Spazio e tempo nell’arte – dal Cubismo al Surrealismo

Spazio e tempo: due elementi di importanza fondamentale nella nostra quotidianità che furono oggetto di studio all’inizio del secolo scorso. Fino a quel periodo, infatti, erano considerate due entità separate ed immutabili e si pensava che fosse possibile dare una descrizione oggettiva di ciò che ci circondava senza tenere conto del punto di vista dell’osservatore, quindi tutto era fissato al di là di chi lo osservava e da come lo si osservava.

Ad inizio Novecento, con la legge della relatività, tutto quanto sopra detto venne messo in discussione e si fece strada il pensiero che nulla è assoluto, ma dipende dai punti di vista dai quali si osserva la realtà.

Tutto ciò si ripercosse anche nell’Arte, con la nascita del Cubismo che ebbe tra i massimi esponenti Pablo Picasso. Egli nelle sue opere annullò la prospettiva, che rappresentava, fino a quel momento, l’unico punti di vista dell’artista e rappresentò la realtà guardata da più punti di vista. Questo lo rese spesso incomprensibile, tanto che spesso si trovò nella condizione di dichiarare: «L’arte non è l’applicazione di un canone di bellezza, ma ciò che l’istinto e il cervello elaborano dietro ogni canone»

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Proprio il Cubismo introdusse quindi nell’arte il tempo, permettendo di percepire l’immagine da più punti di vista e con un tempo prolungato. Ecco che prese il via un nuovo tipo di pittura, dove lo spazio ed il tempo non sono più visti come due elementi separati ed assoluti e dove la realtà viene percepita in tante sfaccettature spazio/temporali diverse.

Questo nuovo modo di percepire la realtà sfociò, in seguito, nel Surrealismo, dove addirittura si cercò di andare oltre, dando spazio all’inconscio creativo, esaltando l’interiorità dell’essere senza costrizioni.

Uno degli esponenti maggiori del Surrealismo fu Salvador Dalì, anch’egli come Picasso, spagnolo, geniale, non convenzionale. I due Artisti si “sfiorarono”, forse in qualche modo Picasso influenzò Dalì, non viceversa.

persistenza

 

In sintesi nel cubismo c’è ancora l’analisi della realtà visiva, da più punti di vista, il surrealismo appartiene al mondo della fantasia che, a volte, può anche lavorare con elementi della realtà, ma l’intenzione dei surrealisti non è di analizzarli, ma di usarli come elementi delle loro immagini.

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