Gambe corte? No, preferisco il naso lungo!

Chi, nel corso della propria vita, non si sia mai trovato a cozzare contro il viscido muro della menzogna, rimanendo impietrito di fronte alla delusione di aver “smascherato” un “amico”, o, peggio ancora, un partner, alzi la mano!

Giù le mani, adesso, grazie… Beati voi…!

La menzogna, di cui si fa uso soprattutto per viltà, è il mezzo al quale ricorre l’individuo disonesto, nel tentativo di percorrere comode scorciatoie utili ad ottenere un suo scopo. Scopo che, paradossalmente, può risultare anche tutt’altro che biasimevole qualora, beninteso, venisse perseguito con mezzi onesti.

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“La verità non ha mai uno scopo, la menzogna ne ha sempre uno”, recita un mio aforisma; la bugia, infatti, sa insinuarsi negli ambiti più diversi della nostra quotidianità: nei rapporti di lavoro, nelle amicizie, nelle relazioni sentimentali.

La menzogna si configura come una vera e propria “trappola” e, in quanto tale, coinvolge sempre due parti: “cacciatore” e “vittima”…

Parola d’ordine (un po’ datata, forse, ma sempre di gran moda): “Homo homini lupus!”.

Il cacciatore, per lo più è una persona dalla coscienza atrofizzata, relegata in cantina, asfittica, agonizzante; spesso arrivista, all’inseguimento di un successo che non vuole arrivare; certamente insicura, cosciente della propria malaccolta mediocrità; quasi sempre invidiosa, tende l’”insidia”, magari, nel tentativo di ostacolare suoi ipotetici antagonisti nella corsa al miglior “risultato” (anche in questioni di cuore, è evidente…), infischiandosene bellamente di quanto raccomandava De Coubertin.

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La vittima, ovviamente sempre ignara, solitamente è un individuo aperto, ingenuo, disposto, ancora, a fidarsi del prossimo; per sua natura orientato all’ottimismo, all’insegna di un accomodante, ma sacrosanto, “Vinca il migliore!”, dove “migliore” non dovrebbe mai essere sinonimo di “più falso”, o “più furbo”…

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La menzogna serve quasi sempre a “nascondere” qualcosa (si pensi al tradimento, per scomodare il più classico degli esempi…) e, molto spesso, in questo riesce benissimo, garantendo, a chi ne se ne servisse, una sorta di comoda “tranquillità”… Assolutamente fittizia… Perchè la bugia è come una bomba ad orologeria, che si innesca automaticamente, non appena la si metta in gioco… E quando “esplode”, il crollo che segue è sempre catastrofico, totale, inarrestabile, avvilente. La persona bugiarda, una volta messa a nudo, si ritrova sola, destinata all’”affondamento”, coperta soltanto di un velo di vergogna che non la abbandonerà più. Rimorso e pentimento, c’è da sperarlo, tenteranno, poi, un eventuale, quanto difficoltoso, recupero del “relitto”…

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Caro Pinocchio, come tu ben sai, la bugia non ha soltanto le gambe corte, o il naso lungo…

Ma ha anche un cuore piccolo, piccolo, piccolo…

Testo by Roberto Pellegrini

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2 pensieri su “Gambe corte? No, preferisco il naso lungo!

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