Tic, tac… il tempo scorre

La Carnia è fatta come una mano. Dal capoluogo Tolmezzo partono non cinque ma sette dita che sono le valli. Queste valli prendono il nome dai fiumi che le attraversano: Tagliamento, But, Degano, Lumiei, Pesarina, Chiarsò, Monai. Il capoluogo della Val Pesarina, che collega la Carnia al Cadore, è Prato Carnico e Pesariis è la sua frazione più famosa. Il nome deriva dalla pesa con cui venivano conteggiate (per poi essere tassate) le merci che transitavano dalla Carnia al Cadore o viceversa.

Proprio questo borgo lillipuziano è il paese degli orologi.

Ufficialmente, nel lontano 1725, con la fondazione della ditta Solari, prese il via questa tradizione artigiana, ma, come sempre, ci sono le leggende a dire la loro e riguardo a questa tradizione si racconta che fu un pirata genovese che, dopo aver trovato rifugio proprio in questo borgo, cominciò a dedicarsi alla realizzazione degli orologi.

Un’altra storia racconta che quest’arte fu introdotta in Carnia dalle terre germaniche, ad opera dei Cramars, migranti che commerciavano stoffe nel nord e che dopo aver appreso questa forma di artigianato, la introdussero in Val Pesarina.

In questo caratteristico borgo le ore sembrano scorrere davvero lente, così come è giusto che sia ed i ritmi sembrano essere rallentati, le case di pietra addossate le une alle altre sembrano quasi voler stare così strette strette per scaldarsi a vicenda, quando il sole scende troppo presto dietro alle cime.

Tic, tac… tic, tac… qui ovunque ti volti trovi un orologio:

  • un orologio ad acqua, il cui progetto risale alla fine del ‘500 – inizio del ‘600, molto scenografico;
  • un orologio a vasche d’acqua, che funziona come una clessidra;
  • un orologio ad acqua a vasi basculanti, nato a metà dell’Ottocento e caratterizzato dal meccanismo a vista e dai giochi d’acqua tipici di una fontana;
  • un orologio calendario perpetuo, che fornisce informazioni non solo sull’orario ma anche sulla data e sui fenomeni atmosferici e astronomici;
  • un orologio con carillon, in grado di riprodurre brani musicali anche piuttosto complessi;
  • un orologio dei pianeti, che rappresenta il sistema solare con l’indicazione dell’ora, dei mesi e delle stagioni, la posizione della luna e dello zodiaco;
  • un orologio a meridiana, completo di pendolo, campane e lancette dalla forma settecentesca;
  • un orologio planisfero notturno, che  consente di calcolare l’ora anche di notte in base alla posizione delle stelle;
  • un orologio a palette giganti, basato su un sistema di palette che si aprono a libro e mostrano le ore e i minuti;
  • una meridiana orizzontale, un orologio solare a forma di ellisse;
  • una meridiana del 1770, l’unica in Friuli a segnare l’ora italica da campanile, che faceva coincidere le ore 24 con il suono dell’Ave Maria;
  • un orologio a scacchiera, basato su un sistema a LED con quadratini che cambiano colore e disegnano le cifre;
  • un orologio a cremagliera, che sfrutta la gravità e il peso dell’orologio per segnare l’ora;
  • l’orologio di Leonardo Da Vinci con un peso che mette in moto l’orologio e una catena che mantiene il movimento.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ovviamente a Pesariis non poteva mancare il Museo dell’Orologeria dove sono esposti orologi risalenti a un’epoca compresa tra il Seicento e il Duemila, disposti in ordine cronologico.

E dopo il Museo non dimenticate di gustarvi un buon bicchierino di grappa!

Annunci

3 pensieri su “Tic, tac… il tempo scorre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...