Scompartimento C, carrozza 293

Il tema del treno ha avuto molto successo fra gli artisti americani del ‘900. In un paese caratterizzato dalle distanze incolmabili , la ferrovia era riuscita a rendere il tutto un tantino più a portata. Le inquadrature delle tele di E. Hopper, sono sempre state caratterizzate da un tocco “cinematografico”. Se ci fate caso, nella stragrande maggioranza delle sue opere, si ha la sensazione di essere spettatori di un film. Luci e ombre da pellicola, segno distintivo del pittore statunitense. Il paesaggio visto dal finestrino di questo scompartimento scorre veloce, sembra di sentire quel mormorio delle rotaie in sottofondo. La donna seduta suggerisce con l’accenno di un sorriso velato dalle ombre del capellino, la possibilità di introspezione tipica di un lungo viaggio. I dettagli sono degni di nota. A primo impatto si fatica a credere di essere dinanzi a una tela. Il tema della donna come parte delle sue opere è molto ricorrente, spesso infatti sono presenti come protagoniste o a contorno. Colori tenui ma al contempo decisi e marcati. Non è possibile parlare di taglio fotografico (altro segno distintivo di Hopper), dato che la scena, vista dagli occhi dello spettatore, è piuttosto il fotogramma di una sequenza cinematografica in technicolor, che ha fatto la sua prima apparizione solo qualche anno prima, nel 1935.

Oggi questo olio su tela 50×45 cm è custodito presso l’IBM Corporation Collection ad Armonk.

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