Ladies & Gentlemen: The Prince of Prints – Emilio Pucci

Emilio Pucci marchese di Barsento nacque a Napoli nel 1914. A vent'anni entrò a far parte della squadra nazionale olimpica italiana di sci e partecipò alle olimpiadi invernali del 1936. Lo sci non era, però, la sua unica passione, egli, infatti, era attirato anche dalla pittura e proprio durante una borsa di studio presso il Reed College (Oregon), dove continuava gli allenamenti sciistici, Pucci disegnò l'uniforme della squadra. Finì gli studi, si arruolò in aeronautica e parallelamente lavorò come istruttore di sci. Era scritto forse nel suo destino! Lo sci, inesorabilmente, era legato alla sua fortuna e alla sua vita, infatti, dopo aver creato una tuta da sci per un'amica quasi per gioco, la tuta finì sotto l'obiettivo fotografico di Toni Frissell e comparve sul numero di dicembre di Harper's Bazzaar.  Quando si dice: essere al posto giusto, nel momento giusto...

Matisse – Jazz

Questo è un post diverso dagli altri, infatti non sarò io l'autore, ma bensì il Maestro Matisse. Potrà sembrare assurdo e razionalmente forse lo è, ma quando ho letto queste parole, quando ho capito la reale importanza di questi concetti, mi sono reso effettivamente conto, che dell'arte fino a quel momento, non avevo capito niente. Vi riporto di seguito, nella più integralità possibile, alcune annotazioni di uno dei protagonisti dell'arte moderna. Buona lettura Se ho fiducia nella mia mano che disegna, è perchè quando le insegnavo a servirmi mi sono sforzato di non lasciarle mai prendere il sopravvento sul sentimento. Sento benissimo, mentre la mano svolge la sua parafrasi, se c'è disaccordo tra noi: tra essa e quel non so che, in me che sembrerebbe esserle sottomesso. La mano non è che il prolungamento della sensibilità e dell'intelligenza. Quanto più è pronta tanto più è obbediente. Non bisogna che la serva divenga padrona. Trarre la felicità da se stessi, da una buona giornata di lavoro, dalla schiarita che è riuscita a portare nella nebbia che ci avvolge... Un artista non deve mai essere prigioniero di se stesso, prigioniero d'una maniera, prigioniero di una reputazione, prigioniero di un successo. Non hanno scritto i Goncourt che gli artisti giapponesi dell'età dell'oro cambiavano più volte il nome, nel corso della loro vita? Questo mi piace: volevano salvaguardare la loro libertà. Purtroppo, come si legge nelle ultime righe, oggi in un mondo apparentemente libero, un'artista vive schiavo di se stesso. Non si premia la bravura ma bensì la reputazione. Chissà la fuori, quanti Picasso, quanti Monet, quanti Matisse ci sono... E noi qui, ad elogiare una branca di caproni che ci vuole spacciare per arte un bicchiere pieno di piscio umano o un'insieme di "tarabaccoli" e cianfrusaglie che spaziano dal cadavere di una bicicletta, al disco da flessibile ammucchiati tutti insieme. Abbiamo raggiunto la saturazione artistica o... siamo giunti al capolinea?

Annodare e trasformare, ossia creare ed abbigliare

Estate... tempo di vacanze, di viaggi e... ahimè di bagagli. Ogni qual volta ci si trova alle prese con la preparazione delle valigie ci imbattiamo nel dilemma di come trovare un modo per non farci mancare nulla nel periodo di ferie e nel contempo nel limitare il più possibile la quantità di cose da "insaccare". Se poi ci si muove in aereo, si deve fare i conti anche con il costo dell'eccedenza bagaglio, che in alcune compagnie è alquanto "salata". Uno dei modi più semplici per ovviare a tutto questo è dotarsi di teli e foulard di varie misure, che occupano uno spazio veramente minimo, lasciarsi coinvolgere dalla voglia di creare e trasformarli ogni volta in un capo di abbigliamento o in un accessorio tutto nuovo, attraverso la tecnica del furoshiki...

