Continua il viaggio … alla scoperta delle pietre

Ciao care amiche delle pietre.

Finite le vacanze?…no?…si?…Beh…se le avete finite o non le avete fatte per nulla, vi porterò in vacanza con i meravigliosi colori delle pietre che vi andrò a raccontare…e che certamente vi evocheranno luoghi magici.

Inizio con… LA TURCHESE

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La turchese è una pietra che ha resistito al tempo e alla cultura, una delle prime pietre estratte dalla terra.

Pietra che dà origine ad un vero e proprio colore. I commercianti Veneziani che la importarono dalla Turchia, pur essendo pietra appartenente alla Persia, quando la portarono in Francia per la prima volta, la chiamarono “pierre torquise”, ovvero pietra turca…di qui..il nome.

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Grezzo di turchese

I Romani la chiamavano “callais”, bella pietra, i Persiani “ferozah”, pietra vittoriosa…come sempre i nomi si perdono anche questi nelle sabbie dei tempi.

La turchese è fosfato idrato di rame, alluminio e ferro; il rame, è il fautore del suo colore, dall’azzurro inconfondibile, al verdolino.

Comunque la scegliate, sarà un successo: screziata, con la tipica “ragnatela nera”; questi disegni che si formano sulla gemma, non intaccano la sua beltà, tutto è soggettivo e dipende anche dalle possibilità che si hanno.

Certo quella azzurra cielo saturo (e magari senza inclusioni di matrice, quelle righe nere che la solcano, ossido di manganese o quelle marroni, di limonite minerale che la compone) è la più pregiata e costosa.

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Le aree geografiche legate a questa gemma, sono due, il Medio Oriente, la più bella turchese al mondo, nello specifico l’Iran, patria storica sia per l’estrazione che per la lavorazione di questa roccia e quella estratta in America, zone Nevada e Arizona.

Gli indiani d’America, veri estimatori di questa pietra, la usavano addirittura come moneta, preziosa proprio come l’oro.

Si dice che la turchese tenda a sbiadire se il suo possessore non gode di buona salute, come si dice anche che, chi possiede questa pietra durante una caduta, si spacca la pietra ma non le ossa…meglio non provare, questa è mitologia.

Inutile dire che è una delle pietre più impastrocchiate ed imitate. Per gestirne il colore, la si colora sinteticamente, si fanno “paste” o addirittura la si falsifica con un’altra pietra bellissima, l’aulite o howlite.

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La turchese è bella in qualsiasi taglio, in qualsiasi gioiello, dal più semplice al più estroso ed è comunque una pietra che raramente, per non dire proprio mai, la si ritroverà in cristallo.

AULITE o HOWLITE

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Grezzo di aulite

Questa è la faccia dell’aulite, aulite e poi ancora aulite grezza!!!

Vi sembra azzurra, celeste o verdolina?!!!

Bene è proprio con questa bella pietra, che sembra marmo, che falsificano la turchese, perché ha le venature nere che la fanno assomigliare alla turchese e poi, è una pietra porosa, quindi adatta ad essere “colorata” per bene, talmente bene, che alcuni si divertono anche ad imitare col corallo, si anche quello.

Ha una composizione completamente diversa dalla turchese, l’aulite è un silicato o borosilicato di idrossido di calcio e deve il suo nome al suo scopritore, certo Henry How, da qui: howlite (in Italiano: aulite).

Opaca e vitrea, lucente, proviene principalmente dalla California e viene usata esattamente come le altre pietre, per monili e quant’altro.

Ora non fatevi più ingannare, l’aulite costa pochissimo, anche il filo più pregiato.

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Filo di bellissima aulite naturale

Altra pietra incantevole e sconosciuta ai più è il larimar.

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Grezzo di LARIMAR…guardatelo bene…fa sognare

Questa pietra, costosissima solitamente, arriva solo dalla Repubblica Dominicana.

A volte leggo che alcuni lo chiamano anche diaspro (Jasper) larimar, ma purtroppo non so dirvi se è appropriato il termine, anche perché il larimar è una pietra di origine vulcanica, il diaspro non lo è!

Sarà l’ennesima falsificazione.

Comunque tornando al larimar, che è azzurro con venature bianche, il più pregiato, ma anche verdolino, quello meno pregiato, sempre con venature bianche, è di recente scoperta. Nel 1916, Padre Loren trovò questo minerale, ma purtroppo non ebbe l’autorizzazione ad eseguire gli scavi; ci riprovò più avanti, nel 1974, un certo Mendez che potè portare avanti la ricerca di questo minerale con successo e lo chiamò larimar, dall’amore per la figlia, certa Larissa e la passione per il mare: quindi LARI_MAR.

E’ una delle pietre più nuove e rare al mondo, avendo per ora solo quella provenienza, è traslucida se ben “levigata”, tanto che pare di vedere il mare di quei lidi tropicali muoversi in superficie. Ne ha l’energia, non solo il colore, bellissima anche grezza, costa meno.

