Gucci make up Spring 2017

Rosa baby e turchese sono le due nuove tonalità che Alessandro Michele propone per la Collezione Primavera 2017 Gucci Make UP. Dodici prodotti per gli occhi, le labbra, il viso e le unghie, per un look un po’ vintage che ricorda vagamente le atmosfere di Andy Warhol.

Gucci Sheer Blushing Powder

Polvere compatta fornita con una spazzola morbida come applicatore, polvere ultra fine facilmente sfumabile.

 

Gucci Magnetic Shadow Mono

Il Gucci Magnetic Shadow monos è pensato per le donne che vogliono un unico colore e non amano utilizzare le tavolozze di colore. Polveri facilmente sfumabile, molto morbide.

 

 

Gucci Magnetic Color Shadow Quad

Gucci Magneti Color Shadow Quad proposto in quattro colori intensi e pop è dotato di due applicatori in spugna per una sfumatura facile.

 

Gucci Infinite Length Mascara

Il mascara progettato per donare elasticità alle ciglia e farle apparire voluminose ed allungate. Rigorosamente nero.

 

Gucci Smokey Eye Pencil

Matita molto pigmentata per donare un colore profondo, applicabile e sfumabile con il pennello applicatore o semplicemente con un dito.

 

 

Gucci Matte Lipstick

Rossetto dalla finitura opaca che offre una sensazione setosa ed elastica; qualunque sia la tonalità scelta risulterà sempre vivace grazie alla particolare pigmentazione.

 

Gucci Luxurious Moisture Rich Lipstick

Rossetto studiato per una finitura demi glaze, prodotto con una formula contenente il 65% di oli emolienti che permette una profonda azione idratante.

Gucci Sleek Contouring Lip Pencil

La matita per labbra disponibile in parecchie tonalità per completare qualsiasi look. Facile da applicare e da fondere con il colore del rossetto.

Gucci Vibrant Demi Glaze Lip Lacquer

Tocco di lucentezza finale alle labbra con questo prodotto con olii dermatologicamente testati per fornire alle labbra protezione ed idratazione.

Gucci Bold High Gloss Nail Lacquer

Due nuove tonalità di smalto, disponibili opache o brillanti.

 

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SCELTO PER VOI

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Chi ha detto che il galateo non è più di moda?

Più che mai oggi il galateo è attuale e ci sono regole di bon ton che andrebbero seguite, perché sono alla base di un comportamento, che ci permette di evitare situazioni a dir poco imbarazzanti.

Le regole del galateo vengono da lontano, hanno infatti origine dal trattato di Monsignor Giovanni della Casa: Galateo overo de’ costumi. In questo testo, che ha influenzato gli usi ed i costumi della società occidentale, troviamo regole su come vestirsi in determinate situazioni, quali vocaboli usare e quali gesti dovremmo evitare. Vediamo insieme alcune di queste regole, tutt’ora utili, per essere considerate persone educate.

Se siamo a tavola, mangiamo in modo garbato, stando ben dritti sulla schiena ed evitando di appoggiare i gomiti sulla tavola, non da ultimo prima di cominciare a mangiare aspettiamo che tutti i commensali siano serviti.

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Se andiamo al ristorante accompagnate da un uomo, sarà lui ad entrare prima nel locale, ci farà accomodare nel posto migliore e pagherà lui stesso il conto.
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Se incontriamo conoscenti, la regola vuole che la mano venga posta dalla persona più giovane alla persona più anziana e dall’uomo alla donna, la mano non deve indossare guanti. Inoltre se un uomo è in compagnia di una donna deve assolutamente presentare la sua compagna.
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Se utilizzate il telefono la prima regola è evitare di telefonare in alcuni momenti della giornata: mattina presto, sera tardi ed ore pasti. Se avete con voi il telefono ed entrate in ospedale, in chiesa o in uffici pubblici: ricordatevi di disinserire la suoneria. Se vi suona il telefono e siete in compagnia, allontanatevi ed al vostro ritorno chiedete scusa.

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Oltre a questo ci sono alcune regole che sembrano un po’ strane, ma che hanno una loro motivazione, vediamole:

  1. non augurate mai Buon Appetito, perché i commensali potrebbero pensare che siete più interessati al cibo, che non alla conversazione;
  2. se la porzione che vi è stata servita vi sembra abbondante, non ditelo, al massimo ne lascerete un po’;
  3. non dite mai Cin Cin, è sufficiente alzare il calice in modo discreto, senza sbattere i bicchieri uno contro l’altro;
  4. non mangiate formaggio e uova utilizzando il coltello è sufficiente la forchetta e spezzate il pane con le mani.

Infine, ma non per importanza, evitate di fare il bagno nel profumo prima di uscire di casa, bastano alcune gocce sui polsi e dietro le orecchie e se andate al cinema o a teatro evitate di indossare cappelli ingombranti, chi siede dietro a voi ha il diritto di godersi lo spettacolo senza farsi venire il torcicollo.

