Yumi Katsura e la sua fastosa Haute Couture

Madame Yumi Katsura ha presentato la sua nuova collezione di haute couture P/E 2017 presso il Grand Hotel Intercontinental, trasformandolo in un giardino giapponese. La collezione parte da una ricerca che ha portato la stilista indietro di trecento anni e l'ha condotta alla realizzazione di meravigliosi abiti in seta e raso dipinti e ricamati, con immagini di conigli, pavoni, pappagalli, tigri, polpi, ecc ai quali fanno da sfondo giungle e mari. Per Yumi Katsura l'alta moda è l'arte di immaginare e creare il futuro del genere umano. Le sue creazioni sono decisamente scultoree, perchè secondo la stilista: la reale mission dell'estetica è giocare con le mille possibilità della tridimensionalità per trasformare il corpo umano e trasformarlo in qualcosa di inedito. Madame Yumi ha sempre avuto intorno a sè moda, perchè i suoi genitori gestivano una scuola di taglio e cucito. Ha poi studiato alla prestigiosa Les Ecoles de la Chambre Syndacale de la Couture Parisienne e durante il suo soggiorno parigino si è sempre più avvicinata alla moda occidentale, sapendola poi fondere con la tradizione giapponese. Ha sempre dichiarato di trovare ispirazione dalla natura intorno a sè. Nel 2005 ha aperto un negozio a Parigi, in 26 Rue Cambon, di fronte alla boutique Chanel, che, seppur non molto grosso, è sicuramente in una posizione prestigiosa e strategica.

Franck Sorbier racconta…

... come è nata la sua collezione Haute Couture P/E 2017 andata in onda a Parigi. Monsieur Sorbier è uno degli ultimi couturier parigini a fare tutto da sé: dal concepimento alla passerella. Per festeggiare il trentennale della sua Maison, con la collaborazione del Museo di Mulhouse dove ha attinto fotografie e stampe floreali, Sorbier ha realizzato una superlativa collezione di abiti in organza stampata ad hoc. Lavorando giorno e notte nel suo atelier, con la collaborazione del suo entourage, si è dedicato con scrupolo ad ogni dettaglio, passo dopo passo e... 10 minuti di grande spettacolo e tanti applausi sono stati, ancora una volta, la grande soddisfazione e la conferma che il duro lavoro, alla fine, paga sempre. Tutto ha avuto inizio con le idee tradotte in schizzi a mano libera di simpatiche silhouette.. .. Poi è il momento della realizzazione del cartamodello... ... Da lì si passa alla realizzazione dell'abito e ai ricami rigorosamente eseguiti a mano... ...La soddisfazione dell'abito finito... ...Finalmente ci siamo, tensione dietro le quinte, sarte e truccatori all'opera......Pronti, partenza, via......Sul palco, sfilano abiti fiabeschi in tutti i toni del seppia, bellissimi corpetti che si aprono in gonne a ninfa a più livelli con motivi floreali......Il pubblico applaude e la tensione si scioglie...Complimenti anche a Lady, il pappagallo tanto amato dallo stilista, che tiene compagnia a Sorbier nelle sue lunghe notti creative, "facendo da supervisore esigente".

