Letteratura contaminata?

Leggere sta tornando ad essere una buona abitudine, ma ho due grandi dubbi “amletici”: il primo riguarda i lettori, quanti realmente leggono per apprendere qualcosa e quanti lo fanno perché, a tutti gli effetti, oggi è diventato di moda leggere? E il secondo riguarda la qualità della letteratura contemporanea, perché tutti (compresi gli scribacchini che non hanno niente di concettuale) possono scrivere libri?

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Stimolare un bimbo a leggere

Un adulto che legge ad alta voce ad un bambino compie un atto d’amore, “nutrirlo di parole” è una cura primaria che nessun genitore dovrebbe sottovalutare nella crescita del proprio bimbo/a.

 

Ma attenzione, non leggete ai vostri figli, leggete con i vostri figli, trasformando quella parentesi di tempo che potrebbe ridursi ad una manciata di minuti, in un “viaggio” nella favola dove l’adulto diventa l’interlocutore in grado di rispondere ad ogni curiosità e ad ogni dubbio, oltre che rassicurare.

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Le favole hanno un’importanza essenziale nello sviluppo del bambino e raccontarle dovrebbe essere un elemento imprescindibile per ogni educatore.

Secondo Jerome Bruner (Psicologo Statunitense), ascoltare le favole permette lo sviluppo di quello che lui definisce “pensiero narrativo”, che sarebbe la capacità cognitiva attraverso cui le persone strutturano la propria esistenza e le danno significato.

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A contatto con le favole i bimbi attivano pensiero razionale e pensiero fantastico, funzioni indispensabili per il corretto funzionamento dell’attività mentale di ogni bimbo.

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Il coinvolgimento di bimbi e genitori nella lettura di una fiaba è in grado di far crescere le menti e le anime dei primi e, perché no, di far tornare un po’ bambini i secondi.

Diceva Gianni Rodari:

“La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi:

essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove,

può aiutare il bambino a conoscere il mondo.”

Le favole hanno qualcosa di magico, accendono la fantasia e l’immaginazione del bambino, portandolo in un mondo magico in cui tutto è possibile, come tutto è possibile nella favola che vi regala Roberto Pellegrini e che trovate sul suo sito www.takeneed.com

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Buona Lettura CON i vostri bimbi

 

A tutte le mamme del mondo: “Buon Natale”

A un giorno dalla ricorrenza della nascita di Gesù, un pensiero corre a tutte le mamme del mondo, che ci hanno trasmesso la vita.

Nel libro “Io speriamo che me la cavo” si legge: “La mamma è una cosa seria. Essa si sacrifica da quando noi nasciamo. Essa produce il latte per noi. Quando siamo piccoli produce il latte, perché è un mammifero: per ciò si chiama mamma…“.

Fa sorridere la forma, ma non certo il concetto! Ogni madre: si sacrifica, insegna, pazienta, consola, sostiene i propri figli, è riferimento, non solo quando è in vita.

Proprio riferendosi alle figure femminili in metamorfosi e allo scorrere del tempo, Klimt dipinge, nel 1905, “Le tre età delle donne”, dove leggiamo il cammino della vita che parte dalla spensieratezza della bimba abbandonata, sognante, tra le braccia della madre serena, nel pieno della sua maturità, rappresentata con colori quasi argentei. L’abbraccio è sottolineato dalla stoffa che avvolge entrambe. La terza figura rappresenta il tramonto, la saggezza che accompagna ogni donna alla fine.

Tutte le figure paiono non vedere: la bimba non ha interesse ancora per il tempo che scorre, la madre non vuole vedere il tempo che scorre, la vecchia, si vela gli occhi con le mani, non vuole forse ricordare.

Essere madre è un privilegio, ma è anche sacrificio.

In questo quadro Klimt rappresenta la storia della vita e eleva la donna a madre.

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La magia del Natale

Ormai è vicino, il Santo Natale. I bambini sono in trepida attesa, conto alla rovescia per Babbo Natale che potrebbe calarsi giù dal camino da un momento all’altro la notte di Natale. Letterina scritta e spedita per tempo, perchè anche Babbo Natale ha bisogno di tempo per procurarsi tutti i giocattoli, ma soprattutto; la cosa più importante di tutte in assoluto è …fare i bravi. A scuola, a casa, dai nonni, con gli amichetti, non dire parolacce, ecc…

Che bella la magia del Natale!

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Il “fuoco” dell’Arte

“Le emozioni fanno ardere il “fuoco” dell’Arte, ed io ho bisogno di scaldarmi a quella fiamma” -cit. Roberto Pellegrini

Le emozioni sono le spinte che inducono la sensibilità di un artista a condividere le proprie sensazioni con gli altri.

