La katana, un’arma antica, piena di fascino

“Risplende il Sole:
la katana riflette
guizzi di luce
e le labbra bagnate
vibrano di passione.”

Waka by Roberto Pellegrini
Come dicevamo ieri, essendo il Giappone un arcipelago di isole poste ai confini del mondo, è un paese dove il limitato e prolungato contatto con il resto dell’universo ha permesso di specializzarsi e perfezionarsi in alcune arti, una fra queste: la forgiatura delle spade, che ha prodotto un’arma straordinaria, chiamata katana.

Le spade giapponesi hanno attraversato secoli e in ogni era portavano un nome diverso:…… Read More La katana, un’arma antica, piena di fascino

Annunci

Il business delle recensioni

In tempi duri tutto fa brodo, diceva il saggio cinese…

L’uomo è facilmente raggirabile, basti pensare alle fregature che quotidianamente ci prendiamo, ma le fregature più grandi, i paraocchi della razza umana, il nuovo vangelo, il Nostra Damus del 2000, la cavolata più grande del mondo sono …

LE RECENSIONI!

Immaginate un mondo dove tutti possono scrivere la loro, dove tutti possono dare un giudizio; sarebbe un mondo fantastico! Mi direte che esiste già. SBAGLIATO! Esiste una ruffianata che ci fa credere che sia così. Non per fare il complottista di turno, ma avete mai pensato che dietro quella tal recensione potrebbe esserci sempre la stessa persona? Andiamo per gradi…… Read More Il business delle recensioni

I Samurai, il codice Bushido e il Kembu

La conformazione geografia del Giappone ha contribuito a mantenere a lungo caratteristiche e modi di vivere particolari, ecco perché l’età del feudalesimo durò fino all’Ottocento.

Proprio in questa età si colloca la casta aristocratica dei samurai; il termine samurai significa dipendente e può essere sostituito da bushi (famiglia militare), ossia nobile addestrato all’uso dell’arco e della katana, al servizio di un daymo (Grande Signore dell’Impero Giapponese.)…… Read More I Samurai, il codice Bushido e il Kembu

Nishikigoi ossia le meglio conosciute carpe koi

Ben due leggende ruotano intorno a questo amatissimo pesce di origine orientale, simbolo di perseveranza, coraggio e longevità.

La prima racconta che una carpa risalì tutto il fiume Giallo, raggiunse la cascata chiamata Porta del Drago e, perseverando, superò pericoli ed ostacoli, riuscendo a superare la cascata ed a raggiungere la sorgente. Fu tale il suo coraggio che gli dei impressionati la trasformarono in un drago immortale.

La seconda leggenda è quella di Kintaro o bambino d’oro, il quale, abbandonato dalla madre, fu allevato da una maga di montagna (yama-uba) e vivendo in mezzo alla natura sviluppò una grande forza, tanto da diventare in seguito un samurai al servizio del principe Minamoto no Yorimitsu…… Read More Nishikigoi ossia le meglio conosciute carpe koi

Il Tempio Senso-ji di Asakusa

Il quartiere di Asakusa è uno tra i più antichi e pittoreschi di Tokyo, resistito a terremoti ed incendi. Considerato ad inizio del secolo scorso come il quartiere dei divertimenti, nel quale si trovavano alcuni teatri dove si faceva il Kabuti e dove si incontravano le cortigiane. Oggi, passeggiando al suo interno, si respira aria di tradizioni: le case hanno architetture diversi e vi sono tantissimi negozi tradizionali e tipici ristoranti. “La compassione non è per gli altri” cita un proverbio giapponese e proprio all’interno del quartiere di Asakusa sorge il Tempio più antico e più grande di Tokyo: il Senso-ji, dedicato alla dea Kannon o dea della misericordia…… Read More Il Tempio Senso-ji di Asakusa

Ma dove stiamo andando?

