Ise Jingu, in contatto con le origini del Giappone

L’Ise Jingu o Santuario di Ise è composto da due complessi:

  • Naiku (santuario intero) situato nella parte meridionale della città di Ise,  e
  • Geku (santuario esterno) proprio nel centro città, più recente rispetto a quello interno, infatti fondato 1500 anni fa, contro i 2000 di Naiku.

Tutt’intorno vi si trovano 125 santuari minori di cui 32 legati al Geku e 91 al Naiku, presso quest’ultimo viene venerata la dea del sole Amaterasu Omikami, considerata dalla tradizione la capostipite della famiglia Imperiale e divinità protettrice di tutto il popolo giapponese.

Nel santuario di Ise è contenuto uno dei tre tesori nazionali: il Sacro Specchio raffigurante Amaterasu, che solo pochissimi eletti possono vedere e sul quale veglia la Grande Sacerdotessa, si dice che in questo oggetto risieda la divinità, ecco perché è custodito nella parte più sacra del Naiku, lontano dagli occhi di quasi tutti.

Presso Geko viene invece venerata la dea shintoista del raccolto e dell’alimentazione, qui collocata per presiedere alle offerte di cibo per la dea Amaterasu.

Ho prima accennato alla figura della Grande Sacerdotessa, la quale presiede tutte le più importanti cerimonie religiose del santuario ed è considerata la mediatrice tra la divinità ed i fedeli. Ella è la figura più importante fra tutti i sacerdoti shintoisti ed insieme a loro prega per la pace del Giappone e per il benessere della famiglia imperiale, della quale è rappresentante.

La leggenda racconta che: circa 2000 anni fa la divina Yamatohime-no-Mikoto, figlia dell’Imperatore Suinin, partì dal Monte Miwa, in cerca di un luogo permanente dove adorare la dea Amatesaru Omikami, vagò per 20 anni. La sua ricerca la portò ad Ise dove sentì una voce pronunciare le seguenti parole: “Ise è una terra piacevole. In questa terra io desidero dimorare”. Fu così che Yamatohime stabilì Naikū.

La tradizione vuole che prima si debba pregare presso il santuario esterno Geku e poi presso Naiku; tradizione rispettata non solo dai fedeli, ma anche dalla famiglia imperiale e da tutti gli altri membri del Governo.

Il collegamento tra il mondo terreno e quello sacro è costituito dal ponte Uji, passato il quale tutti sono tenuti a purificare mente e corpo alla fonte delle abluzioni.

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Tutto il complesso sorge all’interno di una foresta di 90 ettari, ai quali si aggiungono altri 5.320 ettari di foresta utilizzati per reperire il legname di cipresso giapponese necessario per le rituali ricostruzioni del complesso sacro di Ise che si svolgono ogni 20 anni con una cerimonia chiamata Shikinen Sengu. Questa distruzione-ricostruzione simboleggia il ciclo di morte e rinascita ed il ciclo solare che Amaterasu rappresenta.

Insomma qui tutto è sacro e visitare l’Ise Jingu è proprio un po’ come entrare in contatto con le origini del Giappone.

 

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