E per finire… Gemme Organiche – Part. III

L’ambra, l’oro del Baltico (Russia), così come per noi lo è il corallo rosso.

L’ambra è una resina fossile indurita, formatasi da una conifera il “Pinus succinefera” (ora estinto), dai due ai cinquanta milioni di anni fa.

I latini la chiamavano appunto “succinum” e ancora nel Baltico la chiamano Succinite, la loro “yantar”, ambra in Russo. A volte traslucida, colore giallo o meglio tutte le tonalità e intensità del giallo: arancio, marrone, rossiccia e persino bianco latte, questa detta “ambra reale”.

Bellissima anche grezza, (che mi ricorda, infilata a collana, quelle “corone” di fichi secchi che si vedono in meridione, per far seccare appunto i fichi), curativa persino, quella grezza, aiuta a sopportare il dolore alle gengive per i bimbi che devono mettere su i dentini, sovente viene regalata in questa occasione l’ambra da “ciucciare”. L’ambra ha un suo aroma, se si riscalda profuma, ma attenzione è infiammabile e se strofinata, produce elettricità.

Inutile dire che le imitazioni si sprecano con plastica, vetro, resine naturali e sintetiche.

Ma l’ambra, l’antichissima AMBRA è “pietra” senza età, nobile, calda, elegante, anche con le sue inclusioni, che non sono altro che piccoli insetti o foglie o tutto ciò che la resina della conifera ha inglobato con se, vera pacchia per i paleontologi.

I colori dell’ambra baltica

51

La bellissima ambra reale

 

52

Ambra grezza

E’ il Baltico che ci offre il 90% dell’ambra che si impiega in gioielleria, una volta la maggior quantità arrivava dal porto di Kaliningrad, ma giacimenti di ambra baltica, ora provengono dalla Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Polonia e Germania e da quelle zone “limitrofe”.

Anche l’ambra Meso/Americana o quella che proviene dalla Repubblica Dominicana, è speciale nei colori, tutta l’ambra tropicale ha una sua zona di estrazione detta “Amber Valley”. Bellissima e rara quella verde della Columbia.

53

Rara e costosissima ambra è quella BLU o BLU/ROSSICCIA della Repubblica Dominicana, puro splendore per gli occhi!!

Aggiungo una chicca, anche per me, perchè non sapevo di questa notizia, senza andare tanto lontano, la nostra bella Sicilia, proprio nella sua punta più sud orientale, ha una costa che viene chiamata “costa dell’ambra” in prossimità del fiume Simeto, dove dal 1984 si è ritrovata una splendida, rara ambra detta appunto SIMETITE, dal bellissimo colore scuro rossastro/bluastro, quasi come quella Dominicana.

56

Ancora un piccolo accenno alla COPALE, simile all’ambra, ma più “giovane”, ha un aspetto più opaco e lattiginoso, più fragile e ricca di inclusioni, ovvero insetti o simili, perfettamente conservati tanto che, se la si fa sciogliere in etere o benzina, si possono recuperare gli insetti.

Bellissima anche questa, diciamo più etnica, tanto che è solitamente tagliata in pezzi molto grandi, in Tibet, le donne si adornano con questa resina, pesa pochissimo e non devono reggere nessun peso, come d’altronde anche per l’ambra, che è leggerissima, provare per credere.

Copale

Non mi rimane che farVi conoscere il GIAIETTO

Sapete come lo chiamano anche il giaietto? Lo chiamano “l’ambra nera”! Si perché innanzitutto è nero, una volta lucidato e spazzolato esibisce un lustro che non teme il tempo e come l’ambra è leggerissimo.

Non è una resina, è una varietà di lignite, simile al carbone ma più duro, resto fossile di foreste millennarie che si trovano lungo le scogliere di Whitby, nello Yorkshire in Inghilterra. Peraltro località amena, con una bellissima spiaggia, nella quale passeggiando potete imbattervi in pietre (fossili anche queste) di ammonnite, che sono anche e oltretutto lo stemma di questa cittadina famosa per i suoi fossili.

