Joan Mirò, l’Artista tra sogno e colore, prossimamente a Milano

Si intitolerà “JOAN MIRÓ. Capolavori grafici“ la retrospettiva dedicata all’artista catalano, incentrata sul suo rapporto con la grafica e la poesia ed ospitata presso la Galleria Deodato Arte di Milano, dal 27 Settembre al 4 Novembre p.v..

Joan Miró i Ferrà nacque a Barcellona nel 1893. Sin in tenera età manifestò una predisposizione verso l’Arte, ma come spesso accade, i suoi studi vennero indirizzati altrove, sino a quando, dopo un forte esaurimento nervoso, non decise di abbandonare la strada intrapresa e dedicarsi definitivamente a ciò che più lo affascinava: l’Arte.

Frequentò la Scuola d’Arte diretta da Galì avvicinandosi alla corrente del Fauvisme, in seguito si trasferì a Parigi dove conobbe Pablo Picasso, in quel periodo il suo stile si avvicinò sempre di più al surrealismo.

La sua convinta opinione che l’Arte ha un ruolo sociale, lo spinse ad apporre sulle tele le sue iscrizioni poetiche.

Tornò in Spagna e si stabilì definitivamente a Maiorca dove morì nel 1983.

Il suo stile era personalissimo e proprio per questo inconfondibile, si “muoveva” tra il surrealismo e l’astrattismo, pur sperimentando continuamente tecniche nuove.

A Milano verranno ospitate incisioni e litografie realizzate per lo più nel periodo compreso fra gli anni ’50 e ’80, tecniche che affascinavano moltissimo Mirò che amava esprimersi in modo versatile, attraverso simboli e colori accesi.

Le grafiche di Joan Mirò sono proprio l’espressione del suo linguaggio: immagine e testo, in un perfetto connubio.

Alcuni lavori incisori in mostra saranno accompagnati da poesie di Jacques Prévert, tratti dal libro in tiratura limitata Adonides (1975); le pagine originali esposte e il disegno simboleggiano la totale unione delle due arti e dei due artisti.

 

Trasgressivo ed anticonformista l’artista catalano possedeva un’anima poetica, che gli ha permesso di “parlare” ai fruitori delle sue opere con un linguaggio universale e al contempo unico e suo personale, mai banale.

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7 pensieri riguardo “Joan Mirò, l’Artista tra sogno e colore, prossimamente a Milano

  1. mi chiedo perché gli artisti da bambini vengano visti come dei perditempo ed indirizzati verso ‘altro’…è in questo la vera perdita di tempo.
    fortuna che quelli davvero bravi, magari dopo un bel giro largo, ritornano alle origini…come richiamati dalla loro arte interiore.

    grazie per i tuoi articoli sempre molto interessanti…al prossimo, ciao.

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    1. Hai ragione! Purtroppo vivere d’Arte non sempre è facile, come ben sai, molti Artisti hanno visto le loro opere “rifiutate” e non hanno potuto godere nè di fama, nè di soldi. Solo dopo la loro morte è giunto il successo. Comunque sia concordo sul fatto che è una perdita di tempo costringere una persona a percorrere una strada che non sente sua.

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  2. Non ne sono un conoscitore, però posso dire che Mirò mi piace, e se fossi a Milano andrei alla mostra. Guardando ora le sue opere certo pensavo a come per comprendere l’arte moderna ci sia bisogno spesso di spiegazioni, e mi chiedo se questo sia “giusto”. Certo, che c’entra, anche quella rinascimentale deve essere spiegata, ma l’astratto necessita di più spiegazioni per come la vedo io.
    A parte questa considerazione, visto che non mi pare ci sia un “contattaci” sul blog, vorrei fare i complimenti agli autori per il grande flusso di informazioni di qualità che vi circolano 🙂

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    1. Penso che ogni Artista debba essere collocato nel suo contesto storico e sociale, insomma un pochino conosciuto per essere compreso. Concordo con il pensiero alcune correnti sono di più difficile lettura che non altre. Infatti solitamente quando parlo di una mostra cerco sempre di inquadrare l’Artista nel suo “mondo” e di dare gli elementi minimali per poter fruire delle sue opere. Grazie per il complimento, cercherò comunque di rendere più visibile la sessione “contattaci”.

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      1. volevo lasciare una considerazione, se posso… leggendo mi sono trovato a vedere come scrivi Arte o Artista con la maiuscola, vedendo la cosa probabilmente come qualcosa di assoluto, di grande, cosa che in effetti è. Però vorrei dire che non condivido del tutto questa scelta, mi sembra, non so, troppo. Sono gusti personali e la questione non è di primaria importanza, ma volevo dirlo.

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      2. L’Arte è qualcosa di assoluto, di grande.
        L’Arte è da sempre rifugio per molte persone, sia esse artisti o fruitori di opere d’Arte e, attraverso di essa, l’umanità è connessa, come se fossimo tutti uniti da un filo di emozione.
        L’Arte possiede molte forme di espressione: pittura, scultura, musica, scrittura ecc., ma tutte utilizzano lo stesso linguaggio: appunto quello delle emozioni.
        A tale proposito ho scritto un articolo che trovi a questo link: https://mme3bien.com/2016/12/20/il-fuoco-dellarte/ e se posso, ti consiglio un libro di Aforismi sull’Arte e la sua grandezza di cui ho curato la parte grafica, lo trovi a questo link https://www.amazon.it/DallEmozione-lIdea-Aforismi-Roberto-Pellegrini-ebook/dp/B06ZYCCWVJ/ref=sr_1_5?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1505070614&sr=1-5&keywords=roberto+pellegrini
        Gradite comunque tutte le considerazioni.

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