Manolo Blahnik – The Art of Shoes

"Prego, avanti..." E' da poco stata inaugurata, a Palazzo Morando - Milano, la mostra "Manolo Blahnik - The Art of shoes" che resterà aperta sino ad aprile, prima di fare poi tappa all’Hermitage di San Pietroburgo, a Praga, a Madrid e in Canada. La mostra è stata curata da Cristina Carillo De Albornoz che ha dichiarato: “Una calzatura di Manolo Blahnik, di primo acchito, è una creazione che ritrae senza una cornice temporale in modo sublime e armonioso la declinazione cromatica per volumi e per forma e, in secondo acchito, rivela tutta la sua artigianalità, qualità e bellezza. Dato che sono anche, spesso, confortevoli, il rapporto tra forma e funzione sfocia in un equilibrio perfetto. Quando si entra nell’universo di Manolo Blahnik, in questo affascinante labirinto, ci si accorge che il suo lavoro diviene arte”. L'esposizione è articolata in sei sezioni tematiche, 212 paia di calzature e 80 disegni, che Blahnik ha selezionato dal suo archivio privato fra oltre 30 mila modelli ed è incorniciata dalle sale settecentesche di Palazzo Morando, fra affreschi, arredi d'epoca, in un'atmosfera da sogno. Partendo dai modelli del 1971 ispirate all'arte di Goya e Picasso, passando a quelle realizzate per il film "Marie Antoinette" di Sofia Coppola, arrivando alle ultime linee tutte realizzate con un estro geniale da questo stilista sognatore, che si è sempre avvalso della sapiente collaborazione di artigiani lombardi. Arte, moda e artigianato sapientemente miscelati per dar vita a manufatti da sogno perlopiù realizzati senza l'uso di pellame, ma in tessuto: raso, sete pregiate, taffetà, satin, velluto, con l'aggiunta di argento, paillettes e strass ed in un caleidoscopio di colori e forme. Au revoir Monsiuer Blahnik...

Audrey with love by Hubert de Givenchy

E' in corso, fruibile sino al 26 marzo p.v., presso il Gemeemtemuseum Den Haag - Olanda, la mostra dal titolo "Audrey with love", con la quale lo stilista Hubert de Givenchy rende omaggio alla sua musa Audrey Hepburn. Lo stilista francese, sicuramente uno fra i più famosi del XX secolo e ancora vivente, ha collaborato con il Museo per rendere possibile questa prestigiosa mostra, realizzata seguendone le sue preziose indicazioni. Givenchy ha selezionato personalmente diverse sue creazioni e con la collaborazione di molte collezioni private è stato possibile mandare in onda questa mostra dalla quale emerge il profondo rapporto di amicizia e di collaborazione che c'era fra lo stilista e l'attrice. Tutto comincio nel 1953 e durò sino alla scomparsa di Audrey, che dichiarò: “Gli abiti di Givenchy sono gli unici nei quali mi sento a mio agio. Lui è più di uno stilista, è un creatore di personalità”. L'esposizione raccoglie, oltre agli abiti, moltissimi schizzi e disegni, oltre che a fotografie e materiale cinematografico, tutto con l'obiettivo, direi pienamente raggiunto, di sottolineare il sodalizio umano e professionale che ha unito la Hepburn a Givenchy. La fragilità e il corpo minuto dell'attrice furono compensati da uno spiccato magnetismo e dai lineamenti impeccabili, che la resero una bellezza universale. Indimenticabile Audrey e Grande Maestro di Stile ed Eleganza Monsieur Givenchy!!!

Al via in Cina l’anno del Gallo

L'oroscopo cinese è basato su un ciclo di 12 anni, ognuno dei quali corrispondente ad un animale diverso, proprio in questi giorni si celebra il Capodanno Cinese che segna lo star up dell'anno del Gallo. Alcuni Atelier hanno dedicato a questo evento capsule collection o manufatti, vediamo da vicino: Braccialini La sua campagna pubblicitaria cita: "I nati sotto il segno del Gallo sono persone attive, socievoli e popolari. Amano essere al centro dell’attenzione ed esibire il loro charm ad ogni occasione. L'accessorio perfetto per loro? Una Braccialini al braccio!" Bottega Veneta Bottega Veneta ha realizzato deliziosi portachiavi/portamonete in coccodrillo colorato con stampata la silhouette di un simpatico gallo. Gucci Gucci non si fa mancare nulla e realizza borse, foulard, charm, fasce per capelli e sneaker. Tutti superbi!

