La pubblicità oggetto di ben tre mostre in Italia

La pubblicità contaminata dall’Arte e culla di moltissimi talenti creativi è oggetto di tre mostre in Italia.

Pronti via … alla scoperta delle tante storie raccontate dalla pubblicità, amata od osteggiata, ma sicuramente un fenomeno che ha segnato un’epoca.

“Museo Italiano della Pubblicità”

E’ nato a Treviso, città natale di Nando Salce, il primo museo italiano della pubblicità, che raccoglie una collezione di manifesti dall’elevatissimo livello qualitativo, in grado di competere con il Musée des Art Decoratives di Parigi.

Uno straordinario repertorio delle arti grafiche che spazia dai primi del Novecento sino agli anni sessanta, attraverso circa 25 mila pezzi, che diventano un documento dell’evoluzione della società, delle mode e dei costumi.

Quando Nando Salce, nel lontano 1962, donò allo Stato la sua collezione alquanto originale, pochissimi ne capirono il valore. Oggi come spiega il direttore del Museo Marta Mazza: “La Collezione è già impegnata in un progetto finanziato dall’Unione Europea per la conservazione delle opere realizzate tra fine Ottocento e gli anni Quaranta del Novecento con l’ausilio delle nanotecnologie. Il nostro Museo e il parigino Musée de la Publicité (oggi Museé des Arts Décoratives) sono i più importanti in Europa e dalla loro collaborazione possono sortire progetti di rilievo comunitario”.

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“Tutti gli “ISMI” di Armando Testa”

La travolgente fantasia di Armando Testa, senza dubbio il maggior pubblicitario italiano, geniale interprete della propria epoca e anticipatore di fondamentali istanze contemporanee, è ospitata al MART, nelle sale dedicate all’arte contemporanea, in una mostra dal titolo “Tutti gli “ismi” di Armando Testa.

L’esposizione si concentra sulle narrazioni, sui riferimenti visivi, sui temi formali, sulla capacità di costruire mondi immaginari. Attraverso la presentazione di estratti di famose interviste e filmati di repertorio, il percorso di visita è scandito da illuminanti aneddoti raccontati dallo stesso Armando Testa.

Tutti gli “ismi” di Armando Testa vuole testimoniare il dialogo tra il lavoro del creativo torinese e i più vivaci vocabolari culturali. Testa intuì che il mondo stava cambiando e che i linguaggi della modernità diventavano patrimonio comune, identità condivisa. Egli inaugurò un nuovo modo di fare pubblicità, tra metafore, miraggi, sogni, favole, metamorfosi; le sue creazioni risposero ai bisogni primari dello spettatore: divertimento, emozione, coinvolgimento.

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Infine, a partire dal 9 settembre e fruibile sino al 10 dicembre p.v., presso la Fondazione Magnani-Rocca, la pubblicità sarà protagonista della mostra:

“Pubblicità! La nascita della comunicazione moderna 1890-1957”

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Era il 22 giugno 1890 e comparve il primo e più antico slogan italiano a cui ne seguirono tanti negli anni successivi.

La mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi, ha come obiettivo quello di raccontare la nascita in Italia della pubblicità, dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

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