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SCELTO PER VOI

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KeMi Creazioni

Oggi conosciamo meglio un’artigiana, presente sulla piattaforma WACOH, che ha unito la sua creatività e la sua manualità, all’attenzione verso l’ambiente:

KeMi Creazioni

“Credo nella filosofia del riuso e preferisco trasformare invece di distruggere ed è così che ad un certo punto della mia vita ho deciso di cominciare ad utilizzare il molteplice materiale che avevo accumulato nel tempo in garage o in soffitta, ho iniziato con gli scarti di tappezzeria ed i gomitoli di lana o cotone avanzati da altri lavori per poi passare alle buste vuote del caffè e delle crocchette per animali.”

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Veglia by Roberto Pellegrini

L’orizzonte non ti lascerà
doni, né carezze sul volto,
se tu non tenderai
la tua mano,
chiedendo…
La sera è già breve,
e non dura più in là
del fischio del merlo. Siedi
alla soglia del buio,
perché la notte è paziente
ed accoglie ogni pianto
sincero
tra le sue braccia di Luna…

Soffre più chi spera sempre o chi non sperò mai in nulla?” Così si chiedeva Pablo Neruda.

Proprio la speranza che deve sempre sostenerci è l’essenza di questi versi scritti da Roberto Pellegrini; la parola speranza deriva dalla radice sanscrita spa- che significa “tendere verso una meta“, da qui proprio la propensione verso ciò che magari ancora non scorgiamo, ma al quale tendiamo.

La speranza porta in sé qualcosa di molto potente, un’energia inesauribile, se a ritroso ripensiamo alla nostra vita, ci accorgiamo che la speranza ci accompagna sin dalla nostra infanzia: tutti ci siamo posti degli obiettivi, abbiamo fatto dei progetti, abbiamo sperato di trasformare i nostri sogni in realtà.

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La speranza deve continuamente essere rinnovata, man mano che le esperienze della vita si sedimentano e si interiorizzano, dobbiamo fare in modo che la speranza non ci abbandoni mai; capita che ci si senta demotivati e proprio in quei momenti dobbiamo attingere alla speranza.

Diceva Gilbert Keith Chesterton: “se c’è una cosa che dà splendore all’esistenza, è la speranza di trovare qualcosa dietro l’angolo“.

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Forse qualcuno di voi ricorda la favola della felce e del bambù, che vi riporto qui seguito:

Un giorno decisi di darmi per vinto: rinunciai al mio lavoro, alla mia relazione e alla vita. Me ne andai nel bosco per parlare con un uomo anziano che, a quanto dicevano, era molto saggio.
– Mi daresti una buona ragione per non darmi per vinto? – gli chiesi.
– Guardati attorno – rispose – li vedi la felce e il bambù?
– Sì – risposi.
– Quando sparsi i semi della felce e del bambù, me ne presi cura molto attentamente. La felce crebbe in fretta, il suo verde brillante ricopriva la terra. Ma dai semi del bambù non uscì nulla; ciononostante, non rinunciai. Il secondo anno, la felce crebbe luminosa e abbondante e, ancora una volta, nulla uscì dai semi del bambù. Ma non rinunciai. Il terzo anno nulla crebbe dai semi del bambù, ma non rinunciai. Il quarto anno nulla crebbe dai semi del bambù, ma non rinunciai. Il quinto anno, un piccolo germoglio di bambù fece capolino dalla terra. In confronto alla felce era palesemente minuscolo e insignificante. Il sesto anno, il bambù crebbe di più di 20 metri di altezza. Erano già passati cinque anni da quando le radici avevano iniziato a sostenerlo. Quelle radici lo resero forte e gli diedero ciò di cui aveva bisogno per sopravvivere.
Sapevi che in tutto questo tempo che hai passato lottando, in realtà stavi piantando le tue radici?
Il bambù ha uno scopo diverso da quello della felce, tuttavia sono entrambi necessari e tutti e due rendono il bosco un luogo meraviglioso.
Non pentirti di nessun giorno trascorso della tua vita: i giorni belli ti danno felicità, quelli brutti ti danno esperienza. Entrambi sono essenziali. La felicità ti rende dolce, i tentativi ti rendono forte, le pene ti rendono umano, le cadute ti rendono umile e il successo ti rende brillante.
Se non ottieni ciò a cui aspiri, non disperare: probabilmente stai solo piantando le radici.

Innaffiate ogni giorno il seme del vostro bambù, “perché la notte è paziente/ed accoglie ogni pianto/sincero/tra le sue braccia di Luna…”

… e non permettete mai a nessuno di dirvi che non potete farcela.

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Gucci Guilty Absolute – Uomo

La nuova fragranza da uomo lanciata da Gucci si chiama: Guilty Absolute e nasce dalla collaborazione fra Alessandro Michele – Direttore Creativo di Gucci ed il Maestro Profumiere Alberto Moralis.

