“FIUME A VENTI ANNI DALLA SCOMPARSA. Dipinti – Sculture – Disegni 1947 – 1992”

Il 23 Ottobre 1915 nasceva in Sicilia, più precisamente a Comiso, Salvatore Fiume ed oggi, vent’anni dopo la sua scomparsa, a Mantova, nella dimora quattrocentesca che fu di Andrea Mantegna, si apre una mostra a lui dedicata che sarà fruibile sino al 18 Febbraio 2018.

Fiume fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo e la mostra antologica di Mantova – che vede la cura di Marzio Dall’Acqua, Renzo Margonari e Vittorio Sgarbi – ci regala un suggestivo viaggio attraverso la vasta e varia produzione artistica ripercorrendo l’attività dell’Artista italiano dal 1947 al 1992.

1200px-salvatore_fiume_28196729

Oltre cento opere – tra disegni, dipinti, sculture – provenienti dalla collezione privata del pittore siciliano e selezionati dai figli Laura e Luciano Fiume, in collaborazione con la galleria Artesanterasmo di Milano.

L’esposizione segue un criterio cronologico e tematico a partire da un gruppo “storico” di disegni degli anni ‘40, fino disegni realizzati negli anni ’60 sul tema delle Lotte fra tori, dei Centauri, degli Antropotauri e della Ninfa e fauno. Due oli originali ed un pannello informativo raccontano la parentesi di Fiume, nota come “L’avventura Queyo” (gruppo di dipinti che Fiume realizzò negli anni 1947/1948 attribuendoli a un immaginario pittore gitano e firmandoli F. Queyo.

I dieci dipinti sul tema “Avventure, sventure e glorie dell’antica Umbria” sono documentati nella mostra di Mantova dalla presenza di un bozzetto originale e da un pannello informativo che li contiene tutti.

In mostra anche i bozzetti originali dei dipinti che furono poi utilizzati per decorare i transatlantici Giulio Cesare ed Andrea Doria.

Una delle passioni di Salvatore Fiume fu la pittura dei grandi maestri spagnoli Velázquez e Goya, le cui opere vide al Prado, a Madrid, nel 1958. A loro Fiume dedicò alcune reinterpretazioni delle loro opere, traducendone lo spirito nella propria pittura. Tre di esse compaiono nella mostra di Mantova insieme a un pannello esplicativo in cui è documentato l’intero Ciclo spagnolo.

Un altro viaggio europeo da cui Fiume trasse ispirazione per un nuovo ciclo di opere, fu quello compiuto a Londra negli anni ’60, quando in quella città era esplosa la rivoluzione pacifica dei costumi e della musica. Il clima trasgressivo della Swinging London gli ispirò una serie di dipinti che lui chiamò Il Ciclo dei Beat nei quali, con uno stile pittorico più libero rispetto a quello usato fino ad allora, ritrasse alcuni personaggi del gruppo dei Beatles dipingendo non più sulla tela o su masonite, ma su carta da parati.

Due furono i viaggi di Fiume in Giappone – a Tokyo e a Kyoto – alla fine degli anni ’60 e durante gli anni ’80, durante i quali fu affascinato dal teatro Nō e dal teatro Kabuki, soprattutto dai costumi di quest’ultimo. Quei viaggi suggerirono a Fiume nuovi dipinti che gli offrirono l’opportunità di innovare il suo linguaggio pittorico. Soprattutto nei dieci dipinti realizzati nel 1989, da lui chiamati Poemi giapponesi, sperimentò una pittura ispirata alla iconografia erotica giapponese in cui però rinunciava all’uso della prospettiva, una soluzione per cui la sensualità degli abbracci che compongono l’intero ciclo appare decisamente sublimata. Due di tali Poemi compaiono nella mostra accompagnati da un cartello esplicativo che li documenta tutti.

Nell’intervallo fra i suoi due viaggi in Giappone, Fiume si recò nell’isola di Bali, in Indonesia, dove lo colpì la pittura naïf dei pittori del luogo con la quale decise di tentare un esperimento di “pittura sulla pittura”. Acquistò un certo numero di quadri balinesi e vi dipinse sopra il ritratto di alcune bellezze femminili incontrate sull’isola. Ne risultarono i dipinti del Ciclo balinese in cui Fiume perseguì il doppio effetto di rendere omaggio alla cultura pittorica balinese, incorporandola nella propria, e di modificare quest’ultima in funzione di quella nuova esperienza creativa. Due esempi di “pittura balinese” compaiono nella mostra.

Nella grande sala, con cui si conclude la mostra, figurano cinque grandi dipinti, quattro dei quali fanno parte del Ciclo delle Ipotesi, che ne annovera diciotto. In essi, sullo sfondo di immagini tipiche dell’opera di Fiume, come le Isole di statue, o accanto ad alcune sue figure femminili, compaiono elementi tratti da capolavori di pittori moderni come Picasso e De Chirico intrecciati ad elementi pittorici di maestri antichi, come Botticelli, Tintoretto, Raffaello, Rembrandt, Rubens e Velázquez.

Mostra assolutamente da vedere.


Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Annunci

3 pensieri su ““FIUME A VENTI ANNI DALLA SCOMPARSA. Dipinti – Sculture – Disegni 1947 – 1992”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...