Ma dove stiamo andando?

Siamo “Smart”… Siamo “Social”… Siamo dei grandissimi “Co…”cit. Saggio Anonimo

I giornali non vendono più, le tv non hanno ascolti e … i social crescono. Ci sono dei segnali  evidenti che qualcosa sia cambiato, in meglio o in peggio ancora non si sa, certo è che ci siamo evoluti e menomale! Alle volte accade che si faccia un uso sbagliato dello strumento che si ha in mano; un cellulare è una potenziale arma psicologica che può fare più danni di una “pistola”, se usato scorrettamente; basti pensare alle varie mode o “challege” come vengono definite oggi, dove si passa dal mangiare roba assurda tipo un cucchiaio di cannella, con il conseguente rischio di morire soffocati, alla più recente e pesante dove alla fine ti devi suicidare. La tecnologia spesso è peggio delle armi, specialmente se sottovalutata. Dareste mai una Beretta in mano a vostro figlio di 10 anni? Credo di no, però lo smartphone sì, quello tanto non ammazza nessuno. I ragionamenti presi sottogamba portano spesso alla demenzialità e, a quel punto, la colpa non è di chi ha usato male la tecnologia, no! È colpa della tecnologia stessa. Quando a usare male la tecnologia sono gli adulti, poco male, voglio dire: se sei un’incompetente, ti assumi il rischio che possa succedere qualcosa di brutto, ma se sei un ragazzino, questo discorso non vale. I social possono essere la cosa più bella di questo mondo, portano: contenuti, notizie, curiosità, accrescono il livello di conoscenza di un individuo; fanno vedere il mondo sotto un altro aspetto, ma c’è il rischio di diventare dipendenti da questi mezzi. Gente che basa la propria esistenza sui like e sulle visualizzazioni, ragazzini che si rovinano la vita per una foto postata su Instagram, discussioni su Facebook che sfociano in diatribe da Far West. Ricordo che, quando ero un ragazzino e la tecnologia non era ancora così diffusa, a stento c’era internet nelle case, figuriamoci quello che c’è oggi. Io ero uno di quei fortunati ragazzi che avevano internet e 3 computer a casa. Si usava ancora il cavo ethernet, perché il wifi era un miraggio. Su internet ci andavo, i “social” c’erano, ma erano più che altro delle bacheche, si usava MSN come chat e Skipe per le video chiamate, ma la tecnologia era usata più che altro a scopo accrescitivo, per ricerche, informazioni, curiosità. Oggi è l’esatto opposto. Il Computer serve per fare gli esperti di sto “cetriolo” su Facebook e Twitter, il cellulare serve per far vedere i muscoli e le forme su Instagram e la tv è diventata il monopolio di 4 stupidelli senza né arte, né parte, che non sanno coniugare manco un verbo in italiano e che fanno solo cavolate, (che sia su tv in chiaro, pagamento o su YouTube), oppure ti arriva quello che apre il blog e in 3 mesi diventa “influencer”. Va sottolineato che la tecnologia non porta alla demenza, se chi la usa non è un demente, perché in questo caso… tutto può succedere. Facebook se usato con criterio e con coscienza è un ottimo luogo dove scambiarsi opinioni e scoprire nuove cose, grazie a Twitter ho avuto modo di conoscere persone molto colte che non avrei mai potuto conoscere senza, in quanto magari stanno dall’altra parte del mondo, su Instagram abbiamo la possibilità di vedere le meraviglie che il mondo ci offre e su YouTube si possono imparare tante cose nuove e prendere spunto per una cosa futura, “Impara l’arte e mettila da parte”.

Vorrei rivolgere un pensiero agli adulti che si “scemuniscono” a scorrere la bacheca di Facebook e a farsi i selfie da postare su Instagram: se vi lamentate delle nuove generazioni perché hanno tanti difetti, prima di farlo esaminate cosa fate voi, perché quelle generazioni sono lo specchio di quello che siete.

Ai ragazzi che arrivano a capire quando ormai è troppo tardi, che hanno buttato tempo solo per le apparenze: sappiate che la vita non si basa sui like e sulle visualizzazioni e non è che se tutti lo fanno allora è giusto. Quando vi ritroverete a dovervi pagare l’affitto o il mutuo dei vostri like e delle vostra popolarità non interesserà niente a nessuno. Informarsi e accrescere le proprie conoscenze non è mai tempo perso, buttare le giornate a farvi selfie lo è.

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