Direttore lei ha la macchina? No c’ho la Lambretta

Bella diatriba tra la Vespa e la Lambretta! Mettiamoci nei panni di un italiano che più o meno nella metà del secolo scorso era costretto a scegliere. Quale? Difficile vero?

Scopriamo la storia delle Lambretta

Innocenti Lambretta/Lambro

Scooter italiano prodotto dalla Innocenti di Milano, nel quartiere di Lambrate, dal 1947 al 1972. Il suo nome “Lambretta” deriva dal fiume Lambro, che scorre nella zona in cui sorgevano proprio gli stabilimenti di produzione. Ferdinando Innocenti affida il design del nuovo veicolo ad una straordinaria accoppiata di ingegneri aeronautici: Pier Luigi Torre, che si occupa della meccanica e Cesare Pallavicino che era stato il direttore tecnico prima della Breda fino al 1935 e poi della Caproni, che si occupò del telaio e del design. Battezzato dall’artista Daniele Oppi, nel 1947 lo scooter è pronto per essere lanciato sul mercato.

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Fu un successo enorme non solo nazionale ma mondiale, talmente inatteso che qualche anno dopo la Innocenti, sulla base della Lambretta, progettò una serie di motocarri che inizialmente volevano essere una variante della stessa ma successivamente, quasi all’ultimo momento, vennero rinominati in “Lambro

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Diversamente dalla Vespa, che è sempre stata costruita con un telaio composto da un solo pezzo, la Lambretta aveva una struttura tubolare più rigida su cui veniva assemblata la carrozzeria. I primi modelli prodotti presentavano la caratteristica della “carrozzeria scoperta”, distinguendosi quindi dalla Vespa (totalmente carenata), diventando così il tipico segno di riconoscimento dello scooter milanese. Visto il successo della della concorrente Vespa la Innocenti decise nel 1950 di proporre anche la sua Lambretta in versione carenata e fu proprio questo modello, tanto criticato dalla rivale Piaggio per la somiglianza concettuale con la Vespa, ad avere un gran successo tanto che dal 1957 in poi, escludendo il modello LUI, la Lambretta fu sempre prodotta con carrozzeria “chiusa”

 

Alla fine degli anni cinquanta, contestualmente alla scelta di carrozzeria solo “chiusa”, la Lambretta viene rivista anche nella meccanica e si arrivò nel 1962 ad ottenere il modello, che con poche modifiche estetiche, arrivò ad essere prodotto fino al 1972 anno in cui la catena di montaggio fu venduta al governo indiano

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Oggi la Lambretta è un oggetto da collezionisti, spesso impegnati nel restauro con ricambi originali. Un’innumerevole quantità di Lambretta Club sparsi in tutto il mondo conserva ed alimenta il mito di questo storico scooter che, assieme alla Vespa, rappresenta inevitabilmente un’icona dell’Italia degli anni cinquanta e sessanta.

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