Il Levriero dei mari del nord – Lusitania

Premessa

Questo articolo è il primo di una serie che ha lo scopo di riportare i fatti storici così come sono conosciuti. Le informazioni riportate sono in parte provenienti da fonti storiche e in parte da materiale video e manoscritti. Nel caso vengano riscontrate delle incongruenze o inesattezze vi preghiamo di segnalarcelo.

Il Levriero dei mari del nord

Di proprietà della società di navigazione britannica Cunard, il Lusitania (gemello, come era solito al tempo fare, del Mauretania) è stato dal suo varo (Giugno 1906) al 1910, il transatlantico più grande e veloce del mondo e il vincitore del Nastro Azzurro per ben 4 volte di fila, superato qualche anno dopo da un’altra nave britannica l’Olympic, di proprietà della White Star Line che proprio con questa nave inaugura la classe Olympic. Il Lusitania Lungo 239,8 metri e largo 26,6 metri, poteva ospitare circa 2.200 persone tra passeggeri ed equipaggio così suddivisi:

  • 552 posti di prima classe
  • 460 di seconda classe
  • 1.186 di terza classe
  • 850 equipaggio

Velocità massima di crociera 27 nodi (46,3 km/h). È la risposta britannica alla SS Deutschland un transatlantico di proprietà della compagnia tedesca Hamburg-Amerika Line varato nel 1900 che ha detenuto fino al 1907 il record di velocità atlantica. Da subito la “Grande Lusi” viene considerata il gioiello dei mari, tecnologia e ingegneria navale ai massimi livelli per l’epoca. Una meraviglia del XX secolo.

Questo palazzo galleggiante, si ispira con grande dispendio allo stile goticheggiante in auge in quel periodo. Una meraviglia galleggiante lussuosa sovvenzionata dallo stesso governo britannico. Piena di mogani intarsiati, spessi tendaggi in velluto, ascensori, cabine telefoniche, apparecchi elettrici e perfino dotata di un primordiale impianto di aria condizionata; sale per bambini, canili; una sala da pranzo in prima classe, tutta in stile Luigi XVI; un bruciatore a carbone, capace di 7000 tonnellate con 25 caldaie e una nuova e rivoluzionaria turbina a vapore. Per l’epoca la più sicura, lussuosa e veloce nave del mondo, con i suoi doppi fondi, paratie e compartimenti stagni da nave da battaglia.

Ricostruzione del suo ultimo viaggio

È il 1 maggio 1915, giorno della partenza del Lusitania dal porto di New York. Siamo nel pieno della Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti non sono ancora intenzionati a farvi parte e regna un clima sereno. Sui giornali Newyorchesi compare un avviso da parte dell’Ambasciata Imperiale Tedesca che avvisa i passeggeri diretti in Europa: “Si ricordano i gentili viaggiatori che intendono imbarcarsi per la traversata atlantica, che le navi che battono bandiera inglese, possono essere affondate. I passeggeri viaggiano a loro rischio e pericolo.”

Nonostante questo avvertimento, si imbarcano sulla nave 1300 passeggeri tra cui 129 bambini più 700 uomini di equipaggio. Ci sono solo 12 rinunce. Delle minacce tedesche, il Comandante Turner, fiducioso che la sua nave sarà in grado di fuggire a qualunque sommergibile commenta l’avvertimento: “La più bella battuta che abbia sentito da anni!”.

Nel carico registrato, l’unica cosa che può essere considerata carico bellico, sono 4200 casse di munizioni per armi portatili.

Ci sono 159 americani a bordo e la loro presenza viene considerata come il miglior deterrente contro qualsiasi attacco degli U-Boot.

Mentre il Lusitania lascia New York, il sommergibile tedesco U-20, capitanato dal Comandante di Vascello Walther Schwieger, si dirige verso la sua zona di agguato a largo delle coste britanniche. Per il suo comandante è la prima missione, ha già affondato 4 navi in 48h; gli restano 3 siluri.

Il Comandante Turner, ha avuto ordine di zigzagare, ma non lo fa per paura di spaventare  i passeggeri; per ben 2 volte è stato avvertito dell’attività degli U-Boot; ma in compenso riduce la velocità a 18 nodi per entrare in porto con l’alta marea.

Alle 14.00 del 7 maggio il Comandante di Vascello Schwieger, avvista una sagoma scura. Una grande nave si dirige verso di lui offrendo il lato destro. “Non possa mancarla” dice! E lancia il siluro che esplode nel locale caldaie del Levriero.

In 18 minuti, il Lusitania, affonda di prua in 100m di acqua, sul fondale sabbioso a 80 miglia a largo della costa Irlandese.

A terra intanto…

Negli uffici delle Cunard, c’è un’attesa spasmodica mentre vengono lentamente affissi i nomi dei superstiti 1198 tra passeggeri ed equipaggio sono i morti di cui 63 sono bambini. In porto mentre una nave dopo l’altra riconduce gli oltre 700 superstiti, il Console americano riferisce sulla tragedia: “Donne escoriate e tremanti, uomini intirizziti e seminudi e qualche bambino con gli occhioni sbarrati. Cadaveri accatastati come legna da ardere sui vecchi pontili anneriti e nelle vetrine dei negozi (dell’allora) Queenstown, cartelli come questo «Bambino di 15 mesi, capelli e occhi neri, maglioncino bianco. Parla e cammina appena»”.

Il Comandante Turner è tra i superstiti, crede di essere stato l’ultimo ad avere abbandonato la nave.

A Queenstown, il 10 maggio, il primo gruppo di 100 vittime viene sepolto in fosse comuni.

Il New York Times, solitamente misurato, in merito all’accaduto scrive: “Questa non è guerra è assassinio!”


Nell’inchiesta che segue, Cunard e il Comandante Turner sono scagionati. Turner afferma che si sarebbe aspettato almeno una scorta, ed è critico nei confronti dell’ammiragliato.

In numerose città, il dolore esplode in una rabbia violenta. La folla saccheggia negozi con nomi tedeschi.

In Germania, viene emessa una cartolina postale e una moneta d’oro coniata appositamente per l’occasione (che per altro porta anche una data di affondamento sbagliata 5 maggio 1915) con l’immagine del Lusitania affondato.

Theodore Roosevelt, definisce l’affondamento del Lusitania, pirateria e assassinio.

Gli americani inviano in Germania una dichiarazione, dove avvertono i tedeschi che i cittadini americani devono essere liberi di viaggiar per mare senza alcun timore. Se si dovesse ripresentare una situazione simile si vedranno costretti a intervenire severamente.

Mentre i tedeschi soppesano la situazione e gli inglesi implorano gli americani di intervenire.

Per qualche tempo, la paura degli U-Boot di placa, la Germania sembra aver accolto l’avvertimento, ma è solo un’apparenza. Qualche anno dopo nel 1917 il mondo rivivrà l’orrore del Lusitania e l’America entrerà in guerra


La tragedia del Lusitania e dei suoi passeggeri non è stata però dimenticata ed ancora oggi qualche studioso indaga per fugare ogni dubbio sulla dinamica e sulle cause dell’affondamento. Poiché il relitto è posato sul fondo del Mare Celtico a 93 metri di profondità in tempi relativamente recenti sono stati effettuati sopraluoghi sul relitto. I rilievi destinati ad ottenere prove utili ad un sicuro accertamento della verità, non hanno però avuto l’esito sperato.

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