Henri Matisse, a tutto colore

L’uso del colore in Henri Matisse è quanto di più intenso e vivace si possa vedere in pittura. Faceva un uso dei colori primari senza stemperatura tonale, ai quali accostava i colori complementari proprio per evidenziarne il contrasto. Nelle sue opere il colore è prima di tutto, seguono i dettagli e la prospettiva, infatti i suoi quadri sono tutti strutturati su di un piano bidimensionale.

Henri Matisse apparteneva al gruppo dei Fauves (belve), che come caratteristica aveva l’uso dei colori forti e contrastanti ed era rappresentato dalla solarità e dalla gioia di vivere. Per gli appartenenti al gruppo, i dipinti dovevano comporsi unicamente di colore che nasceva dal sentire interiore. Quindi ciò che un Artista dipingeva erano le sensazioni che provava di fronte all’oggetto che stava per dipingere sulla tela. Spesso la realtà non era rappresentata fedelmente, perché il concetto di arte dei Fauves si discostava dall’imitazione del reale.

Ecco che nelle loro opere troviamo: alberi gialli e blu, mari rosso cangiante e visi colorati, tutto rappresentato in una giostra colorata, luminosa e vivace.

Matisse era solito dichiarare che bisogna “esaltare tutti i colori insieme, senza sacrificarne nessuno perchè ogni dipinto deve dare la sensazione di riportare sulla superficie della tela lo spettro solare”.

Egli nacque il 31 dicembre 1869 a Le Cateau-Cambrésis in Francia, frequentò la scuola di Saint-Quentin ed in seguito andò a Parigi a studiare diritto. Nel 1888 cominciò a frequentare le lezioni di disegno presso una scuola d’arte, abbandonò la facoltà di Giurisprudenza e cominciò a studiare pittura.

Quando conobbe Albert Marquet, André Derain e Maurice de Vlaminck, insieme fondarono il gruppo dei Fauves, che non incontrò il consenso della critica che li battezzò appunto “belve”.

Matisse morì nel 1954.

Fra le sue opere troviamo:

La gioia di vivere, 1905 

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La stanza rossa, 1908

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Vaso con i pesci rossi, 1914

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Proprio quest’ultimo quadro, dove l’unico obiettivo di Matisse era dar vita a un’arte serena e rilassante, è diventato l’oggetto di un foulard in seta di MmeRenard (ancora disponibile, per info mme3bien@gmail.com)

Matisse disse: “Il mio obiettivo è un arte equilibrata e pura, un’arte che non inquieti né turbi. Desidero che l’uomo stanco, oberato e sfinito ritrovi davanti ai miei quadri la pace e la tranquillità.”

Ma secondo voi: “è lo spettatore ad osservare i pesci rossi o sono i pesci rossi ad osservare lo spettatore?”

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