Alla domanda “Come ha cominciato a creare questo profumo?”, Alberto Moralis risponde: “Ho iniziato in un modo diverso dal solito: io ed Alessandro siamo partiti dagli accordi legnosi. Il primo, si chiama Leather Wood, è la prima volta che uso questa molecola perché, per creare una fragranza nuova e diversa, bisogna usare ingredienti nuovi; proprio come questo che, noto come legno, sorprende con delle note di cuoio molto intense. Così, abbiamo mixato questa molecola con un’altra molto particolare: il Gold Wood (il Legno di Sandalo dell’Alaska). Profuma di natura, anche questa molto particolare e legnosa. Però, anche con il mix delle due molecole non si ottiene un profumo, solo un’interpretazione del profumo, quindi abbiamo aggiunto due tipi di Patchouli. Voilà! Ecco in fine Absolute: una formulazione tanto semplice quanto complessa”

Ne deduciamo che questa fragranza è libera da ogni convenzione, infrangendo tutte le regole delle tipiche fragranze maschili e con la caratteristica di rimanere inalterata a lungo una volta spruzzata sulla pelle.

Due uomini dotati dello stesso approccio artigianale che sono riusciti ad ottenere qualcosa di veramente incredibile: una fragranza esclusiva che riporta all’odore del legno asciutto, intensificato da tre diversi tipi di olio Patchouli e dalla freschezza erbosa tipica del Vetiver.

L’essenza esclusiva, che si apre con la nota di testa del Cuoio, si tuffa nelle note di cuore del Patchouli e del Cipresso, per finire sulle note di base legnose e del Vetiver, è proposta in una confezione ispirata a due elementi del mondo maschile: il cognac ed il tabacco.

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A quasi 500 anni dalla scomparsa di Leonardo

Il Comune di Milano dà il via alle celebrazioni del quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci proponendo un programma denso di eventi culturali, fra questi la mostra presso il Castello Sforzesco dedicata all’Ultima Cena dal titolo “Archeologia del Cenacolo”. La mostra verrà inaugurata il prossimo 1 Aprile e sarà fruibile sino al 25 Giugno di quest’anno.

Il Cenacolo di Leonardo fu da subito un’opera d’arte pluri-replicata in piccole e grandi dimensioni, spesso in modo anche non fedele all’originale, la mostra si propone di indagare il successo iconografico dell’Ultima Cena attraverso le copie create a posteriori.

L’incisione divenne, dalla fine del Settecento, anche un mezzo per ricostruire il dipinto di Leonardo, ormai illeggibile a causa dei danni del tempo, una dimostrazione di ciò è l’acquaforte di Morghen, proprio in questa mostra esposta, insieme al disegno preparatorio e alla lastra di rame originale.

Il capolavoro di Leonardo è talmente diffuso che una parte della mostra è dedicata ad una serie di cartoline e santini; l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno dichiara:  “Questa mostra offre l’opportunità di scoprire, grazie ad un’esplorazione ‘archeologica’ in epoche differenti, la forza e la potenza iconica di un’opera che ha mantenuto nel tempo la sua grande popolarità. Il Cenacolo era e resta un’icona viva anche ai giorni nostri, ed è per questo che, nel periodo di Expo 2015, è stata scelta come una delle icone d’arte per Expo in Città. Questa esposizione è anche uno dei primi appuntamenti di avvicinamento al 2019, ricorrenza del quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519 – 2019) che il Comune di Milano – Cultura intende celebrare con un palinsesto ricco di proposte artistiche e culturali”.

 

Tra le opere in mostra, dipinti, stampe, disegni e fotografie, riviste e libri, provenienti dalla Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, dal Civico Archivio Fotografico, dalla Raccolta Vinciana, dalla Galleria degli Uffizi, dalla Pinacoteca di Brera, dal Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, dalla Biblioteca Ambrosiana, dalla Casa del Manzoni, dal Museo del Cenacolo Vinciano. Il catalogo della mostra è edito da Silvana Editoriale.

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Da Poussin a Cézanne, un viaggio lungo 300 anni

Presso il Museo Correr di Venezia si è aperta e sarà fruibile sino al 4 giungo p.v., la mostra dal titolo “Da Poussin a Cézanne. Capolavori del disegno francese dalla Collezione Prat“. Un viaggio lungo tre secoli, dal ‘600 al fine ‘800 che riunisce la quasi totalità dei grandi maestri del disegno francese.

 

La mostra porta la cura di Pierre Rosenberg, una delle massime autorità nel campo della pittura francese di quel periodo, ed è articolata in otto sezioni che raccolgono stupendi disegni realizzati a china, a matita e ad acquerello.

La prima sezione, intitolata “I francesi in Italia” è la testimonianza di quanto il Bel Paese sia stato ispiratore degli artisti francesi, seguono le sessioni:  “Centro e periferia nel Secolo d’oro”, “Classicismo”“Neoclassicismo”“Watteau e la rocaille”, “Romantici, paesaggisti e disegnatori letterari”, per finire con la sezione “Modernità” che sottolinea come non si debba cercare nell’impressionismo puro, la modernità grafica, infatti Monet, Pissarro ed altri non furono disegnatori di genio, al contrario di Manet e di Degas che fecero sempre riferimento ai grandi Maestri italiani del Rinascimento e di Seurat e Cézanne che si espressero attraverso il disegno in modo incomparabile.

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