Gemme organiche – Part. I

Eccomi nuovamente con voi, questa volta non vi parlerò di pietre, ma di gemme organiche.

E quali sono? Son convinta che una buona parte di voi già le conosce.

Le prime che dovrebbero venirvi in mente son le perle, seguite a ruota dalla conchiglia, quindi dal corallo, ambra e poi ancora dal giaietto, ecco forse questo è il meno conosciuto, nessun problema, ve lo presento “io”.

LE PERLE

Farò una escursione rapida su queste meraviglie, succinta ma significativa, ne avevo già parlato per bene sulla mia pagina di Facebook (Lilù Stones).

Le perle dunque sono composte da una sostanza organica che si chiama conchiolina e da carbonato di calcio e acqua in una minima percentuale.

Si dividono in due categorie, quelle di mare e quelle di acqua dolce.

Le più pregiate di sempre, per la fama che si sono conquistate nel tempo immemorabile, sono quelle di mare, però da quando hanno iniziato a coltivare quelle di acqua dolce con gli stessi metodi di quelle di mare, beh…la lotta è dura, per la grandezza a cui arrivano e per la stessa perlagione, detta oriente e cioè, quel meraviglioso arcobaleno che palesa sulla loro superficie.

Certamente le conchiglie che le contengono sono diverse e quindi i colori saranno sempre ben specifici alla loro appartenenza.

Le perle di mare pregiate ed esclusive sono:

le AUSTRALIANE (conchiglia Pinctada Maxima), dal colore bianco ma, molto pregiate quelle color Gold (oro) di questa conchiglia bivalva (doppia).

Le TAHITI, le famose perle NERE (conchiglia Pinctada Margaritifera, ovvero la bivalva dalle labbra nere, perché il bordo della conchiglia è nero). Toni dal nero/grigio e arcobaleni di viola, verdi, cioccolato, sfumature chiamate pavone, come le penne del pennuto in questione.

Le AKOYA Giapponesi sono le più diffuse e più conosciute, fino a pochissimo tempo fa, erano le perle per eccellenza, perché non c’era “concorrenza”. Debbo ammettere che la loro perlagione è eccezionale, sembrano veramente brillare.

Il loro colore è bianco, ma molto ricercata e quella color grigio, il famoso “grigioperla”, caratteristica di questa perla o meglio di questa ostrica, oppure e anche, quella rosa cipria: rara, rarissima.

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Naturalmente, il valore delle perle, per tutte, è dovuto, a parte per la perlagione, dalla loro perfetta sfericità, dal momento che è difficilissimo ottenere questa perfezione. Le perle “girano” per crescere nella loro conchiglia e questo produce delle “righe” o dei “buchetti” o altre imperfezioni di forma, nonostante il nucleo tondo che viene loro inserito per darle la forma; comunque le cosiddette perle scaramazze o barocche, ovvero con forme imprecise, sono affascinanti ugualmente.

Particolare attenzione va alle perle KESHI, che nascono casualmente e quindi non coltivate e quindi non sempre si formano all’interno delle ostriche, sia d’acqua di mare sia d’acqua dolce.

Sono piccine e cave all’interno perché prive di nucleo, quelle che si trovano all’interno delle ostriche di mare, quando si trovano, vengono vendute a carato!!! Quelle che vengono rinvenute nelle ostriche di acqua dolce sono più abbordabili, ma dipende da quanto “brillano”!

Hanno forma particolare, mai tonda, a volte sono “schiacciatissime” piatte per intenderci, oppure leggermente “bombate”; io le adoro, prendono il colore dalla conchiglia madre, per questo le Keshi di mare sono carissime!!!

Le perle di acqua dolce, si dividono a loro volta in perle senza nucleo, ovvero pura sostanza perlifera e nucleate.

Stanno raggiungendo vette di bellezza, che solo occhi esperti riescono a distinguere una perla australiana bianca, da una perla di acqua dolce bianca, in special modo. Stessa grandezza, stesso oriente e per ora solo il costo è diverso (sempre che non facciano i disonesti).

Quello che debbo comunque farvi ancora sapere è che, le perle senza nucleo, anche se più piccoline (alcune arrivano anche ai 10 mm o poco più) sono di gran lunga più longeve di quelle con il nucleo, quindi non vanno incontro allo sfaldamento o comunque al deterioramento con gli anni. Se si indossano spesso, attenzione ai profumi, attenzione al sudore. Le perle con il nucleo, ovvero quasi tutte, hanno solo un sottile strato di nacre che le avvolge, per quanto preziose esse siano.

Il loro colore va dal bianco, al pesca, al rosa/violetto, mai saranno nere, le perle assumo il colore della madreperla di cui è composta la conchiglia e la conchiglia perlifera delle perle di acqua dolce, molto grande, si chiama Unionidae, detta “Union”.

Il più bel filo di perle rimane quello classico, cioè un filo di perle a scalare, dalla più piccina alla più grande al centro.

Con le bellissime conchiglie si ricavano altrettanti fili eccellenti o di vera e propria conchiglia o di madreperla.

I fili di conchiglia, generalmente arrivano dal Pacifico. Sono le Conch Shell, enormi conchiglie, sia bianche che rosate a fornire il migliore materiale per farne fili di collane o quant’altro, oppure bellissime sono le Spiny Oyster, dai colori vivaci arancio e violetto.

Conch Shell rosa

Conch Shell bianca

Spiny Oyster Shell

Un accenno almeno alla conchiglia sardonica, che appartiene alla famiglia delle Cassis, dalla quale i maestri, sempre di Torre del Greco, dove esiste una scuola per questa lavorazione, oltre a quella orafa, la trasformano in cammei stratosferici, opere da museo. E’ una conchiglia, speciale, perché avendo due strati, uno rimane il negativo dell’altro e ben si adatta all’intaglio del cammeo, anche se questo lo si può ottenere anche sulle pietre di calcedonio corniola, oppure su corallo, oppure sulla turchese o onice, tanti cammei vengono incisi anche sulla madreperla.

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Gran cammeo Augusto coronato di alloro, si trova a Parigi

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Gemma augustea, si trova a Vienna

Entrambi capolavori dell’incisore di gemme Dioscuride XIV sec.

Conchiglia sardonica e sua lavorazione.

Cammei ed intagli

Bellissima è naturalmente la madreperla, per farne fili per collane, per esserne intagliate e farne cammei o fiori per orecchini o molti altri oggetti ornamentali, esattamente come per la conchiglia.

Madreperla di Tahiti

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Madreperla australiana

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Madreperla bianca

Madreperla Abalone

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2 pensieri su “Gemme organiche – Part. I

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