Paul Gauguin e la sua incessante ricerca del paradiso perduto

La solitudine non è consigliabile a tutti,
perché bisogna essere forti per sopportarla e per agire da soli
soleva dire Paul Gauguin.

Infatti anche lui, come Vincent Van Gogh, incarnava alla perfezione l’immagine dell’artista solitario, che non viene compreso dai sui contemporanei.

Gauguin nacque a Parigi nel 1848, piccolissimo, insieme alla famiglia, emigrò in Perù dove rimase orfano di padre prestissimo, tornato con la madre in Francia e terminati gli studi, si arruolò nella marina militare francese, seguendo la sua passione per il mare.
Dopodiché, rientrato a Parigi, cominciò a dipingere come autodidatta, si sposò e nacquero ben cinque figli.

Seppur affascinato dalla luce dell’impressionismo, ricercò un modo libero di espressione, forte della sua convinzione: “Innanzi tutto, l’emozione! Soltanto dopo la comprensione!

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Perennemente insofferente di fronte alla società borghese, dopo aver perso il lavoro, si allontanò da Parigi alla ricerca di luoghi più consoni al suo istinto primitivo e naturalistico. E’ proprio in questo periodo che decise di dedicarsi completamente all’arte che prima coltivava solo come passa tempo. Incontrò Vincent Van Gogh, amico/nemico, che considerava un cuore buono, ma malato.

Convinto che la realtà viene immortalata dalle fotografie e non dalla pittura, dipinse tele con colori irrealistici e con scene spesso frutto di sue visioni fantasiose.
Si allontanò sempre più dall’impressionismo usando il pennello in modo completamente differente e contornando le figure con una ben definita linea nera.

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Nel 1895 vendette quel poco che possedeva e decise di trasferirsi a Tahiti dove convisse con Pahura, una quattordicenne indigena che gli darà un figlio, purtroppo destinato a non sopravvivere.

Sempre controcorrente si dichiarò apertamente contrario ai missionari cattolici ed ai colonialisti, questo gli procurò non pochi guai, sino ad essere condannato a tre mesi di prigione, periodo di reclusione che non sconterà per via della sua morte sopraggiunta nel maggio del 1903. La sua tomba venne ritrovata solo 20 anni dopo.

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Paul Gauguin è stato considerato da molti il padre del simbolismo per via del suo modo di dipingere ricco di simboli e visioni.

 

Molto probabilmente la sua ricerca sul significato della nostra esistenza è rimasta senza risposta, come si evince da una delle sue ultime tele dal titolo “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?“.

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