“Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec”

Milano rende omaggio a Henri de Toulouse-Lautrec dedicandogli una grande monografia che mette in risalto tutto il suo percorso artistico. A Palazzo Reale da domani e fino al 18 Febbraio 2018 sarà fruibile la mostra “Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec”, promossa dal Comune di Milano, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, che avrà il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia e la cura di Danièle Devynck e Claudia Beltramo Ceppi Zevi.

Ma chi era Henri Marie Raymond de Toulouse-Lautrec?

Egli nacque nel 1864 ad Albi, nel palazzo medioevale della famiglia, le cui origini erano aristocratiche. Era molto cagionevole di salute ed affetto da picnodisostosi – una malattia ossea di natura ereditaria, dovuta alla consanguineità dei genitori che erano cugini di primo grado.

Due rovinose cadute consecutive gli procurarono fratture alle gambe che non crebbero al pari del resto del corpo, restò quindi deformato e di bassissima statura. In quei momenti dolorosi le uniche cose che gli davano consolazione erano il disegno e la pittura.

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Nel 1881, dopo aver ottenuto la maturità, Lautrec si recò a Parigi, dove l’anno seguente conobbe Vincent Van Gogh. Da lì a poco si trasferì a Montmartre, luogo che fu per lui un’inesauribile fonte di ispirazione e dove aprì il proprio atelier. Assiduo frequentatore di cabaret e caffè, era ospite fisso al Moulin Rouge.

Nel suo percorso artistico si interessò molto alla xilografia giapponese, di cui venne a conoscenza grazie a Van Gogh. Nel 1891, quando il Moulin Rouge gli commissionò la realizzazione di un manifesto pubblicitario che sarebbe stato affisso in tutta Parigi, iniziò per Lautrec un periodo di notorietà e di molti commissioni.

Nella sua carriera produsse 600 dipinti, 350 litografie, 31 manifesti e 9 incisioni, diventando uno dei più geniali grafici della storia dell’arte.

Conduceva una vita smodata, faceva uso di alcol e, spesso, era colto da depressioni e nevrosi, morì giovanissimo, nel 1901.

La mostra milanese sarà articolata in sezioni tematiche e condurrà il visitatore a comprendere il fascino e l’importanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.

Saranno esposte oltre 200 opere, con 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e affiches – ben 22 – accompagnati da studi e bozzetti preparatori dell’artista definito “maledetto”.

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La novità introdotta da Toulouse-Lautrec nel mondo contemporaneo fu il modo di raffigurare gli artisti e le ballerine attraverso un’affiche. Egli fu il primo a percepire la necessità di inventare un nuovo stile per quel nuovo genere artistico, tipicamente cittadino, che è il manifesto.

Mostrandosi sensibile all’influsso delle stampe giapponesi, Lautrec impiegò linee impetuose, tagli compositivi audaci, colori intensi e piatti, colori squillanti che, applicati omogeneamente su superfici estese, rendevano il manifesto visibile anche da lontano, facilmente riconoscibile al primo sguardo e, soprattutto, attraente per il potenziale consumatore.

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