Siamo “Smart”… Siamo “Social”… Siamo dei grandissimi “Co…” – cit. Saggio Anonimo

I giornali non vendono più, le tv non hanno ascolti e i social crescono. Ci sono dei segnali evidenti che qualcosa è cambiato, in meglio o in peggio ancora non si sa, certo è che ci siamo evoluti e menomale! Accade che alle volte si faccia un uso sbagliato dello strumento che si ha in mano; un cellulare è una potenziale arma psicologica che può fare più danni di una pistola se usato scorrettamente, basti pensare alle varie mode o “challege” come vengono definite oggi, dove si passa dal mangiare roba assurda tipo un cucchiaio di cannella con il conseguente rischio di crepare soffocati, alla più recente e pesate dove alla fine ti devi suicidare. La tecnologia spesso è peggio delle armi specialmente se sottovalutata. Dareste mai una Beretta in mano a vostro figlio di 10 anni? Credo di no, però lo smartphone si, quello tanto non ammazza nessuno. I ragionamenti presi sottogamba portano come sempre a sfociare nella demenzialità e a quel punto la colpa non è di chi ha usato male la tecnologia, no! È colpa della tecnologia stessa. Quando a usare male la tecnologia sono gli adulti, poco male, voglio dire: se sei un’incompetente ti assumi il rischio che possa succedere qualcosa di brutto, ma se sei un ragazzino questo discorso non vale. I social possono essere la cosa più bella di questo mondo, portano: contenuti, notizie, curiosità, accrescono il livello di conoscenza di un individuo; fanno vedere il mondo sotto un altro aspetto, ma c’è il rischio di diventare dipendenti da questi mezzi. Gente che basa la propria esistenza sui like e sulle visualizzazioni, ragazzini che si rovinano la vita per una foto postata su Instagram, discussioni su Facebook che sfociano in diatribe da Far West. Ricordo quando ero un ragazzino io e la tecnologia non era ancora così diffusa, a stento c’era internet nelle case figuriamoci quello che c’è oggi. Io ero uno di quei fortunati ragazzi che avevano internet e 3 computer a casa. Si usava ancora il cavo ethernte perchè il wifi era un miraggio. Su internet ci andavo, i “social” c’erano ma erano più che altro delle bacheche, si usava MSN come chat e Skipe per le video chiamate, ma la tecnologia era usata più che altro a scopo accrescitivo, per ricerche, informazioni, curiosità. Oggi è l’esatto opposto. Il Computer serve per fare gli esperti di sto cetriolo su Facebook e Twitter, il cellulare serve per far vedere i muscoli e le tette su Instagram e la tv è diventata il monopolio di 4 stupidelli senza ne arte ne parte, che non sanno coniugare manco un verbo in italiano e che fanno solo stronzate, che sia su tv in chiaro, pagamento o su YouTube, oppure ti arriva quello che apre il blog e in 3 mesi diventa “influencer”. Va sottolineato che la tecnologia non porta alla demenza se chi la usa non è un demente, perchè in questo caso tutto può diventare demenziale. Facebook se usato con criterio e con coscienza è un ottimo luogo dove scambiarsi opinioni e scoprire nuove cose, grazie a Twitter ho avuto modo di conoscere persone molto colte che non avrei mai potuto conoscere senza, in quanto magari stanno dall’altra parte del mondo, su Instagram abbiamo la possibilità di vedere le meraviglie che il mondo ci offre e su YouTube si possono imparare tante cose nuove e prendere spunto per una cosa futura, “Impara l’arte e mettila da parte”.

Vorrei rivolgere un pensiero agli adulti che si scimuniscono a scorrere la bacheca di Facebook e a farsi i selfie da postare su Instagram: se vi lamentate delle nuove generazioni perchè hanno tanti difetti, prima di farlo esaminate cosa fate voi, perchè quelle generazioni sono lo specchio di quello che siete.

Ai ragazzi che arrivano a capire quando ormai è troppo tardi, che hanno buttato tempo solo per le apparenze: sappiate che la vita non si basa sui like e sulle visualizzazioni e non è che se tutti lo fanno allora è giusto. Quando vi ritroverete a dovervi pagare l’affitto o il mutuo dei vostri like e delle vostra popolarità non interesserà niente a nessuno. Informarsi e accrescere le proprie conoscenze non è mai tempo perso, buttare le giornate a farvi selfie lo è.… Read More Ma dove stiamo andando?

Sumi-e – Pittura e meditazione

Per introdurvi a questo genere di pittura vi racconterò una storia:

Un giorno un facoltoso signore andò da un pittore specializzato in sumi-e; questa tecnica di pittura, che usa la china sul foglio inumidito, non permette ne’ esitazioni ne’ ripensamenti, ma un maestro può dare mille sfumature di grigio alla sua pennellata e realizzare opere di estrema raffinatezza.

Il signore voleva un dipinto raffigurante un’anatra; il pittore acconsentì e dopo essersi accordati sul prezzo, diede appuntamento al cliente dopo un mese. Allo scadere del tempo il signore si presentò alla bottega, ma il pittore parve non ricordarsi di lui: “un’anatra? Ordinata a me? Oh, certo, è nella lista delle commissioni; Lei mi dovrà scusare, ma prima io, poi mia moglie ed i piccoli siamo stati malati ed io sono rimasto molto indietro col lavoro. La prego di tornare tra quindici giorni”. …… Read More Sumi-e – Pittura e meditazione