… e da domani conto alla rovescia

Quest’anno, sul blog, una piccola novità ci accompagnerà al Natale.

Ogni giorno avremo un appuntamento all’interno del quale “apriremo” virtualmente una finestrella del Calendario dell’Avvento e come in ognuno di questi calendari troveremo una piccola sorpresa.

Nel nostro caso, quotidianamente, scopriremo: una fiaba, una leggenda, una tradizione con attinenza alla neve, al ghiaccio o al Natale.

Mi auguro che sia un’iniziativa a voi gradita, vi aspetto quindi domani, per scoprire la prima sorpresa…

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Ikigai – La ragione della propria esistenza

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono.
Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”
Pablo Picasso

Ikigai è una parola giapponese convenzionalmente tradotta nella nostra lingua come “la ragione della propria esistenza”.

Nella cultura zen, lineare e pulita, si cerca di assegnare un posto ad ogni cosa, tutto ha un proprio equilibrio ed ecco che avere un motivo che dà un senso alla propria esistenza è, per i giapponesi, fondamentale per essere felici. Secondo questo popolo, ognuno di noi possiede il proprio ikigai, resta indispensabile scoprirlo. Read more…

Ded Moroz e Sneguročka si avvicinano

Brrr! Freddo, freddo!

Quando l’inverno si avvicina mi solletica la voglia di raccontare qualcosa che abbia attinenza con la Russia ed il suo folklore.

E così…

Ded Moroz (Nonno Gelo) avvolto nel suo tulup, l’ampio giaccone tradizionale russo, nelle mie fantasie, si avvicina. Come tutti i nonni ha un’aria austera, una lunga barba folta e capelli arruffati dal vento. Sulla sua troika inizia il suo viaggio partendo dalla città di Archangelsk, accompagnato da sua nipote Sneguročka, la fanciulla delle nevi, per distribuire casa per casa i doni a tutti i bimbi.

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Originariamente Ded Morok, sovrano dell’inverno e della neve, trasformava in ghiaccio tutto ciò che incontrava sulla sua strada, fu così che, per rabbonirlo tutti fecero a gara per invitarlo nelle loro case a degustare dolciumi di ogni tipo e ad ascoltare lo struggente suono delle balalaike.

Oggi Ded Moroz, pur essendo sempre il re dell’inverno, è diventato decisamente più buono e generoso, portando con se, oltre al gelo, anche regali per tutti, grandi e piccini.

Come sopra detto, egli si avvale della collaborazione della sua amata nipotina, intorno alla quale c’è una storia che la descrive come figlia della Primavera e dell’Inverno e che la vuole eternamente nubile. Insomma, a questa bella signorina dalle guance rosse e dai capelli biondi, è fatto divieto di innamorarsi, perché se succedesse il suo corpo si scioglierebbe come neve al sole.

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Non sia mai…. visto che quando viene chiamata, arriva avvolta in un vortice di neve.

 

Kinro kansha no hi – La festa del ringraziamento e non solo…

Ed eccoci ad un’altra ricorrenza festeggiata durante il mese di Novembre in Giappone, precisamente il 23, si tratta del Kinrou Kansha no Hi, kinrou = lavoro  – Kansha = gratitudine.

Questa festa affonda le sue radici centinaia e centinaia di anni fa, infatti si tratta della versione moderna del Niiname-sai.  Il Niiname-sai è un rituale shintoista che si tiene entro la fine di novembre, durante il quale l’Imperatore fa la prima offerta della stagione del riso seminato e raccolto e, per primo, consuma il riso nuovo. Quindi, la ragione principale della celebrazione è in qualche modo diversa, anche se si tratta sempre di una sorta di ringraziamento per il buon raccolto ottenuto. Read more…

“Destino” by Roberto Pellegrini

Destino

Ho provato a non guardarti,
ma la tua immagine mi è sempre dinanzi…;
ho provato a non ascoltarti,
ma c’è nel vento l’eco dei tuoi sospiri…;
ho provato a non pensarti,
ma ogni mio pensiero mi conduce a te…;
ho provato a non parlarti,
ma nelle mie parole trovo sempre il tuo nome…;
ho provato a non cercarti,
ma il mio cammino è sulla strada del tuo destino…;
ho provato a non amarti,
ma la mia anima fugge ogni notte, per incontrare la tua.

by Roberto Pellegrini

L’amore rende possibile il paradosso di due esseri che diventano uno,
e tuttavia restano due.
Erich Fromm

Come due antiche stelle del firmamento, due anime destinate si incontrano e, quasi senza accorgersi, entrano nello stesso campo gravitazionale nel quale tutto sembra essere in perfetta armonia.

Attratte dalla legge di gravità, illuminate dalla loro stessa luce riflessa, navigano nell’infinito, nella stessa direzione, spinte dalla più grande legge energetica che è l’amore.