Tornando al giaietto, fu proprio il periodo Vittoriano a dargli fama in tutto il mondo. La regina Vittoria aveva parecchi esemplari di gioielli in giaietto, anche perché essendo nero fu fonte di produzione per farne “perle” nere come ornamento per circostanze funebri.

A Whitby, dove esiste il più rinomato giaietto al mondo, si trova anche un museo che custodisce una vasta collezione di giaietti corredati dalla relativa storia dei pezzi. E’ prezioso per la sua storia e il suo prezzo è abbordabile, certo non arriva a costare quanto l’ambra. Interessante “pietra”.

GIOIELLI PERIODO VITTORIANO…tra il sacro e il profano.

Annunci

Givenchy’s Gentlemen only Parisian Break

Givenchy’s Gentlemen only Parisian Break è un qualcosa di raro. Una bottiglia da lasciare di stucco con tanta grazia all’interno.

Non mi è mai successo di cominciare a parlare di un profumo partendo dalla bottiglia, ma questa volta… si farebbe un vero torto.

givenchy-gentlemen-only-parisian-break

Trasparente, con una serigrafia della Ile Saint-Luis e le rive della Senna in toni turchesi veramente elegantissima avvolge il fruitore ancora prima che costui abbia avuto modo di vaporizzarsi con un soffio di questo profumo tipicamente parigino.

psx_20160327_183231

Si viene immediatamente trasportati sotto un cielo soleggiato di Parigi, in strade acciottolate e avvolti dallo scorrere della Senna.

Incantevole!!!

psx_20160327_1815491

Le note iniziali agrumate grazie al limone petit grain e alla menta nepalese, nel cuore le note aromatiche della salvia e alla fine le note legnose del vetiver che getta il suo incantesimo rendendo la fragranza inebriante e sensuale.

download

Disponibile in edizione limitata.

 

Si rievoca la Dolce Vita a Milano

Presso la Galleria AICA / Andrea Ingenito Contemporary Art di Milano, dal prossimo 21 Settembre sino al 5 novembre si rievocherà il mitico periodo della Dolce Vita romana attraverso le opere di tre famosi artisti italiani: Giosetta Fioroni, Mimmo Rotella e Mario Schifano.

Ognuno di questi artisti, in modo diverso, seppero testimoniare un periodo dorato e leggendario.

A Roma, dopo essersi ripresi dalla Seconda Guerra Mondiale, in pieno boom economico, la voglia di vivere e di godersi le bellezze della città storica esplode in modo perentorio. Nella capitale transitano artisti, attori, registi, intellettuali fra i quali Moravia, Pasolini, Fellini e tanti altri.

E’ in questo periodo che Giosetta Fioroni comincia ad esporre le sue tele realizzate con colori industriali, ricchi di simboli sovrapposti e cancellati. La Fioroni è l’unica donna della Scuola di Piazza del Popolo ed inaugura nel 1964 la stagione della Pop Art italiana ed espone anche alla Biennale di Venezia, nel medesimo anno, insieme ad un gruppo di artisti fra i quali Mario Schifano.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Quest’ultimo, che aveva frequentato la factory di Andy Warhol riversa nei suoi lavori tutta l’esperienza statunitense elaborando a suo modo i temi dei colleghi americani, dallo stesso Warhol a Lichtenstein, toccando talvolta l’espressionismo di Robert Rauschenberg o con richiami New Dada alla Jasper Johns.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Boom economico equivale a pubblicità ed ecco che la forma del manifesto diventa per Mimmo Rotella la chiave per esprimere la sua arte: il dècolagge, cioè l’applicazione sulla tela di pezzi di manifesti strappati per strada. Di notte Rotella strappa non solo manifesti, ma anche pezzi di lamiera dalle intelaiature delle zone d’affissione del Comune di Roma.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Milano rievoca la Dolce Vita attraverso questa mostra dove sarà possibile visionare alcune delle significative opere di questi tre personaggi che hanno saputo esprimere il desiderio di vivere e di divertirsi di quel periodo, guardando al futuro con ottimismo.