Il Surrealismo della Maison Schiaparelli

Proprio dove Elsa Sciaparelli iniziò la sua carriera, a Place Vendôme, il direttore creativo Bertrand Guyon presenta la collezione Haute Couture primavera/estate della Maison Schiaparelli. L'atelier è da pochissimo rientrato nel circolo della Haute Couture, solo dal 16 Dicembre scorso la commissione del Ministero delle Industrie Francesi ha reinserito la Maison Schiaparelli, che quest'anno festeggia i suoi 90 anni. La collezione presentata rispecchia i punti fermi dello stile di Elsa Schiaparelli: cuori, segni zodiacali, aragoste, serrature e lucchetti si posano su mantelle e tailleur semplici ed essenziali. Sete dipinte, dove spicca il rosa fucsia, tanto caro ad Elsa, tanti abiti mono-spalla e camice impreziosite da fiocchi tono su tono o contrastanti, un trionfo del surrelaismo. Nella sua biografia Shocking Life, Elsa Sciaparelli ha scritto: “Quanto più il corpo è rispettato, meglio l’abito acquista vitalità“, certo non sempre le sue creazioni sono semplici da indossare con disinvoltura.

Elie Saab – “The Brith of light”

Al Pavillon Cambon Capucines Elie Saab presenta la sua collezione Haute Couture Primavera/Estate 2017 dal titolo "The Brith of light". Una collezione estremamente sofisticata, elegantissima e declinata in colori delicatissimi, ricca di drappeggi e ricami gioiello, caratteristica, questa, sempre presente nelle collezioni Haute Couture della Maison, lunghi spacchi rendono il tutto sexy-chic. Elie Saab è uno tra gli stilisti più apprezzati dalle principesse e principeschi sono i suoi abiti che ci trasportano in un viaggio in Oriente da mille e una notte. Metri si seta e chiffon che si dipanano in mantelle e strascichi trasformati in capolavori di alto artigianato. Femminilità esaltata anche negli accessori e da splendide fasce che raccolgono le acconciature. E per finire, una sposa luminosissima che sembra fluttuare nel vento del deserto. Ancora una volta Mr. Saab fa vibrare l'anima.

Bon-Ton Chanel Haute Couture P/E 2017

Gli immancabili tailleur in tweed, questa volta declinati in nuance pastello, aprono la collezione Chanel Haute Couture, a seguire abiti iridescenti bordati da alti orli in marabù e per finire un abito da ballo in tulle rosa. La location, il Grand Palais è stata trasformata in una galleria di specchi e la collezione è un omaggio alla femminilità bon ton anni '20: volant, balze, pailletes, piume, tante, tante cinture argentate che fasciano e cappelli coordinati. Una collezione molto elegante che attrae soprattutto per i dettagli decorativi; Karl Lagerfeld ha messo in campo mix di seta e cristalli che caratterizzano corpetti, abiti e gonne. Gli abiti da sera proposti in versione bicolor sono dei veri gioielli, così come molto interessanti sono gli eleganti abiti corti con le maniche in piuma. Principesco l'abito rosa che ha chiuso la sfilata

L’incanto della Dior Haute Couture P/E 2017

La prima sfilata Dior Haute Couture presentata da Maria Grazia Chiuri è ambientata in una magica atmosfera in omaggio alla prima collezione presentata, nel Febbraio 1947, da Monsieur Dior, che presentò alla stampa novanta modelli nella foresta di Fontainebleau, a pochi chilometri da Parigi. Monsieur Dior rivoluzionò i canoni della moda facendo sbocciare le due donne-fiore con vitini sottilissimi e sottolineandone la femminilità. Dior scrisse nelle sue memorie: “Le pietre, gli alberi, gli esseri, un gesto meccanico, un raggio di luce trasmettono piccoli messaggi frammentati da cogliere all’istante“ Proprio da queste parole Maria Grazia Chiuri prende spunto e incanta con una collezione fiabesca. Come in tutte le fiabe non mancano le streghe total black, a seguire una serie di fate e principesse vestite con abiti dai toni delicatissimi che tolgono il fiato con ricami ricchissimi. Tutto è curato nei minimi particolari, tutto è mirato a rendere i look esageratamente sofisticati, tutto sembra incantare e far sognare. Trucco dove splendono stelle su zigomi, tempie e occhi; gioielli a tema e copricapi realizzati niente meno che da Stephen Jones. Un vero incanto!