Tanabata Matsuri: Festa delle Stelle Innamorate

Per introdurvi a questa Festa della tradizione giapponese, vi riporto una storia che si racconta da circa 2000 anni.

 

Anticamente sulle sponde di Ama-no-gawa, il Fiume Celeste (cioè la Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del Cielo, Tentei, la cui figlia Orihime (per noi Vega) passava le giornate a tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità. Lavorava di giorno e di notte e senza avere mai un attimo di sosta maneggiava con rapidità e destrezza il suo fuso e realizzava abiti sempre più belli e splendidi per poter vestire tutte le divinità.
Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a sé stessa e ai propri interessi. Giunta all’età adulta però, il padre mosso da pietà, giacché alla figlia non era mai stato concesso altro che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane mandriano, di nome Hikoboshi (per noi Altair) la cui attività consisteva nel far pascolare buoi e fare attraversare loro le sponde del Fiume Celeste. Era un grande lavoratore e anche lui non pensava ad altro che a svolgere il suo lavoro. Essendo matrimonio combinato, i due finirono per conoscersi solo il giorno delle nozze; poco male però perché non appena i due si conobbero finirono per innamorarsi follemente l’uno dell’altro. Furono talmente presi dal profondo sentimento che provavano l’un per l’altro che dimenticarono completamente i loro doveri, il loro lavoro e gli altri Dei. La loro unica ragione di vita sembrava essere diventata l’amore e la passione.
Così la mandria di buoi finì per essere abbandonata a sé stessa e agli dei cominciarono a mancare gli abiti fino ad ora confezionati da Orihime. A questo punto il sovrano degli dei non poté trattenere la rabbia e punì i due severamente: i due sposini che fino a quel momento erano diventati inseparabili, avrebbero dovuto vivere le loro vite separatamente. Per evitare che i due avrebbero potuto incontrarsi, rischiando così di abbandonare nuovamente i loro doveri, l’Imperatore del Cielo creò due sponde separate dal fiume Ama-no-gawa (Via Lattea) e rendendolo anche impetuoso e privo di ponti fece si che i due non potessero mai più incontrarsi. Il risultato non fu però quello sperato: il pastore sognando e pensando sempre alla sua innamorata non accudiva ugualmente le bestie e neppure la dolce fanciulla, pensando continuamente al suo amore cuciva più i vestiti agli dei. Il sovrano allora, disperato e mosso da pietà e commozione, con il consenso anche degli altri dei altrettanto commossi, emise tale sentenza: “Se deciderete di ritornare ad occuparvi delle vostre attività come un tempo rispettando i vostri doveri, rimarrete divisi dalle sponde del Fiume Celeste per un anno intero però, vi sarà consentito di potervi incontrare una volta soltanto nella notte del settimo giorno del settimo mese dell’anno.”
A queste parole, i due giovani innamorati, pensando all’idea di potersi incontrare di nuovo ripresero di buona lena a lavorare sodo con la speranza di potersi presto riabbracciare. Da quel momento in poi infatti, dopo un anno di lavoro e fatica i due ogni 7 luglio attraversano il Fiume Celeste e nel cielo stellato si incontrano.

Ogni anno, il 7 luglio, in Giappone si alzano gli occhi al cielo sperando di vedere l’abbraccio di Altair e Vega.

Il nome Orihime deriva da ori = tessere e hime = principessa e per gli orientali: Vega (che per noi appartiene alla costellazione della Lira), fa parte della costellazione della Tessitrice.

La scelta del giorno 7 luglio ha, in primo luogo, una valenza sacra per il ripetersi del numero sette e in secondo luogo, questo è il periodo di massima luminosità delle stelle. Altair e Vega, in piena estate, si trovano in stretta vicinanza ed insieme a Deneb costituiscono il grande triangolo dell’estate, in Giappone chiamato natsu no daisankaku.

Il Tanabata Matsuri è una festa dai significati magici ed è caratterizzata ancora oggi da colorate decorazioni, sfilate, cibi tipici e foglietti di carta con preghiere e desideri appesi ai rami di bambù; i giovani, in particolare, chiedono protezione per i loro sentimenti ed un aiuto per migliorare nel proprio lavoro o nello studio, considerato che Orihime era una vera esperta nella sua arte di tessere.

Le decorazioni tipiche sono sette come sette è il mese e il giorno della festa, e ognuno ha la sua valenza simbolica:

kamigoromo: sono gli abiti di carta usati nelle “parate”, servono simbolicamente ad allontanare sfortune come incidenti e malattie.

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senbazuru: origami di gru legate una all’altra da un filo, pare di vedere mille ali di gru.

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tanzaku: strisce di carta dove scrivere i propri desideri (a volte in forma di poesia) e sono poi appese ai rami di giovani piante di bambù.

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toami: decorazioni che richiamano reti da pesca, propiziano una buona pesca e/o un abbondante raccolto.

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kuzukago: decorazioni che si rifanno a cestini per la carta straccia, simboleggiano pulizia, industriosità e di conseguenza prosperità.

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fukinagashi: lunghe strisce colorate fluttuanti al vento che simboleggiano i vestiti che Orihime tesseva.

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kinchaku: ricordano delle borsette da ragazza, fatte di stoffa, usate per tenere il denaro e dunque propiziano buoni affari e ricchezza.

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Solitamente si partecipa a questa festa indossando il proprio yukata, si prende parte a danze e a balli e si attendono gli hanabi = fuochi d’artificio a conclusione di una magica serata.

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