Al MEF di Torino: I Tarocchi dal Rinascimento ad oggi

Da qualche giorno e fino al 14 Gennaio 2018, presso il Museo Ettore Fico di Torino, è in corso un’esposizione particolarissima, interamente dedicata ai Tarocchi, dalla loro nascita in Italia, circa a metà del quattrocento, sino ad oggi.

Un vero e proprio viaggio che, con l’aiuto di libri, stampe, immagini, testi e supporti audiovisivi,  permette di scoprire i Tarocchi in tutti i loro aspetti: storico, artistico, letterario, oltre che magico e divinatorio.

Si parte dalla corti rinascimentali, dove vennero realizzati i primi mazzi di Tarocchi; in mostra carte provenienti da collezioni private. Alcune vere e proprie opere artistiche, come le carte miniate in oro.

Seguono carte datate 1451 ca. del mazzo Visconti, i Tarocchini realizzati dall’incisore Giuseppe Maria Mitelli fra il 1634-1718, edizioni antiche dei Tarocchi Marsigliesi e rarissimi mazzi di produzione italiana, francese e tedesca come i Tarocchi austriaci della Secessione Viennese.

Presenti anche: il mazzo di Etteilla (1738-1791), la prima edizione pubblicata nel 1909 dei Tarocchi Rider Waite e i raf nati Tarocchi dell’esoterista Oswald Wirth (1860-1943) e molti mazzi contemporanei a testimonianza della continua evoluzione dei Tarocchi.

Ma cosa sono i Tarocchi che sin dalla loro nascita sono stato argomento interessante? Carte da gioco, libri divinatori, antologie di immagini popolari medioevali?

Un mazzo di Tarocchi è composto da 78 carte: 22 figure allegoriche, chiamate Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori divisi in quattro semi (Bastoni, Spade, Coppe e Denari).
Gli Arcani Maggiori sono legati a un preciso codice narrativo e simbolico che racchiude in sé un variegato universo di conoscenze alchemiche e astrologiche, cristiane e pagane.

Essi nacquero nel Nord Italia intorno alla metà del Quattrocento e si diffusero con lo scopo di far divertire, solo successivamente, a fine settecento, furono usati a scopi cartomantici in Francia ed Inghilterra.

Come detto prima, alcune carte sono delle vere e proprie opere d’arte ed in mostra si trovano mazzi realizzati da Renato Guttuso (1911- 1987), Franco Gentilini (1909-1981), Emanuele Luzzati (1921-2007), Ferenc Pintér (1931-2008), Sergio Toppi (1932-2012) e molti altri.

«Mi sono applicato soprattutto a guardare i Tarocchi con attenzione, con l’occhio di chi non sa cosa siano, e a trarne, suggestioni, associazioni e a interpretarli secondo un’iconologia immaginaria. Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla». Così lo scrittore Italo Calvino (1923-1985) racconta come nasce il suo libro di racconti “Il castello dei destini incrociati”, in cui utilizza le carte dei Tarocchi per raccontare le storie di un gruppo di viaggiatori che il destino ha radunato in un castello.
Il loro unico modo di comunicare è rappresentato da un mazzo di Tarocchi, che Calvino usa come vettore narrativo con cui i vari personaggi raccontano le loro storie.

Il MEF ospita anche in contemporanea una mostra sul Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle (1930-2002): una delle più importanti esponenti del Nouveau Réalisme. L’artista francese ha dedicato gli ultimi anni della propria vita alla realizzazione di opere sui Tarocchi utilizzandoli come vero e proprio monumentale “testamento artistico” a Capalbio, in provincia di Grosseto.

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