Meiji Jingu – il Santuario più frequentato del Giappone

Il Meiji Jingu è un santuario costruito dopo la morte dell’Imperatore Meiji, dedicato alle anime dell’Imperatore Matsuhito e della sua consorte l’Imperatrice Shōken e fu costruito su di un terreno di 175 acri, accanto al giardino di iris che l’Imperatore e l’Imperatrice amavano.

Questo Imperatore traghettò il Giappone nell’Era Moderna, fu infatti sotto il suo impero che il Giappone abbandonò la società feudale ed incominciò ad aprirsi al mondo, ecco che dopo la sua morte venne costruito questo santuario dove onorare e rendere omaggio al cambiamento portato avanti proprio dall’Imperatore.

Gli alberi ivi piantati furono donati da ogni prefettura del Giappone e da numerosi paesi stranieri, tanto che vi si trovano circa 400 specie di alberi. Il Meiji Jingu non è sicuramente il santuario più appariscente, come estetica, del Giappone, ma racchiude in se tutte le celebrazioni della vita e della morte degli abitanti di Tokyo. Qui le persone vengono da tutta la città per cerimonie, feste, eventi e matrimoni.

Per esempio qui si svolgono: il Miyamairi, un rituale per celebrare la prima visita di un bambino ad un sacrario scintoista; il Shichi-go-san che celebra i 3 passaggi fondamentali nella vita di ragazzi e ragazze; il Seijin no hi ossia la maggiore età; infine è il santuario più scelto per la celebrazione dei matrimoni scintoisti, oltre che ospitare eventi imperiali e culturali.

Visitare il Meiji Jingu è un po’ come essere trasportati in un altro mondo, ci si trova immersi in chilometri di verde e giardini curatissimi; qui si possono vedere centinaia di barili di sakè colorati, con l’effige della famiglia o negozio che ha donato il proprio barile al tempio; se lo visitate in autunno, spettacolare è la colorazione dorata degli alberi di gingko.

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Visitandolo è bene non dimenticare mai che ci si trova in un luogo sacro, non sono graditi gli schiamazzi ed anche se non è obbligatorio rispettarli è bene conoscere quelli che sono gli usi, per esempio, varcata la soglia del Santuario vi sono tre luoghi dove ci si dovrebbe fermare:

  1. davanti al grande torii inchinandosi una volta, sia in entrata che in uscita;
  2. davanti al temizuya – vasca con acqua sacra – dove prima ci si lava la mano sinistra poi la destra, con la mano sinistra si raccoglie l’acqua per lavare la bocca e si rilava la stessa mano;
  3. davanti al tempio principale dove ci si inchina due volte, due volte si battono le mani e si ripete l’inchino.

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All’ingresso al Meiji Jingu i visitatori ricevono dei waka composti dall’imperatore e dalla sua consorte; i waka sono un genere di poesia giapponese dei quali lo stesso Imperatore ed Imperatrice erano molto amanti.

Inoltre si trovano a disposizione di tutti delle lettere alle divinità kami, chiamate kikanbun e delle tavolette di legno, dette ema, con incisi desideri.

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Anche questo tempio, durante la Seconda Guerra Mondiale, subì gravi danni che vennero prontamente riparati.

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