Suminagashi: l’arte dell’inchiostro che fluttua sull’acqua

Il Suminagashi è una tecnica artistica antichissima, diffusasi presso la corte dell’Imperatore in Giappone, intorno all’anno 1000 e il suo nome significa “l’arte dell’inchiostro che fluttua”.

Quest’arte ruota intorno agli strumenti della calligrafia, chiamati i 4 tesori:

  • la pietra d’ardesia (suzuri) in cui si scioglie
  • il bastoncino d’inchiostro (sumi) che viene raccolto dal
  • pennello (hude) col quale si calligrafa sulla
  • carta di riso (kami).

La tecnica è molto semplice, ma racchiude la magia. Si scioglie un po’ si sumi sopra la pietra di ardesia (oggi si trova l’inchiostro già sciolto), si raccoglie con l’hude una goccia di inchiostro e si appoggia il pennello sopra la superficie dell’acqua a temperatura ambiente contenuta in una bacinella larga e piatta, per condizionare il movimento dell’inchiostro, con un altro pennello intinto in una sostanza oleosa (fiele di bue) si tocca la macchia precedentemente creata con l’inchiostro. Proprio l’uso alternato di questi due pennelli darà vita a disegni unici che verranno raccolti appoggiando sulla superficie dell’acqua un foglio di carta.

I disegni sono il frutto non solo del tocco dell’artista, ma anche del movimento casuale dell’acqua e del respiro, ecco perché il suminagashi è considerato frutto di interazioni naturali ed il risultato ottenuto è un dipinto dove sono impresse le emozioni dell’artista e del suo subconscio.

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Praticando quest’arte si raggiunge un completo stato di benessere dettato dalla ripetuta gestualità e dalla sorpresa del risultato.

In Giappone le leggende si intersecano sempre con la realtà, tanto che anche quest’arte si dice che sia stata il dono di un dio agli uomini, ma… leggende a parte, pare che il tutto sia scaturito dall’intuizione di un calligrafo che si accorse dei disegni che l’inchiostro lasciava sulla superficie dell’acqua.

Per la loro non riproducibilità, le carte create con questa tecnica venivano usate come base per i documenti ufficiali.

Certo è che quest’arte non poteva che svilupparsi in oriente, in quando è un esercizio di puro wu wei, ossia un “agire senza forzare”.

L’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio, la concentrazione
che spontaneamente avvolge chi disegna, la sorpresa gioiosa nel vedere fluttuare l’inchiostro e la magia del foglio di carta che dall’acqua raccoglie la memoria fanno del suminagashi, una tecnica di meditazione attiva di rara bellezza.

 

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7 pensieri su “Suminagashi: l’arte dell’inchiostro che fluttua sull’acqua

  1. Mi è tornata in mente una tecnica simile nella quale il colore viene “sciolto” sopra una superficie formata da acqua e colla vinilica e una volta creato il “disegno” preferito, si usa un foglio di carta per impregnarlo, appoggiandolo delicatamente sulla superficie.

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  2. Pingback: L’arte della legatoria in Giappone | Mme3bien

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