Le Orchidee ed il Giappone

In Giappone la coltivazione delle orchidee risale a molto tempo fa, anche aiutata dal clima che, con l'alto tasso di umidità e le piogge abbondanti, ne ha permesso lo sviluppo. Molte sono le orchidee autoctone giapponesi che, a differenza delle loro sorelle tropicali, possono resistere anche a degli inverni piuttosto freddi. Sin dal 1600 ca. troviamo riportate sopra ad illustrazioni giapponesi delle orchidee coltivate con fioriture graziose ed eleganti e ancora oggi, questo fiore è comunissimo in Giappone, tanto che si trova anche in parchi ed aiuole. Forse non tutti sanno che è proprio giapponese uno dei maggiori ibridatori di orchidee, il suo nome è Jiro Yamamoto ed ha coltivato più di 4000 varietà di questo fiore. Nel registro della British Royal Horticultural Society (dove tutti i tipi di orchidea sono registrati), a Mr. Yamamoto sono stati attribuiti 600 tipi nuovi di questo spettacolare fiore...

Lo yukata, la versione più informale del kimono

Yukata letteralmente significa "vestito da bagno", tale era, infatti, il suo uso in origine e ancora oggi nelle onsen vengono offerti agli ospiti dopo il bagno, ma non solo......lo yukata è oggi il capo di abbigliamento tradizionale pìù diffuso tra i giovani, un po' per i suoi costi decisamente inferiori a quelli dei kimono e soprattutto perché decisamente più semplice da indossare. Si tratta di un capo di abbigliamento unisex, sfoderato e realizzato in cotone o in lino, si indossa con i Geta, ma attenzione, senza Tabi. Oggi giorno, forse proprio per la sua praticità, durante le uscite serali estive si incontrano molti gruppi di giovani che sfoggiano questo tradizionale capo...

“Nella Nebbia, il Silenzio…

... 121 Haiku in attesa di una Primavera" "In verità, tutte le cose piccole sono belle” - scriveva Sei Shanagon... ...e forse la mia predisposizione alla semplicità e al minimalismo, mi porta ad apprezzare lo stile di poesia giapponese conosciuta come: Haiku. Solo tre versi, senza titolo, strutturati in 5-7-5 sillabe, danno vita ad una lirica emozionale, all’interno della quale non c’è spazio per fronzoli lessicali. Il Poeta Roberto Pellegrini, grande appassionato di questo genere, è alla sua seconda pubblicazione completamente dedicata a questa forma poetica; la prima raccolta “Amore e Vento – 111 Haiku – tra Amore e Passione” vedeva la luce proprio circa un anno fa. La sua grande capacità di sintesi di pensiero e di osservazione, lo conduce a trasformare ogni emozione in una vera e propria rappresentazione tangibile di un’emozione dell’anima, fermata in un’immagine, accompagnando il lettore verso qualcosa di veramente carico di suggestioni...

Storia del kimono

Va premesso che la storia del kimono andò di pari passo con la tradizione e lo sviluppo dei tessuti giapponesi. La storia di questa nazione è suddivisa in periodi: Periodo Jomon (10.000 a.C. - 300 a.C), Periodo Yayoi (300 a.C - 300 d.C), Periodo Kofun (300 - 552), Periodo Asuka (552 - 710), Periodo Nara (710 - 794), Periodo Heian (794 - 1185), Periodo Kamakura (1185 - 1333), Periodo Muromachi (1333 - 1587), Periodo Momoyama (1587 - 1603), Periodo Edo (1603 - 1867), Periodo Meiji (1867 - 1911), Periodo Taisho (1912 - 1926), Periodo Showa (1926 - 1989), Periodo Heisei (1989 - ). Vediamo come il kimono è nato, si è evoluto e quali caratteristiche lo hanno definito attraverso questi periodi. In Giappone la tintura e la tessitura videro la luce durante il periodo Yayoi ed in seguito alla nascita di queste arti, ebbe inizio la storia del kimono, del quale abbiamo testimonianza attraverso le sculture funebri del periodo Kofun. Sia gli uomini che le donne indossavano delle giacche a manica corta aperte sul davanti...

Il kimono fascinoso

Nonostante i kimono siano costosissimi e alquanto scomodi, in Giappone non c'è giovane donna che non ne abbia desiderato o non ne abbia indossato uno. E' il costume nazionale e vi sono ricorrenze dove il kimono diventa quasi indispensabile: lauree, matrimoni, funerali ecc.; tutto accompagnato da una serie di regole che sarebbe bene imparare. Proprio per questo, tuttora, in Giappone vi sono accademie dove si insegna il portamento corretto, l'accostamento dei colori, le modalità per indossarlo e soprattutto come averne cura e riporlo. Letteralmente kimono significa "cosa che si indossa" (ki=indossare, mono=cosa) e vengono realizzati da un solo rotolo di tessuto detto tan e custoditi in un particolare tipo di carta chiamata tatoshi. Tendenzialmente i kimono hanno tutti la stessa taglia e nel caso siano troppo lunghi, il tutto viene regolato rimborsando l'eccesso sotto l'obi. Per tradizione sono realizzati in seta, crepe di seta o broccato di seta, anche se oggi si trovano anche in altri tessuti un pochino meno costosi e che necessitano di meno cure...