 

Gemme organiche – Part. II

Conosciamo il corallo, il nostro oro rosso.

Ebbene sì, così viene chiamato questa meraviglia organica che ci regala il mare.

Vorrei perdermi in mille racconti per narrarvi di questa bellezza, ma come sempre vi darò il là…e starà a voi approfondire, perché c’è tanto da scoprire.

E dunque parto dal nostro corallo, il corallo RUBRUM rosso rubino, che è solo nostro patrimonio, ma che ora si pesca nella maggior parte dei casi ancora abbondante in Sardegna, ad Alghero la “Riviera del Corallo” dagli stessi corallari di Torre del Greco, a cui spetta il primato assoluto per la lavorazione del corallo.

Fu proprio un certo Signor Paolo Bartolomeo Martin, marsigliese ma con origini genovesi, che trapiantatosi a Torre del Greco, fondò nel lontano 1805, il primo laboratorio per la lavorazione del corallo nobile e, per la sua capacità, si iniziò ad incidere il corallo su cammeo ed in seguito, ad incidere il cammeo su conchiglia.

Altre città partenopee dove si svolgeva una fiorente pesca al corallo sono state Trapani, dove oggi presso il Museo regionale Agostino Pepoli, si possono ammirare opere dei maestri trapanesi del tempo che fu e Sciacca, in Sicilia, il corallo di Sciacca unico per colore, dal rosso/arancio, salmone fino ad un rosa pallido il cosiddetto “pelle d’angelo”.

29

Corallo Rubrum

30

Corallo di Sciacca

31

Presepe in corallo Torre del Greco

Come ciliegina sulla torta vi annoto ancora due notizie, che questa volta, copio e incollo così come le ho lette.

Il corallo è un antichissimo amuleto di valore apotropaico per i neonati, ancora oggi diffuso. Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo, infatti veniva usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce. Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina. Per questo si trova in numerosi dipinti rinascimentali, come la Madonna del solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Pietro della Francesca.

Secondo Ovidio (Metamorfosi, IV, 740-752) il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo  la decapitò. Le Gorgoni avevano la capacità di pietrificare con lo sguardo, e il sangue di Medusa, al contatto con la schiuma creata dalle onde, pietrificò alcune alghe che col sangue divennero rosse.

34

Ma cos’è il corallo?

Il corallo è l’albero del mare, il suo scheletro è formato da calcio carbonato ed è composto da microorganismi, i celenterati (forma a cilindro), vive in colonie, fissato in fondo al mare e diventa duro come la pietra assumendo forme e colori affascinanti.

Oltre al corallo rosso del Mediterraneo, ha un ruolo molto importante il pescato che arriva dal Giappone, dai cespi piuttosto grandi e spessi (non sono da paragonare al nostro), ma sia quello rosso, che quello rosa che quello bianco, godono di pregio e molto spesso sono proprio i maestri corallari di Torre del Greco a scolpirli per i nipponici.

Corallo del Giappone

Esistono comunque altre specie di corallo, ma è improprio chiamarlo così, si tratta infatti di madrepora, che pur essendo imparentata con il corallo, è più spugnosa o porosa. C’ è pure il corallo bamboo, che ha una struttura con “nodi” ed è più pesante del corallo, questo viene tinto, in natura è “bianco”.

Corallo Bamboo Naturale

40

Corallo bamboo tinto

41

Madrepora (vera)

42

Pasta di madrepora

C’è poi la madrepora Oculata o corallo bianco e ancora l’Heliopora Coerulea o corallo blu. Tutti e due si trovano in profondità elevate negli oceani, dove non sono raggiunti dalla luce, ragione del loro colore.

Sono molto belli anche con le loro porosità, che denotano la loro natura.

Madrepora oculata

Heliopora Coerulea

Ne esiste poi una variante NERA, ma è protetta, non si può pescare e una variante DORATA, di questa no so dirvi molto, se non che esiste.

