini a stendere la premessa del libro “Il Magico Mondo delle 17 Filastrocche … più Una” in questi giorni in uscita su quasi tutti i più diffusi book store.

Molto volentieri ho accettato, lusingata, questo compito dopo aver avuto la possibilità di prendere visione dell’opera e di avere un confronto con l’Autore.

Questo è un ebook illu­strato, pensato e sviluppato per bambini da 0 a 7 anni e, senza alcuna pretesa, mi sono trovata a fare alcune riflessioni.

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Le filastrocche hanno da sempre fatto parte del mondo di noi tutti, infatti sicuramente abbiamo recitato e, quasi certamente, ancora ricordiamo qualcuna di queste composizioni che sono utilissime per stimolare la memoria,  il linguaggio, la gestualità e soprattutto la fanta­sia di ogni bimbo.

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Da studi scientifici emerge che la filastrocca ha una grande valenza per lo sviluppo cognitivo del bambino sin dai primi momenti di vita, anzi, alcuni studiosi consigliano alle mamme in dolce attesa di uti­lizzare questo mezzo durante gli ultimi mesi di gravidanza, sottoli­neando l’importanza di “cullare” il bimbo attraverso il ritmo natura­le insito nella filastrocca, uguale in tutte le lingue del mondo. Infatti la filastrocca è costituita da testi brevi, da parole spesso ripetute, da una sintassi semplice e a volte fanno la loro comparsa i suoni ono­matopeici. Tutto questo abitua il bambino all’uso del linguaggio e lo aiuta a formulare prima le sue parole e a stimolarne la fantasia e l’immaginazione.

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Tutti i bimbi dovrebbero essere lasciati liberi di fantasticare, anzi dovrebbero essere stimolati a farlo; nulla nel mondo dell’immagina­zione è impossibile.

I bimbi restano tali per poco tempo ed in questo poco tempo è per loro indispensabile giocare utilizzando un linguaggio naturale e semplice e noi adulti dovremmo saper entrare in tutto questo in punta di piedi, dimenticandoci di essere adulti.

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Trasformare il diritto dei bambini a giocare in una realtà quotidia­na, permettendo loro di essere liberi di scegliere a quale gioco gioca­re, è indispensabile per riconoscere loro il diritto di fantasticare di cui hanno un innato bisogno, per essere, un domani, adulti in grado di assumersi doveri.

L’obiettivo di questo libro è quello che ogni bimbo si senta protagonista di ognuna di queste filastrocche e in un gioco di fantasia, si trasformi in primo attore, con l’aiuto dell’adulto, che avrà solo funzione di supervisore.

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Credo che ogni genitore od educatore debba annoverare nelle scelte delle letture da condurre insieme al bambino questo libro, che, tra l’altro, se sarà acquistato sul sito dell’Autore, senza nessun costo aggiuntivo, sarà corredato da un file audio sul quale sono incise le 18 filastrocche.

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Vi terrò aggiornati sulla data precisa di distribuzione del libro e consiglio a tutti coloro che in qualche modo sono accanto a dei bimbi di non lasciarsi sfuggire l’occasione di annoverarlo in biblioteca.

per info: mme3bien@gmail.com

Iossa Arts

Dietro al nome Iossa Arts c’è una donna con tutta la solarità tipica dei napoletani, che attraverso le sue creazioni, originalissime e di una precisione che incanta, comunica tutta le sue capacità artistiche e il suo gusto tipicamente mediterraneo.

Come quasi tutte le mamme aveva un hobby che ha coltivato con passione, seguendo corsi, approfondendo tecniche e sperimentando, sino a trasformarlo in qualcosa di veramente interessante per la particolare personalità che esprime in ogni pezzo studiato e accuratamente eseguito.

Numerose sono le tecniche impiegate per la realizzazione dei bijoux handmade che propone nelle sue collezioni: dalla tessitura con perline, al soutache, dall’embroidery allo shibori, tutto realizzato con materiali di qualità scelti con cura e lavorati con maestria.

Alcune sue creazioni appaiono eteree, impalpabili, altre sono coloratissime e ricordano le caramelle, altre nella loro semplicità coinvolgono per la progettualità della realizzazione.

Pina Iossa alias Iossa Arts sta giorno dopo giorno realizzando il proprio sogno di trasformare il suo hobby in un lavoro vero e proprio e prossimamente terrà dei corsi per mettere a disposizione delle appassionate tutte le sue conoscenze. I corsi si terranno presso una libreria, non a caso, sottolinea Pina, infatti arte e cultura vanno di pari passo.

Come tutte le avventure anche il suo percorso è stato costellato da qualche difficoltà, ma la tenacia e soprattutto l’innata vena artistica di Pina sono certa che verranno premiate.

Complimenti Pina!!! e… continua a regalarci le tue bellissime creazioni.