Per questo mi chiamo Giovanni

Non si tratta di un semplice libro, non si tratta del classico racconto di mafia, non è adatto solo ai piccini, questo, caro lettore, è qualcosa di più. Ti sembrerò eccessivamente elogiativo, ma credimi, questo è un insegnamento, è una lezione di vita, è …il coraggio.

Non ti voglio oziare con una di quelle recensioni che puoi leggere in qualsiasi angolo di Google, voglio darti il mio personale giudizio; anzi voglio dirti cosa mi ha insegnato questo libro, che forse si è scoperto troppo tardi, ma sai come funziona l’editoria, oggi pubblichi e non ti fila nessuno, domani, d’un tratto, si accorgono della sostanza e il libro diventa un best seller. Pubblicato nel 2012, non si può certo classificare come una novità, ma per fortuna, anche se tardi, ci si è accorti di questo manoscritto e finalmente “Per questo mi chiamo Giovanni” sta avendo il giusto spazio che merita.

Ti domanderai cosa mi porti ad affermare con sì tanta enfasi, tutti questi elogi. Ecco …vedi caro lettore, caro lettore …caro …lettore. No! Per parlati di questo libro voglio chiamarti amico e spero che la cosa non ti offenda. “Per questo mi chiamo Giovanni” ti lascia una cosa, che purtroppo molti libri non ti lasciano; qualcosa di importate, una cosa che ha molto valore, una cosa più preziosa del denaro! Amico mio, “Per questo mi chiamo Giovanni” ti lascia una lezione di vita, che per me è molto più importante di qualunque cosa si possa immaginare. Le lezioni di vita sono qualcosa che nessuno ti può fare, ma che tutti possiamo dare. Ti sembrerà la stessa cosa, ma se ci rifletti non è così. Io non amo molto la mitizzazione delle persone, non le rimpiango, non le adulo, non le… Ma in questo libro …caro amico, in questo libro una volta che sarai arrivato alla fine non potrai farne a meno. Non la credevo cosa possibile; totalmente inconcepibile per me. Parlare di mafia non è facile; parlare di mafia ai ragazzi lo è ancora di più. Scrivere un libro che faccia capire o comunque dia un’infarinatura di quella che è la mafia, a tutti, grandi e piccini, credevo fosse cosa impossibile! E invece mi sbagliavo e per questo, prima di tutto, voglio complimentarmi con Luigi Garlando, autore del libro, che è stato in grado di rendere realtà una cosa che io per primo credevo follia. In un mondo dove la mafia è intesa come viene intesa nel film “Il Padrino”, dove la figura del mafioso, del ‘ndranghetista, del camorrista, vengono elogiate e portate come esempio, in realtà che ancora in molti, oggi stentano a credere realmente esistano, questo libro porta un raggio di luce, di speranza. Porta, come ti dicevo sopra, una lezione di vita. Vuoi sapere di cosa parla il libro? Amico mio, non te lo voglio dire, perché non sono in grado di mettere nero su bianco, un commento che non vada a confluire nella massa di commenti che già invasano Google. Ti dico solo che ho immaginato di essere io Giovanni e mentre ti scrivo queste righe, ancora non riesco a scindere la mia figura da quella di Giovanni. Concludo dicendoti che in questo momento, dopo anni che ho letto questo libro, ancora vorrei poter dire di chiamarmi Giovanni. Ti invito a leggere, ma sopratutto ti invito a insegnare e dare lezioni di vita in merito a quello che leggerai in questo libro.

Forse, in un domani non lontano, non ci ricorderemo di Giovanni come l’uomo che è stato ucciso dalla mafia, ma ci ricorderemo di Giovanni come l’uomo che ha UCCISO la mafia.

PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI

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