L’arte della legatoria in Giappone

Ha scritto Philippe D’Averio: “Si sa che i giapponesi più che inventori, sono trasformatori metafisici”. Proprio così, infatti anche l’arte di rilegare i libri fu introdotta in Giappone, proveniente dalla Cina e da lì si cominciò l’affinamento di quest’arte arrivando a strutturare 18 stili differenti di rilegatura. Non possiamo certo dire che i giapponesi siano dei meri copiatori, anzi, con la loro caparbietà e perseveranza, grazie soprattutto all’operosità dei monaci buddisti, hanno sviluppato l’arte della rilegatura trasmettendola di secoli in secoli sino ai giorni nostri.

Vediamo come tutto è nato e si è evoluto.

Il primo stile fu il Kansubon o libro arrotolato, ossia carta o seta giuntate e poi arrotolate su un piccolo cilindro.

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Durante il periodo Heian si sviluppò un modo di rilegare i libri, decisamente più pratico da custodire e da archiviare, ossia la rilegatura a fisarmonica, costituito da tanti fogli giuntati e ripiegati sopra e sotto ai quali venivano aggiunte delle copertine (Orihon),

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oppure incollati in modo alternato in modo da produrre un grazioso effetto ad onda (Nori-ire Gajo).

Se la copertina ricopriva dalla parte anteriore alla parte posteriore il libro si otteneva il Sempuyo, detto anche libro fluttuante. Scriveva il maestro Ikegami: “Le sue pagine, non essendo incollate al dorso, avrebbero potuto volare via al soffio di una leggera brezza”.

Seguirono poi i libri a farfalla

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Nel XII secolo, la colla lasciò spazio allo spago e si cominciò a rilegare a quinterni.

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Nel periodo Edo si cominciò a diffondere la tecnica di rilegatura a sacchetto, meglio nota come Fukuro toji, dove all’interno si trovano fogli ripiegati a metà e cuciti con motivi vari lungo il dorso sul lato aperto.

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Qui di seguito una foto illustrativa con i vari tipi di cucitura più utilizzati per rilegare i libri utilizzando il Fukuro toji.

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Insomma veramente un’arte che ha attraversato i secolo per giungere a noi arricchita. Ma oggi, dove tutto è meccanizzato e globalizzato, saremo in grado di mantenere acceso il fuoco di queste arti ricche di manualità e talento e di trasmetterlo ai posteri?

Me lo auguro! Osservando da vicino un libricino che per gioco ho costruito con le copertine realizzate con la tecnica del suminagashi (di cui vi ho già parlato qui), le pagine alternate ad haiku di Roberto Pellegrini, scritti a mano e una rilegatura con un semplice nastrino…

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…ed un quaderno e due piccoli note da borsetta, anch’essi con la tecnica del suminagashi e rilegati a mano con fori in costa.

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Non so perché, ma hanno un sapore tutto particolare.

per info: mme3bien@gmail.com
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4 pensieri su “L’arte della legatoria in Giappone

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