Eccomi nuovamente con voi

Con questo post, abbandoniamo le pietre dure e le pietre semi-preziose, per addentrarci nelle vere gemme.

A volte, i pezzi estratti pesano tonnellate, ma solo l’1% e molte volte anche molto meno, rappresenta la qualità “gemmifera” e vi dirò di più, molto spesso oltrepassa sia la preziosità, sia la quotazione, del diamante più stratosferico o dello stesso zaffiro o rubino o smeraldo che sia.

E’ la giada, ma la giada giadeite, Birmana, Imperiale, l’inesorabile IMPERATRICE della gioielleria Cinese…la gemma che come l’agata, è riuscita a diventare persino un nome proprio femminile, per il suo straordinario fascino.

Se per noi la giada è una bella pietra tra belle pietre, per loro, per gli asiatici, la giada è LA pietra e se, questo fatto poteva metterci a disagio fino a qualche tempo fa, la giada sta diventando una succulenta delizia anche per il palato di noi occidentali…da mangiarsi con gli occhi e solo con gli occhi.

Questa gemma, conosciuta da più di 7000 anni, anche da diverse culture, come Atzechi, Maori, Maya…nel 1863, grazie allo studioso francese Alexis Damour, è stata “scissa” in due appartenenze minerali: la giada GIADEITE, pregiatissima, e la giada NEFRITE, meno pregiata ma più “resistente”, quindi, stesso minerale ma con caratteristiche differenti.

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I colori della giada sono parecchi, bianca, gialla/arancio, grigio/nera, blu, crema, rossa e commistione degli stessi in forma di screziature. Ma, quella più ricercata è quella verde e lilla.

Essa poi, varia da semi trasparente ad opaca, ma quando siamo difronte a quella trasparente, dal colore profondo e monocromatica, senza “inclusioni” con altri colori…siamo difronte alla gemma più rara e preziosa che possa esistere in Birmania, la vera giada giadeite imperiale…quell’1%…appunto.

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L’ ereditiera Barbara Hutton. La collana in giadeite messa all’asta da Sotheby a Hong Kong. Risalente al periodo cinese Ch’ing, stimata 12,8 milioni di dollari.

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I colori della giadeite più preziosa

Molto bella e molto più abbordabile è la giadeite sempre imperiale, ma opaca, cerea diciamo, il suo verde non è quello dello smeraldo, ma solitamente un più o meno delicato verde pastello…adorabile e pregiata ugualmente.

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Giadite verde imperiale incisa

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Giada giadeite verde. Spesso le giade incise, vanno viste in controluce, per meglio apprezzarne sia il colore, sia l’espressività che ci ha trasmette l’artista. Quella del controluce, è un metodo tipico

La giada nefrite è altrettanto bella, colori più scuri, bruni, verdi, grigi, gialli e bianchi, tra quella bianca, ne esiste una particolarmente pregiata, chiamata “grasso di montone”.

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Giada nefrite grasso di montone

I bei colori della giada nefrite

Archeologi, hanno trovato mummie, avvolte nei cosiddetti “vestiti” di giada nelle tombe dell’Impero Cinese. Si credeva infatti che questa pietra potesse preservare il corpo dopo la morte.

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Da sempre IL talismano per eccellenza in Asia, ritenuta da Confucio, specchio di integrità, tra anima e mente

E adesso parto veramente con la modalità Lilù Stones….. perché se mi conoscete e riconoscete almeno un pochino, dopo tutti i post sulle pietre dure, sapete bene che io…quelle amo!

Le pietre preziose, le conosco, ma non “tuttissime”…anche perché i colori sono sempre quelli, nel senso che un rubino, per esempio potrà sempre assomigliare ad uno spinello rosso meraviglioso e viceversa e che, un bel quarzo lemon, potrà assomigliare ad un bel topazio imperiale o ad un eliodoro, e viceversa.

Quindi non essendo comunque un’orafa, che si occupa prevalentemente di pietre preziose, Vi raduno adesso, tre gemme che mi piacciono e che conosco q.b. di cui, due, certamente preziose ed una “semipreziosa”…e questo sarà l’ ordine:

la kunzite, la cianite e la iolite…!

Finiscono tutte in…ite, ma non vuol dire un bel niente, mi piaceva questo ”abbinamento”… e ve ne parlerò sommariamente, più che altro per farvele conoscere, nel senso che… esistono, per farvele vedere, anche se foto e colori sono quelli che ho trovato in internet e che, comunque, ho cercato più somiglianti possibili alle gemme che conosco.

Partiamo con la Kunzite, che è pietra di recente scoperta, 1902, e che prende il nome da un certo G. F. Kunz che la scoprì, giovane e intraprendente mineralogista, che divenne, per le sue qualità, ben presto, capo gioielliere presso Tiffany & Co.

Se si trova tagliata in gemma, la vedrete montata su anelli e orecchini.

Il suo colore è rosa, a volte intenso, a volte pallido, a volte rosa/violetto.

Dicono che la più bella è la Patroke, che si estrae in Afghanistan ed è quella dal bel rosa saturo. Dicono che è una gemma che diventa fosforescente quando non c’è luce, perché la immagazzina durante il giorno e poi produce quel tipo di effetto di notte.

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Questa è una kunzite Patroke…taglio trilliant

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Sfere perfette di kunzite, un filo così costa molto_issimo, sulla superfice, quando non è “trasparente”, anzi semitrasparente, fa intravvedere il suo secondo colore, cioè il bianco, che la rende straordinaria

La kunzite è solo rosa, o gamma del rosa, ma appartenendo alla famiglia dello spodumene, può anche essere incolore/gialla e verde…ma prende altri nomi.

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Grezzi di spodumene, tra cui la kunzite, quella rosa, l’hiddenite, quella verde e triphane quelle bianco/gialla

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Cianite, cianite e cianite

Anche la cianite ha un colore primario che è un blu, blu/azzurro e un colore secondario che traspare che è il bianco…ma può essere anche verde, verde/salvia. L’effetto del bianco sulla superficie, come sulla kunzite, la fa sembrare perlacea.

La cianite è una pietra molto difficile da tagliare, perché ha due durezze all’interno, dal Nepal le più belle.

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Grezzo di cianite

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 Fili in cabochon di cianite

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Sfere di cianite…da urlo….!!!

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Cianite da incastonatura, in gemma

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Cianite in gemma verde

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Cianite grezza tagliata a dragone

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Questa bella gemma è la iolite varietà della cordierite

Una volta veniva chiamata lo “zaffiro d’ acqua”, quelle di un bel blu provenienti da Ceylon.

Solo un buon tagliatore sa far risaltare questa gemma, poiché ha un forte pleocroismo, cioè a seconda di come la si espone alla luce, manifesta colori differenti.

La pietra dei Vichinghi o pietra bussola…veniva usata una lente molto probabilmente di iolite, per orientarsi durante la navigazione, poiché rimaneva in asse con la posizione del sole anche in caso di nebbia.

Rispetto ad uno zaffiro, costa molto meno e addirittura, può “assomigliare” alla tanzanite….ma la iolite è meno violacea.

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Fili di rondelle sfaccettate di iolite gemma

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Grezzo di iolite

Qualcuno la mette tra le pietre preziose, altri, in quelle semipreziose.

Quando ha un bel colore ed è ben tagliata, è parecchio apprezzabile.

Alla prossima…aspettatemi eh!

by Lilù Stones

 

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