Impressionismo al capolinea

Le divergenze (dopo la mostra impressionista 1887 che vede tutti i maggiori esponenti di questo filone, riuniti e presenti come un gruppo che tenta di essere compatto) iniziano a a prevalere sulle affinità. Oltre alle varie differenze artistiche all'interno di questo "movimento", ciascuno degli autori che ve ne fa parte, intravede nel proprio io, un elemento di superiorità, che si tramuta ben presto in strategia di divario nei confronti dell'ufficialità artistica che il movimento "richiederebbe". Molteplici le discussioni animate che si contrappongono tra chi vede il Salon come lo sbocco obbligato della propria ambizione e quella di chi sostiene che la mostra ufficiale sia la strada migliore. In questi schieramenti vediamo: Salon: Renoir, Cézanne, Sisley e Monet Mostra ufficiale: Guillaumin, Degas, Caillebotte e Pissarro Cézanne, più interessato alla sua pittura che al movimento impressionista, abbandona definitivamente le manifestazioni di gruppo e frequenta solo Renoir con il quali da li a pochi anni avrà modo di collaborare. La mostra del 1879 è quella che sancisce la definitiva "rottura" del movimento dopo il debutto di Guaguin. L'anno dopo Sisley, Monet e Renoir si rifiutano di esporre. Nel 1882 c'è un tentativo di riunione ma si avverte che il gruppo ormai è sfaldato. Nel 1886 si ritenta per l'ultima volta una mostra unita, con la presenza dei nuovi pupilli Signac e Seurat (il quale presenterà quello che è destinato a diventare il capolavoro e manifesto del Pointillisme). Anche questa volta Monet, Renoir e Sisley, si rifiutano di esporre. Da questo momento l'impressionismo è affare solo di mercanti, collezionisti e critici.

“Dentro Caravaggio” prossimamente a Milano

Michelangelo Merisi, conosciuto come il Caravaggio nacque il 29 settembre 1571 a Milano e proprio qui, il giorno che sarebbe stato il suo compleanno, prenderà il via, presso Palazzo Reale, una mostra a lui dedicata, dal titolo "Dentro Caravaggio". Per la prima volta tutti insieme verranno riuniti 18 capolavori di questo Maestro della luce e delle ombre. Una mostra particolarissima che permetterà ai visitatori di scoprire il percorso dell'artista: dal suo pensiero iniziale, fino alla completa realizzazione dell'opera, questo grazie all'uso di innovativi apparati multimediali...

Marie-Thérèse Walter e Dora Maar, due volti della stessa faccia

Forse è grazie a queste due donne che Picasso ha dato vita alle opere più apprezzate e famose della sua carriera. Due donne assai simili, ma totalmente diverse sia nell'aspetto fisico, dato che la prima era bionda e alta mentre la seconda bruna e minuta, sia intellettualmente. Molti i ritratti di Picasso a loro dedicati ed è proprio da questi che si marcano ed evidenziano le differenze. Dall'elegante serietà di Dora, che viene mostrata da Picasso come una donna dal carattere carismatico e deciso, alla contrapposta dolcezza e allegria di Marie. Dora fu una delle poche amanti a "sopravvivere" a Picasso, sebbene ha sempre dichiarato: "Io non sono stata l'amante di Picasso. Lui era soltanto il mio padrone". Marie-Thérèse si suicidò impiccandosi quattro anni dopo la morte dello stesso artista...

Il Monte Fuji, l’immortale

Il Monte Fuji è un vulcano alto 3776 m, molto celebre e considerato dai giapponesi sacro, tanto da diventare uno dei simboli della nazione. E' situato nell'isola di Honshuu, un centinaio di chilometri da Tokyo. C'è chi dice che il Monte Fuji sia un Kami = Dio, altri che sia la sede di un Kami, altri ancora che sia semplicemente il simbolo di un Kami, tutti, però, per via della sua attività vulcanica, lo identificano con qualcosa di divino. La tradizione shintou associa le anomalie elettromagnetiche e del campo gravitazionale che si registrano in alcune zone del Fuji con delle invisibili energie mistiche in movimento che sboccerebbero da tre grotte segrete e che rappresentano il passato, il presente ed il futuro...

Scompartimento C, carrozza 293

Il tema del treno ha avuto molto successo fra gli artisti americani del 900'. In un paese caratterizzato dalle distanze incolmabili , la ferrovia era riuscita a rendere il tutto un tantino più a portata. Le inquadrature delle tele di Hopper, sono sempre state caratterizzate da un tocco "cinematografico". Se ci fate caso, nella stragrande maggioranza delle sue opere, si ha la sensazione di essere spettatori di un film. Luci e ombre da pellicola, segno distintivo del pittore statunitense. Il paesaggio visto dal finestrino di questo scompartimento scorre veloce, sembra di sentire quel mormorio delle rotaie in sottofondo. La donna seduta suggerisce con l'accenno di un sorriso velato dalle ombre del capellino, la possibilità di introspezione tipica di un lungo viaggio. I dettagli sono degni di nota. A primo impatto si fatica a credere di essere dinanzi a una tela. Il tema della donna come parte delle sue opere è molto ricorrente, spesso infatti sono presenti come protagoniste o a contorno. Colori tenui ma al contempo decisi e marcati. Non è possibile parlare di taglio fotografico (altro segno distintivo di Hopper), dato che la scena, vista dagli occhi dello spettatore, è piuttosto il fotogramma di una sequenza cinematografica in technicolor, che ha fatto la sua prima apparizione solo qualche anno prima, nel 1935. Oggi questo olio su tela 50x45 cm è custodito presso l'IBM Corporation Collection ad Armonk.