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Attingere al “fuoco” dell’Arte è avere predisposizione al bello;

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é provare Meraviglia e Stupore di fronte alle tracce che gli uomini hanno lasciato attraverso i lunghi secoli della storia;

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è avere innata una curiosità che brucia nell’anima.

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Oscar Wilde scriveva: “Amate l’Arte in sè, e tutte le cose che vi occorreranno vi saranno concesse”

L’Arte è da sempre rifugio per molte persone, sia esse artisti o fruitori di opere d’Arte e, attraverso di essa, l’umanità è connessa, come se fossimo tutti uniti da un filo di emozione.

L’Arte possiede molte forme di espressione, ma tutte utilizzano lo stesso linguaggio: appunto quello delle emozioni.

A tale proposito vi ricordo il libro “Riflessi d’Amore – Anime allo specchio“, che mi vede coautrice, all’interno del quale proprie tre forme espressive diverse, affrontano il sentimento dell’Amore. Un ottimo dono per le prossime festività, perchè il dono di un’emozione è sempre un grande dono.

#2 Questa settimana ti consiglio…

Questa settimana abbiamo raccolto per te i seguenti titoli

  1. Pane per i Bastardi di Pizzofalcone; Maurizio de Giovanni; Einaudi; €9.99; ePub con Adobe Drm

2. L’informatore; John Grisham; Mondadori; €9.99; ePub con Adobe Drm

3. La paranza dei bambini; Roberto Saviano; Feltrinelli; €9.99; ePub con Adobe Drm

4. Il labirinto degli spiriti; Carlos Ruiz Zafón; Mondadori; €10.99; ePub con Adobe Drm

5. L’estate fredda; Gianrico Carofiglio; Einaudi; €9.99; ePub con Adobe Drm

Per avere una classifica più complete e dettagliata ti invito a consultare xVoi, il Bot di Telegram per gli amanti della lettura

L’inutilità delle App

Lessi, tempo fa, un articolo che mi fece molto sorridere. Si parlava ancora con scetticismo verso le nuove tecnologie mobili e, in particolare, si parlava delle applicazioni del futuro. Se non ricordo male fra le ipotesi vi erano le seguenti:

  • iCesso – applicazione che avrebbe consensentito l’utilizzo del wc direttamente dallo smartphone e senza bisogno di fare fatiche inutili per recarsi ad evacuare. Una sorta di tavoletta wireless del futuro;
  • iTeleport – applicazione che avrebbe consentito il teletrasporto dal divano di casa alla sedia dell’ufficio e cose di questo tipo;
  • iConfessione – applicazione che avrebbe consentito di confessarsi direttamente con il Divino per avere la certezza di essere assolti senza passare per intermediari, (purtroppo cessati gli aggiornamenti causa esuberanza richieste).

Ricordo anche quando mi facevo gioco di tutti i possessori di iPhone e iPad. Loro e le inutili App. Poi però come la quasi totalità delle persone, ho ceduto al richiamo di wazap di stagramme e di facebucche e mi sono ridotto ad usare anche io uno smartphone. Che brutta fine che abbiamo fatto con gli smartphone! Noi anzichè progredire stiamo regredendo, perchè la tecnologia ha portato sì delle migliorie, ma anche tanta demenza. Qui arriviamo finalmente per l’appunto a …L’inutilità delle app

Tralasciando le App di social, quelle di comunicazione e quelle considerate indispensabili per il proprio dispositivo (fra le quali wazap, stagramme e facebucche) ci imbattiamo in negozi di App (o Appe come i più le definiscono), sempre più grandi, sempre più confusionari, sempre più …inutili. Ma vuoi mettere come sarebbe vivere senza avere installato sul proprio “intelligentecellulare” Candy Crush (e tutte le derivate della serie denominata saga)? Oppure “stagramme taggse”? No, sarebbe impossibile una vita senza queste cose. Come faccio a farmi licenziare dal mio capo perchè risulta che sto giocando su facebucche a Kandi Crascie, mentre lui è convinto che io sia intento a scrivere un’importante relazione sulla fusione della P2? Come riuscirei ad avere 200k laiche a stagramme senza lo stagramme taggse? Impossibile! Ma soprattutto come faccio a vivere senza le rotture di petardi dei gruppi wazap, ai quali partecipano pure zia Annunziatina e zia Congietta?

Ma tu, ci hai mai pensato a come sarebbe il mondo senza intelligenticellulari nè tavolette?