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Amare è un istante infinito, in un universo pieno di variabili, due anime unite diventano l’una la costante dell’altra, moltiplicano vicendevolmente le gioie e dividono le pene, diventano fonte reciproca di ispirazione, ruotando intorno ai loro assi in modo coordinato e perpetuo e trasformano la loro unione nella media armonica, tanto ambita in fisica, ma non sempre calcolabile.

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Euripide disse: “Ciò che si ritiene possibile non accade e ciò che nessuno s’aspetta Dio lo dona” e proprio perché è un dono divino cambia la vita, donando quella che Sofocle definiva: “La gioia più grande che è quella che non era attesa“.

Gian Lorenzo Bernini in mostra a Galleria Borghese – Roma

Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680), un genio totale, un Maestro universale: architetto, scultore, pittore, urbanista, commediografo, sicuramente il massimo protagonista dell’arte figurativa barocca.

A lui che è stato uno degli scenografi più importante delle sue bellezze, Roma dedica una grande mostra a Galleria Borghese, che sarà fruibile sino al 4 Febbraio 2018.

Come non ricordare le monumentali fontane dei Quattro Fiumi e del Moro a Piazza Navona o la Fontana del Tritone e la Fontana della Barcaccia ed ancora appena fuori Roma, a Tivoli: la Fontana dell’Organo a Villa d’Este. Per non parlare poi delle opere architettoniche di Palazzo Montecitorio, Palazzo Barberini e Piazza San Pietro, con i suoi effetti ottici che tutti conosciamo.

Nelle sale della Galleria Borghese, che da sempre custodisce nove dei suoi più celebri ed inamovibili capolavori, è in corso una mostra che ci presenta Bernini e tutto il suo spettro creativo nella sua interezza: dagli esordi con il padre Pietro ai gruppi marmorei borghesiani, dai bozzetti per i suoi più arditi progetti ai ritratti, scolpiti e dipinti, circa 80 opere per far ammirare l’armonia tra sentimento e movimento, tipica del suo linguaggio.

Questo evento è stato reso possibile grazie agli sforzi economici degli sponsor Fendi ed Intesa San Paolo che hanno speso 150.000 euro di premi assicurativi, 500.000 euro per i trasporti e 62.000 per il restauro di Santa Bibiana.

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Parliamo dell’opera di Giorgio De Chirico: “Composizione con autoritratto”, che il 16 novembre scorso è scomparsa da un museo di Béziers, nel sud della Francia.

Giorgio De Chirico nacque a Volos in Grecia nel 1888, da genitori italiani. Compì i primi studi di disegno ad Atene e completò l’Accademia a Monaco dove nel 1906 si trasferì, qui rimase particolarmente colpito dalla pittura simbolista e decadente di Arnold Böcklin e Max Klinger. Qualche anno dopo si recò a Parigi,  dove ardeva la grossa novità artistica del cubismo. De Chirico, però, che molto spesso manifestava atteggiamenti polemici verso le avanguardie, non ne venne coinvolto.

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Proprio in quel periodo egli dipinse le opere che ricadono sotto il nome di “Piazze d’Italia” nei quali vi è un’atmosfera talmente maliarda da farle apparire come visioni oniriche.

Nel 1916, mentre De Chirico si trovava ricoverato presso l’ospedale militare di Ferrara, incontrò Carrà e proprio in questa occasione, i due svilupparono la teoria della pittura metafisica.

“L’arte deve creare sensazioni sconosciute in passato; spogliare l’arte dal comune e dall’accettato… sopprimere completamente l’uomo quale guida o come mezzo per esprimere dei simboli, delle sensazioni, dei pensieri, liberare la pittura una volta per tutte dall’antropomorfismo… vedere ogni cosa, anche l’uomo, nella sua qualità di cosa.”

Così affermando, De Chirico esprimeva il manifesto sintetico della pittura metafisica. Il termine metafisica nasce come allusione ad una realtà diversa che va oltre ciò che vediamo, prendendo l’aspetto del mistero o di un qualcosa di inspiegabile.

Il Maestro morì a Roma nel 1978.

Come dicevo in apertura, è recentemente scomparsa una sua opera di inestimabile valore che era “custodita” presso il Musée des Beaux-arts di Béziers; il furto probabilmente commesso con un taglierino o un piccolo coltello, ha quasi dell’incredibile, avvenuto in pieno giorno, al centro della città e la cosa che più fa riflettere è che il museo dove si trovava non ha nessun sistema di videosorveglianza né interno, né esterno (e bravi i francesi).

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L’opera fu realizzata nel 1926 e faceva parte della collezione di Jean Moulin, ovviamente di grandissimo valore economico. Ciò che fa riflettere è che il neo-eletto Sindaco della cittadina francese aveva fondato la sua campagna sulle promesse di lotta alla criminalità, di sicurezza e di tutela del patrimonio cittadino.

Proprio vero che tutto mondo è paese!