La nascita del mondo secondo una leggenda del Sol Levante

Come ben sappiamo le leggende in Giappone sono innumerevoli e... Come poteva mancare una leggenda sulla nascita del mondo? Si narra che all'inizio dei tempi comparvero cinque esseri primordiali (kami) dai quali discesero sette generazioni di divinità, sino a concludersi con i fratelli Izanagi e Izanami (il primo uomo e la prima donna), i quali, utilizzando una Nagimata (un'arma simile all'alabarda), smossero il fango e crearono la prima isola giapponese, dalla quale ebbe inizio tutto il mondo...

Five Coke Bottles

Ci lamentiamo che la pubblicità sta ovunque, da quella esplicita a quella occulta siamo quotidianamente bombardati da messaggi, video, foto, ecc... Gli esperti suggeriscono che questo sia un fenomeno che andrà via via crescendo. Un fenomeno avente inizio con l'avvento di internet? La risposta è: NO. Diciamo che la pubblicità è nata insieme al commercio, si è modificata, ha cambiato il suo corso, è diventata più esplicita, più o meno artistica ma c'è sempre stata. Certo potrà sembrare troppa anche se al peggio non c'è mai fine.... E se la pubblicità diventasse arte? Possiamo eliminare il condizionale dato che c'è stato chi già lo ha fatto. Il suo nome è forse uno dei più celebri: Warhol. Uno degli artisti che ha basato la sua fortuna proprio sulla pubblicità, sì ma come soggetti dei suoi quadri. Un esempio parecchio lampante, oltre a "Close Cover Before Striking" dove l'artista fa palesemente cattiva pubblicità alla Pepsi, è sicuramente Five Coke Bottles, dove il soggetto per l'appunto è la Coca-Cola. Le 5 bottiglie iconiche messe in fila da Worhol fluttuano al di sopra dell'altrettanto iconico marchio realizzato con un carattere topografico. Un evidente e lampante mossa commerciale ben strutturata e veicolata a dovere, con la differenza che al contrario di "pubblicità da banco" questa ha dalla sua un "valore artistico". Pensate che c'è gente disposta a pagare fior di soldi per comprare una pubblicità da esporre in casa. E poi ci lamentiamo... I tesseramenti al gruppo A.F. (Anonymous fancazzisti) è sempre aperto a tutti!

Yamadera, una delle mete del Maestro Matsuo Bashō

Yamadera, ossia letteralmente "tempio di montagna", si trova nelle montagne a nord est di Yamagata City ed è stata fondata nel 860. Durante il periodo Heian, l'imperatore Seiwa invio Jikaku Daishi, uno dei più importanti preti buddisti, nella regione di Tohoku, quel prete fondò Yamadera. Nel Buddismo le montagne vengono viste dai monaci come luoghi per allenarsi alla meditazione e sono considerate da molte persone come sacre. A Yamadera si percorre un sentiero dove si incontrano più di 30 templi buddisti e si salgono 1.015 scalini. La leggenda narra che salendo la lunga strada e rendendo omaggio ai templi si vincerà la sfortuna. Durante la primavera i fiori di ciliegio inebriano e durante l'autunno il colore delle vegetazione ammaglia, in estate è possibile risalire il sentiero di notte accompagnati dal canto dei monaci, ma anche in inverno, questo luogo, ha il suo fascino, la neve attutisce tutti i suoni e si viene avvolti dal silenzio della montagna...

Le Galapagos d’Oriente

La prefettura di Tokyo è alquanto estesa, ma forse non tutti sanno che, a circa 1000 Km a sud di essa, esiste un arcipelago di isole, parte della stessa giurisdizione politica, dove gli abitanti non conoscono la neve. Si tratta delle 30 isole Bonin facenti parte del villaggio Ogasawara, solo due di esse contano una popolazione permanente e sono: Chichijima e Hahajima. Questo arcipelago adagiato nel Pacifico e territorio giapponese, in realtà però fu colonizzato da un gruppo di europei e di hawaiani, che vivevano a Chichijima, conosciuta ai tempi come Peel Island, era il 1830...

