Mr. Vettriano ci racconti di lei…

Nei miei quadri voglio fermare quel momento in cui tutto sta per accadere” – Esordisce con naturalezza, ormai abituato a mettere in mostra il proprio mondo e le proprie fantasie, vestito elegantemente e seduto in una poltrona del suo studio di Londra.

Mr. Vettriano, lei sembra il protagonista di una sua opera.

In realtà è proprio così. Nei miei quadri cambiano le donne, l’uomo sono sempre io. Ricevo moltissime lettere e mail da parte di persone che si immedesimano nei miei dipinti: mi raccontano le loro storie, mi spiegano come sono diventato importante perché un momento della loro vita o del loro amore è legato a un mio quadro. Hanno comprato un mio poster, lo hanno appeso in casa e così sono diventato uno di famiglia, un amico, uno con cui condividere tanti momenti. C’è addirittura chi… c’è una coppia di amanti che usa un mio libro per dare vita ai loro incontri. Lui dice a lei di vestirsi come nel quadro di una certa pagina e poi si danno appuntamento per far rivivere quella certa atmosfera. Incredibile vero?

E’ veramente incredibile, soprattutto perché la critica lo ha sempre snobbato, tanto quanto, il pubblico lo ha sempre amato. Adora le sue donne affascinanti, i suoi uomini eleganti e le sue situazioni seducenti. I protagonisti delle sue opere non hanno paura di mostrare i propri sentimenti, sono veri.

Mr. Jack continui a raccontarci di sè

Mio nonno materno Peter era nato a Belmonte Castello, un paese vicino a Cassino, e arrivò in Scozia da piccolo dimenticando presto l’Italia e l’italiano. Ha lavorato tutta la vita in miniera e lo ricordo sempre elegante alla domenica. Non sono mai venuto in Italia. Anzi no, ho una casa in Costa Azzurra e un paio di volte sono stato al mercato di Ventimiglia. Ma niente di più. Forse ho paura di aprire questo libro sul mio passato, confrontarmi con quello che poteva essere e non è stato. Se un giorno visiterò il Paese di mio nonno sicuramente lo farò in incognito“.

E’ vero che cominciò a dipingere dopo che la sua ragazza le regalò per il suo 21esimo compleanno una scatola di acquarelli

“Sì, io sono un autodidatta, da quel momento non ho più smesso di disegnare e dipingere. Copiavo, copiavo tutto quello che potevo. Ho conosciuto i grandi pittori dai libri d’arte».

La svolta decisiva arriva nel 1989 quando un paio dei suoi quadri vengono scelti dalla Royal Scottish Academy per una mostra e immediatamente venduti nel primo giorno di apertura al pubblico.

Ma cresce la popolarità e contemporaneamente crescono gli attacchi dei critici, ho sbaglio?

Proprio così. Loro se ne stanno rinchiusi in un’idea di arte che non è la mia. Sono sospettosi se un pittore è amato dal pubblico e racconta questa nostra contemporaneità. Io, poi, dipingo anche la sensualità e questo proprio non lo approvano. Posso trascorrere ore e ore per dipingere nel modo migliore la riga della calza di una donna, mentre invece per l’intera figura di un uomo ci metto pochi minuti: so dare valore alle cose che contano».

Ma allora le donne per lei contano tantissimo…

Le donne hanno sempre un particolare che merita l’attenzione degli uomini. Un esempio? Il suono che fanno i loro tacchi. Lo adoro immensamente. Ci sono volte, mentre sono qui vicino alla finestra a dipingere, che sento quel suono all’improviso e allora mi affaccio per vedere la donna che sta camminando sul marciapiede. Può essere la visione di un attimo ma quanta emozione… Per lavorare mi basta poco: un tavolino e un cavalletto. Non amo i quadri grandi che mi obbligano a muovermi. Preferisco restare concentrato su un’idea che può essere sviluppata in poco spazio. Mi piace avere il controllo continuo nello sviluppo di un dipinto. Mi piacciono le attrici con grande personalità e caratterizzate da una loro bellezza speciale. Da Grace Kelly a Patricia Arquette. E poi, certo, Jacqueline Kennedy. Jackie ha fatto scandalo: è stata la prima a portare un po’ di femminilità e di eleganza alla Casa Bianca. Anche nella tragedia: ho fisso nella memoria quel suo tailleur rosa che indossava a Dallas il giorno dell’assassinio del Presidente”.

Jack Vettriano è nato in Scozia nel 1951 e lasciò la scuola a soli 16 anni per fare l’assistente minerario, poi una ragazza gli cambio la vita attraverso un dono. Il suo stile è fortemente illustrativo e la sua pittura è di base fotografica rasentando spesso l’iperrealismo. Il tema dominante è l’amore, sentimentale e carnale, in tutte le sue varianti.

Nato in una famiglia particolarmente povera, ha finalmente avuto il suo grande riscatto.

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