Giorgio Morandi – Un uomo, un artista, un poeta

“Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto”

(Giuseppe Ungaretti, Il porto sepolto, 1916)

Giorgio Morandi fu in grado di guardare il mondo restituendoci il miracolo di quell’inesauribile segreto delle cose visibili.

Era solito dire: “Si può viaggiare in questo mondo e non vedere nulla: per raggiungere la comprensione è necessario non vedere molte cose, ma guardare duro a ciò che vedi

Giorgio Morandi nacque nel 1890 a Bologna, fu uno tra i più importanti ed apprezzati pittori ed incisori italiani del Novecento. Il suo talento ed il suo grande interesse per il disegno convinse i genitori ad iscriverlo all’Accademia di belle arti (dove fu poi titolare della cattedra di incisione dal 1930 al 1956). Rimasto orfano di padre giovanissimo, concluse gli studi non con poche difficoltà.

Egli maturò uno suo stile personalissimo, oserei dire unico, uomo solitario e schivo Morandi visse per lo più tra Bologna e Grizzana, nell’Appennino Emiliano. Unica profondissima sua passione è stata la pittura, alla quale dedicò tutta la sua vita, sentendosi completamente appagato.

Giorgio Morandi

Famosissime le sue nature morte, composizioni costituite molto spesso da serie di bottiglie e altri recipienti, resi con pochi colori piatti e molto tenui, illuminati da una luce impalpabile, nel contempo viva, magica, quasi ipnotica. Apparentemente oggetti semplici che, però, in ogni tela, evocano in chi li osserva, sentimenti teneri e intrisi di una poetica avvolgente.

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La sua pittura non ha tempo, la realtà che egli rappresentava era per lui surreale, non codificata. Diceva: “Per me non vi è nulla di astratto: peraltro ritengo che non vi sia nulla di più surreale, e di più astratto del reale.“.

Ogni semplice oggetto, di uso quotidiano, si trasformava sotto il suo pennello in qualcosa da “riempire” ogni giorno in modo diverso, secondo gli stati d’animo di quel momento. Anche gli oggetti più banali sono stati per lui un mezzo per esprimere tutto il suo universo emotivo che, solo chi sa vedere oltre il visibile, può cogliere. Una metafisica, la sua, intima, sentimentale e poetica.

Giorgio Morandi morì a Bologna il 18 giugno del 1964.

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