Le Orchidee ed il Giappone

In Giappone la coltivazione delle orchidee risale a molto tempo fa, anche aiutata dal clima che, con l’alto tasso di umidità e le piogge abbondanti, ne ha permesso lo sviluppo.

Molte sono le orchidee autoctone giapponesi che, a differenza delle loro sorelle tropicali, possono resistere anche a degli inverni piuttosto freddi.

Sin dal 1600 ca. troviamo riportate sopra ad illustrazioni giapponesi delle orchidee coltivate con fioriture graziose ed eleganti e ancora oggi, questo fiore è comunissimo in Giappone, tanto che si trova anche in parchi ed aiuole.

Forse non tutti sanno che è proprio giapponese uno dei maggiori ibridatori di orchidee, il suo nome è Jiro Yamamoto ed ha coltivato più di 4000 varietà di questo fiore. Nel registro della British Royal Horticultural Society (dove tutti i tipi di orchidea sono registrati), a Mr. Yamamoto sono stati attribuiti 600 tipi nuovi di questo spettacolare fiore.

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La sua storia ha quasi dell’incredibile, ultimo di otto figli di una famiglia di contadini, nel 1951, vedendo una foto di Cattleya (considerata la regina delle orchidee), se ne innamorò e decise che proprio alle orchidee avrebbe dedicato la sua vita, costruì una serra in legno e diede inizio alla sua avventura.

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Nessuno lo prendeva sul serio, ma lui non si diede per vinto, partecipò ad incontri di esperti e apprese le tecniche di coltivazione. Fallì più volte e solo la sua costanza e la fiducia di sua madre gli permisero di continuare.

Cercò di produrre nuovi ibridi con l’impollinazione artificiale, senza ottenere grandi successi, ma pian piano cercò di eliminare tutti gli aspetti negativi per raggiungere il successo.

I primi frutti del suo lavoro arrivano nel 1964, quando vinse il primo premio dell’Associazione giapponese per l’orchidea di Tokyo e questo lo spinse a provare fuori patria, tanto che nel 1967, partecipò con i fiori recisi e i dendrobium in vaso alla manifestazione della Royal Horticultural Society in Inghilterra, ottenendo un successo straordinario.

Nel 1973, insieme ad alcuni esperti, mise a punto un proprio sistema di clonazione per ovviare alle difficoltà che si incontrano nel trattare gli ibridi che sono infertili e sperimentare molti incroci, creando nuove varietà.

Insomma: chi l’ha dura la vince! come si suol dire…

Per finire vi lascio una curiosità, una delle orchidee simbolo del Giappone è la Neofinetia falcata, meglio conosciuta come l’orchidea del samurai. Amatissima dall’undicesimo Shogun, Ieanari Tokugawa (che ha retto le sorti del Giappone dal 1773 al 1837), la sua coltivazione era permessa solo nelle case dei samurai.

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L’interesse della casta guerriera verso questo fiore deriva dalla sua forma che ha similitudini con il Kabuto, il loro elmo da guerra.

Fiorisce in estate, il fiore è di colore bianco, profuma intensamente di sera ed è dotato di un lungo sperone, circa 4-6 centimetri. Un vero mito questa orchidea…

Ma miti a parte, le orchidee sono fiori molto affascinanti, li trovo deliziosi e ho deciso di inserirne qualcuna nella mia collezione di foulard Madame Renard.

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2 pensieri su “Le Orchidee ed il Giappone

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