Il Monte Fuji, l’immortale

Il Monte Fuji è un vulcano alto 3776 m, molto celebre e considerato dai giapponesi sacro, tanto da diventare uno dei simboli della nazione. E’ situato nell’isola di Honshuu, un centinaio di chilometri da Tokyo.

C’è chi dice che il Monte Fuji sia un Kami = Dio, altri che sia la sede di un Kami, altri ancora che sia semplicemente il simbolo di un Kami, tutti, però, per via della sua attività vulcanica, lo identificano con qualcosa di divino.

La tradizione shintou associa le anomalie elettromagnetiche e del campo gravitazionale che si registrano in alcune zone del Fuji con delle invisibili energie mistiche in movimento che sboccerebbero da tre grotte segrete e che rappresentano il passato, il presente ed il futuro.

Ogni anno al primo di luglio si aprono i pellegrinaggi al monte che si chiudono il 26 agosto con una meravigliosa fiaccolata al santuario Yoshida che si trova ai piedi del Fuji.

Il vulcano fu attivo fino al dicembre del 1707, data della sua ultima eruzione, ma alcuni segni lasciano tuttora supporre una potenziale sua attività.

Qualche curiosità:

  • Al Mone Fuji è legata la dea Kno hana-sakuya-hime = la Principessa che fa fiorire gli alberi

  • Il monte è stato immortalato 36 volte dal famoso pittore Hokusai

  • Fino al 1872 il Fuji era proibito alle donne e la prima a risalirlo fu Lady Fanny Parkers, moglie dell’ambasciatore britannico: la sua scalata non scatenò le ire degli dei, quindi il divieto venne rimosso.
  • Sotto alle sue pendici si svolge il Shiba Sakura un festival che si tiene in occasione della fioritura del muschio rosa.

Al Monte Fuji è legata la leggenda di Kaguya-Hime che leggerete qui di seguito.

Tantissimo tempo fa un anziano tagliatore di bambù intravvide nella notte una canna di bambù che risplendeva, tagliandola trovò al suo interno una bimba alta poco più di un pollice. L’uomo decise di prenderla con sè ed insieme alla moglie la crebbero, battezzandola Nayotake no Kaguya-hime = Principessa splendente del flessuoso bambù. Da quel momento in poi, il tagliatore, in ogni canna di bambù, cominciò a trovare una piccola pepita d’oro. La famiglia divenne molto ricca e Kaguya-hime, oltre a crescere felice, cresceva anche in bellezza, tanto che la storia della principessa splendente fece il giro del Giappone.

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Si presentarono cinque principi che volevano prenderla in sposa, ma Kaguya-hime non voleva sposarsi con nessuno di loro e non voleva lasciare la sua famiglia, così assegnò a loro cinque prove impossibili: ad uno chiese di portarle in dono la sacra ciotola del Buddha, ad un altro un ramo del leggendario albero dal tronco d’oro e foglie d’argento, al terzo la pelle di un topo di fuoco dalla Cina, al quarto il gioiello dai molti colori posto sul capo di un drago e al quinto la preziosa conchiglia nascosta nella pancia di una rondine. Nessuno dei principi portò a termine la prova, ma la fama della fanciulla bellissima giunse all’Imperatore Mikado, che dopo averla vista se ne innamorò e le propose di seguirlo a palazzo, la ragazzo rifiutò anche la proposta dell’Imperatore e, con il sopraggiungere dell’estate, iniziò a sospirare rivolta alla luna e confessò ai suoi genitori adottivi di provenire da lì: “Io sono una donna della Luna” disse “ed i miei concittadini, gli essere celestiali di Tsuki no Miyako (capitale della Luna) verranno a riprendermi presto e mi riporteranno a casa.” Quando venne il giorno della partenza della fanciulla per la Luna, l’Imperatore inviò un esercito di soldati per impedirlo, ma purtroppo nulla poterono di fronte alla luce accecante degli esseri celestiali. Per scusarsi con l’Imperatore Kaguya-hime, prima di partire, scrisse una lunga lettera di scuse, lasciò la sua veste fatta di fili d’oro per i vecchi padre e madre adottivi e una goccia di elisir della vita, che dona l’immortalità a chi lo beve, per l’Imperatore.
Subito dopo la partenza della bellissima fanciulla l’Imperatore addoloratissimo si recò sul Monte Fuji e qui vi bruciò la lettera e l’elisir della vita che continua a bruciare ancora oggi.

Da qui viene il nome della montagna più famosa del Giappone, il Monte Fuji = immortalità, come immortale resta il fascino delle opere di Hokusai, una delle quali, forse la più famosa, ha ispirato questa riproduzione su un telo di seta pura ponge 5 – 90 cm x 90 cm

confezione

 

 

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