Belgio e Giappone, 150 anni di amicizia

Il Tappeto di Fiori, organizzato ogni due anni (anni pari), realizzato sul pavè della Grand Place di Bruxelles celebra quest’anno i 150 anni di amicizia fra Belgio e Giappone.

Il tappeto di fiori è composto da 600.000 begonie colorate, disposte da abili mani di giardinieri volontari in una composizione raffigurante fiori, uccelli, vento e luna. L’arazzo trae ispirazione dalle rappresentazioni illustrative giapponesi che simboleggiano il mutare delle stagioni e il passaggio del tempo.

Un’associazione senza scopo di lucro riunisce architetti, grafici, designer e giardinieri e ogni due anni, realizza un puzzle gigante ed emozionante in meno di un giorno di lavoro, ogni volta con un tema diverso.

Così descrive l’illustrazione di quest’anno, Masafumi Ishii, Ambasciatore del Giappone in Belgio: ‘Il tappeto di fiori in mostra nel 2016, mostra la natura nella tradizione giapponese con i suoi numerosi buoni talismani portafortuna: fiori, uccelli, il vento e la luna che sono i simboli della bellezza naturale (kacho- Fugetsu); koi (carpe giapponesi) rappresentano la forza e la crescita; alberi di pino e bambù sono segni di buon auspicio; ed i fiori di ciliegio, ovviamente. ‘

Un fiorista in pensione descrive che vi sono piccole linee disegnate dappertutto e che fanno da guida per la disposizione dei fiori: qui rosa, qui blu, là bianco, in un turbinio di colori che a lavoro realizzato emozionano i visitatori e che varrebbe la pena di vedere almeno una volta nella vita.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le foto sono di G. Batistini e

Charles Lecompte

 

 

Giò e Gingilli

Maria Giovanna, Giò e Gingilli il suo pseudonimo, vive a Verona da circa 6 anni, ma è nata a Milano, cresciuta in Sardegna e sposata in Umbria!

E’ una “gingillatrice doc”, le sue creazioni nascono dal nulla e prendono vita, ispirate da un’emozione. Racconta che quando comincia a creare lascia libero sfogo ai pensieri e al cuore, si muove spinta dalle sensazioni e dai sentimenti, libera la mente e comincia a sperimentare, provare e riprovare, affinare, osservare e ricercare.

Adora trasformare i materiali, unirli, combinarli tra di loro fino a realizzare oggetti che abbiano anche funzionalità. Racconta che sin da quando era bambina amava ingegnarsi per realizzare oggetti per le sue bambole, ha continuato a coltivare il suo hobby, poi per puro caso, le fu offerta una collaborazione per la realizzazione di oggetti da esporre in un negozio.

Il suo motto, il suo pensiero, il suo fare si sintetizza in questo motto:

Ogni piccola imperfezione lungi dall’essere un difetto è testimonianza dell’artigianalità del prodotto.

La perfezione meccanica ovviamente nell’handmade non esiste, ma è proprio questa la meraviglia dell’artigianalità.

Lavora prevalentemente con carta e stoffa, ma è molto curiosa verso nuove tecniche e verso nuovi materiali, insomma la sua “arte” è un continuo divenire e proprio per la spontaneità, la ricerca e la varietà i suoi gingilli trasmettono emozioni.

Ogni suo manufatto racconta di lei, anzi è una parte di lei.

 

 

Finalmente disponibile…

… la raccolta di Haiku “Amore e Vento – 111 Haiku – tra Mare e Passione”.

Ve ne avevo recentemente parlato ed avevo incontrato l’Autore Roberto Pellegrini, per conoscere meglio l’approccio dello stesso verso questa forma di poesia giapponese, così antica e così attuale, oserei dire eternamente affascinante nella sua solo apparente semplicità.

L’e-book è disponibile nel Book Store del sito dell’Autore www.takeneed.com accompagnato da un file audio che rende fruibile il libro in completo relax.

Nel libro trovate altresì dodici tavole graficamente elaborate che fanno da filo conduttore alla lettura.