Si può chiamare anche pectolite, varietà larimar, poichè appartiene a quella famiglia (le pectoliti).

 

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Ed ora, dall’azzurro, dal celeste al BLU OLTREMARE.

Si, così viene definito il LAPISLAZZULI dal colore più bello.

Anche questa pietra affascinante è come la turchese, ha resistito alla storia e alla cultura, anche lei è stata una delle prime estratte dalla terra e gode come sua “sorella” di successo immemorabile.

“Lapis” dal latino pietra, “lazulum” blu o celeste, dal Persiano “lazhuward” dal giacimento Afghano storico di provenienza, attivo da 7.000 anni! I Romani lo chiamavano zaffiro blu, oggi lo zaffiro è un corindone, appunto lo zaffiro blu, altro tipo di gemma preziosa.

La roccia del lapislazzuli è composta da vari minerali, tra cui la lazurite (blu), la calcite (bianca) e la pirite (dorata) ed altri, dalla stessa roccia hanno origine anche delle altre pietre altrettanto interessanti, ma meno pregiate (la dumortierite e la sodalite).

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Grezzo di lapislazzuli

Pietra venerata dagli Egizi, che ne facevano uso per le cerimonie, per forgiare amuleti, oltre che per adornarsi.

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Antico anello/amuleto egizio.

Più avanti, dai Romani, venne impiegato in medicina.

Nel Medioevo, macinato e ridotto in polvere, si otteneva un pigmento dal colore blu oltremare splendido e duraturo per affrescare, materiale costoso pari all’oro.

Michelangelo lo adoperò per “ Il Giudizio Universale” e non solo…

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Giotto, per la Cappella degli Scrovegni…

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Il lapislazzuli pregiato, secondo gli esperti è quello dal colore uniforme, con pochissime tracce di pirite e proprio nessuna di calcite, quello che lo fa sembrare un lembo di cielo stellato.

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Lapislazzuli…perfetto…con chiusura in giada Birmana.

I Persiani lo dividono in tre categorie: nili = blu scuro, assemani = blu chiaro e sabz = verde.

Molto bello anche quello grezzo, oggi come oggi c’è un ritorno alla pietra grezza che sa di natura.

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Lapislazzuli con tutte le sue belle tracce di minerale

Fratelli del lapislazzuli sono la SODALITE E LA DUMORTIERITE.

La SODALITE

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Grezzo di sodalite

Silicato di sodio, da cui si estrae il sodio appunto, si distingue dal lapislazzuli, per il colore, un blu/grigio, con venature bianche, ma assenza di pirite.

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Bel filo di sodalite…a volte è meglio un bel filo di sodalite, che un brutto filo di lapislazzuli.

La DUMORTIERITE

Nome difficile e anche bruttino, molto probabilmente il suo scopritore, paleontologo Francese, ci teneva così tanto a passare alla storia, che non si è scervellato per nulla a dare un nome più caruccio a questa pietra, egli infatti si chiamava Eugene Dumortier.

Anche questa pietra è un borosilicato, traslucida e molto variegata nelle sfumature di blu, blu scuro, verde blu, ma anche bruno/rossastra e rossa.

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La CRISOCOLLA

Grezzi di crisocolla

Altra bella pietra, sovente confusa con la turchese di color verdino.

E’ un silicato di idrato di rame (di qui il colore verde) ed indica giacimenti di rame la sua presenza, diffusa nel mondo.

Viene considerata la pietra delle donne, alleata delle donne “ossessionate” del lavoro o dai mille impegni ed è la pietra protettrice della voce. Ha un bel colore azzurro/verde o blu/verde, traslucida e a volte semitrasparente.

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Bel filo di crisocolla

L’ AZZURRITE

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Magnifico grezzo di azzurrite

L’azzurrite è un idrossicarbonato di rame, è di colore azzurro/blu o blu scuro, possiede la qualità di trasformarsi lentamente in malachite, tramite l’assorbimento d’acqua, difatti sovente viene chiamata azzurrite/malachite il suo pigmento azzurro, a contatto con l’umidità dell’aria, purtroppo però cambia colore diventando verde.

Pietra pregiata, da semitrasparente ad opaca.

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La MALACHITE

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Straordinaria pietra, idrossicarbonato di rame, come la crisocolla.

Ma i suoi colori sono verde/ verde scuro a bande stratiformi. Pietra pregiatissima, opaca, regina della Repubblica del Congo, da cui proviene, chiamata “la verdura delle rocce”.

Viene intagliata proprio per mettere in evidenza le sue fasce, per risaltarne la bellezza eclatante, sia per farne oggetti, scatolette, porta_profumi, candelabri, ecc. ecc.

In gioielleria per farne ornamenti favolosi, ma attenzione, pietra molto imitata e artefatta.

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Malachite naturale…perfetta

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Malachite sintetica

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Antico cammeo in malachite

Pietra utilizzata come rivestimento, nelle sale delle residenze degli Zar, famose le colonne in malachite nella cattedrale di San Isacco, in Russia, a San Pietroburgo.

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