Le “Alcove” di Matisse

Negli anni venti Matisse, quasi volersi prendere una pausa dalla continua ricerca pittorica, svolta negli anni precedenti. Piccole "alcove" coloratissime vengono create nel suo studio. Matisse ritrae quasi sempre le modelle nude o vestite all'orientale. Uno dei più degni di nota è forse "Figure décorative sur fond ornamental", il quale sembra quasi scolpito nel legno. Riccamente decorato in ogni minimo particolare, dal vaso in ceramica bianco e azzurro, al tappeto ornamentale sul quale poggia elegante, il piede della modella. Uno specchio veneziano appeso alla parete, dietro le spalle della modella, che si confonde con la tappezzeria dai motivi floreali. Siamo nel 1925

L’immagine by Roberto Pellegrini

Leggo e rileggo questa poesia pervasa di leggerezza, nella quale, ancora una volta, Roberto Pellegrini decanta l'Amore. L'Amore, il sentimento che permea l'uomo e l'avvolge, lo trasporta oltre ogni barriera, in una fusione intensa con il cosmo, di cui è energia. Mi hanno particolarmente colpito alcune similitudini con il grande Maestro Tagore: per esempio il rapporto tra Amato ed Amata che conducono alla piena realizzazione dell'uomo, oppure i ricorrenti elementi naturali come le Stelle, gli abissi, il vento ed anche la visione della donna come rivelazione. La donna portatrice di energia vitale, che allevia e consola, che accudisce con il proprio amore, che dona luce e armonia, che è vita...

Notte Stellata – Edvard Munch

L'arte nasce dal desiderio dell'individuo di rivelarsi all'altro. Ogni forma d'arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore. L'arte è il sangue del nostro cuore. Edvard Munch recitava così, si potrebbe quasi definirlo l'inno personale del pittore esoterico, dell'amore, della gelosia, della morte e della tristezza. Norvegese, nato nella seconda metà del 1800, famoso per la sua vita travagliata, che sin dalla tenera età, riserva allo stesso una serie infinita di disgrazie e disavventure. Uomo assai controverso, continui alti e bassi con la minaccia costante della tubercolosi, egli stesso dichiarò più volte di "essere afflitto da un crudele destino". La sua arte è assai difficile da comprendere. Fa parte di quella categoria di artisti che inizialmente sembrano essere banali, quasi insignificanti, e poi si rivelano essere l'esatto opposto. Più di tutti, c'è un quadro in particolare che mi affascina, lo fisserei per ore: La Notte stellata di Munch. Il dipinto oltre ad essere omonimo a quello di Van Gogh (realizzato 30 anni prima) condivide gli stessi "principi". I due artisti, assai distanti ma allo stesso tempo molto vicini, condividono un'esistenza tormentata, piena di disgrazie. Esiste nulla di più poetico e simbolico, di una notte stellata? La notte, se ci fate caso, ha quel senso di misterioso ma al contempo affascinante, che non ha eguali. La notte è bellissima, con il suo silenzio, la sua quiete... la sua pace! Pace che nessuno dei 2 ha mai trovato. Nel caso di Munch, la notte è un'amica fedele. La scalinata in primo piano scende verso un prato innevato... Dona un senso di sospensione... Attesa di qual cosa che da li a poco potrebbe succedere. I colori tenui in alcuni punti, quasi impalpabili, mentre in altri diventano decisi e sgargianti. In cielo una striscia verde che potrebbe essere un'aurora boreale, un effetto di luce o chissà... una provocazione fatta dallo stesso. Oggi è conservato in quella che fu la città che vide Munch diventare artista: Oslo, al Munch-museet.