La decadenza del buongusto

Il panorama artistico non è costellato solo da successi e da grandi maestri. Sembra assurdo ma, specialmente negli ultima 60 anni, la decadenza si è via via sempre più accentuata. Gli esempi possono essere molteplici! Come ho sempre sostenuto, a parer mio, il mestiere del critico è un mestiere inesistente del quale se ne può fare volentieri a meno, ma sembra che in questo ramo sia impossibile eliminare questa figura. Cosa mette queste persone nella condizione di giudicare il prossimo? Per essere più chiaro riporto di seguito, parte di un introduzione alle opere di Piero Manzoni:

Il riconoscimento del suo lavoro non è stato immediato, anche perché la straordinaria varietà delle sue opere, fondamentale sul piano artistico, lo ha reso meno immediatamente “riconoscibile” dal punto di vista dell’opinione generale…

…Nel 2014 un Achrome è stato aggiudicato in un’asta londinese per 15,8 milioni di euro. Quanto a Merda d’artista, un esemplare è stato venduto il 6 dicembre 2016 a Milano per 275.000 euro.

Ci tengo a fare qualche piccola precisazione prima di intavolare la “polemica”:

  • Piero Manzoni faceva parte del gruppo concettuale avanguardistico
  • è stato un’esponente fra tanti che ha contribuito a questo genere artistico
  • ha avuto una vita troppo breve per essere paragonato ai sui “colleghi” che hanno avuto modo di evolvere con i tempi

In altre parole di Piero Manzoni ce né uno e menomale aggiungerei. Quando si parla di decadenza, ci sono sempre quelli favorevoli e quelli contrari, io per esempio sono favorevole a questa teoria. Non è necessario essere dei grandi esperti per capirlo. Il settore più colpito da questa decadenza, dal mio punto di vista, è proprio l’arte. Basta aprire un libro di storia e iniziare a sfogliarlo dal 1920 ai giorni nostri, per rendersi effettivamente conto di quanto sia peggiorata la situazione. Il filone concettuale, più di tutti, ha buttato le fondamenta della decadenza. Tra i suoi esponenti, quello che ha dato la chiave di svolta (per così dire, il capomastro del cantiere, il geometra del progetto, l’architetto dell’enorme palazzo della decadenza) è stato lui:

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Per chi ancora non lo avesse riconosciuto, questo è l’autore di svariate opere avanguardistiche. Solo per citarne alcune:

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Merda d’artista

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Corpo d’aria (o fiato del pittore)

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Linee

Tre chiarissimi esempi di come l’uomo può cadere in basso!

Nella prima opera “Merda d’artista”, se avessimo avuto la ∫fortuna di acquistarne una scatoletta nel 1961, l’avremmo pagata circa 700 lire al grammo, allora prezzo di un grammo d’oro. L’autore ha fissato il prezzo delle scatolette su “un arbitraria parità merda/oro”.

Nella seconda opera “Corpo d’aria”, 45 esemplari numerati. In questo caso l’autore precorre i tempi, con un chiaro esempio di “arte biologica”, in quanto”il fiato è materia organica”. Sculture pneumatiche “da niente all’infarto”. Nulla da dire c’è solo da essere, c’è solo da vivere. Fornite nella confezione anche le istruzioni di gonfiaggio in caso di afflosciamento del palloncino

Nella terza opera “Linee”, Manzoni da il meglio di se, realizzando diversi esemplari della linea di lunghezza infinita che rispettano i canoni compositivi. Ho poco altro da aggiungere in merito a questa “magnifica” opera tutta da interpretare. Paragonabile al Dadaismo? Pare di si, secondo i critici, grandi conoscitori dell’arte.

Arrivando alla conclusione di questo piccolo resoconto personale, non mi resta che aprire una buona raccolta di opere d’arte (quelle vere s’intende) e domandarmi: com’è stato possibile passare dalla bellezza, dalla raffinatezza di straordinarie opere compiute dall’uomo alla decadenza dei popoli? Se mai troverò risposta a questo mio dilemma sarò a metà del quesito.

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Un pensiero su “La decadenza del buongusto

  1. Mi ripeterò fino alla nausea, ma quest’arte (se così si vuol definire) non è altro che la rappresentazione del proprio tempo, della decadenza attuale in tutti i campi e l’arte non fa eccezione.

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