Il a disparu

Parliamo dell’opera di Giorgio De Chirico: “Composizione con autoritratto”, che il 16 novembre scorso è scomparsa da un museo di Béziers, nel sud della Francia.

Giorgio De Chirico nacque a Volos in Grecia nel 1888, da genitori italiani. Compì i primi studi di disegno ad Atene e completò l’Accademia a Monaco dove nel 1906 si trasferì, qui rimase particolarmente colpito dalla pittura simbolista e decadente di Arnold Böcklin e Max Klinger. Qualche anno dopo si recò a Parigi,  dove ardeva la grossa novità artistica del cubismo. De Chirico, però, che molto spesso manifestava atteggiamenti polemici verso le avanguardie, non ne venne coinvolto.

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Proprio in quel periodo egli dipinse le opere che ricadono sotto il nome di “Piazze d’Italia” nei quali vi è un’atmosfera talmente maliarda da farle apparire come visioni oniriche.

Nel 1916, mentre De Chirico si trovava ricoverato presso l’ospedale militare di Ferrara, incontrò Carrà e proprio in questa occasione, i due svilupparono la teoria della pittura metafisica.

“L’arte deve creare sensazioni sconosciute in passato; spogliare l’arte dal comune e dall’accettato… sopprimere completamente l’uomo quale guida o come mezzo per esprimere dei simboli, delle sensazioni, dei pensieri, liberare la pittura una volta per tutte dall’antropomorfismo… vedere ogni cosa, anche l’uomo, nella sua qualità di cosa.”

Così affermando, De Chirico esprimeva il manifesto sintetico della pittura metafisica. Il termine metafisica nasce come allusione ad una realtà diversa che va oltre ciò che vediamo, prendendo l’aspetto del mistero o di un qualcosa di inspiegabile.

Il Maestro morì a Roma nel 1978.

Come dicevo in apertura, è recentemente scomparsa una sua opera di inestimabile valore che era “custodita” presso il Musée des Beaux-arts di Béziers; il furto probabilmente commesso con un taglierino o un piccolo coltello, ha quasi dell’incredibile, avvenuto in pieno giorno, al centro della città e la cosa che più fa riflettere è che il museo dove si trovava non ha nessun sistema di videosorveglianza né interno, né esterno (e bravi i francesi).

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L’opera fu realizzata nel 1926 e faceva parte della collezione di Jean Moulin, ovviamente di grandissimo valore economico. Ciò che fa riflettere è che il neo-eletto Sindaco della cittadina francese aveva fondato la sua campagna sulle promesse di lotta alla criminalità, di sicurezza e di tutela del patrimonio cittadino.

Proprio vero che tutto mondo è paese!

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4 pensieri su “Il a disparu

    • Speriamo che che torni dov’era, visto che è un bene per tutti. Che il ladro sia un intellettuale o no poco importa, rimane un ladro. Un’opera d’arte o la si colleziona e quindi la si paga se si vuol godere della sua bellezza in privato o la si lascia a disposizione di tutti coloro che vogliono apprezzarla.

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      • Ma si, hai ragione quando dici che la bellezza deve essere ammirata da tutti, poi magari capita quel tipo che ti chiede chi era De Chirico, quell’altro che confonde una tempera con un olio e ancora quello che non distingue la tecnica della spatola da quella del pennello.
        Si, tutti hanno diritto ad ammirare la Bellezza, io aggiungo, tutti quelli che la sanno riconoscere!!
        Ciao. 🙂
        P.s. sono un piccolo collezionista.

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      • Io credo che l’Arte sia un linguaggio emozionale che utilizza molte forme di espressione e proprio per questo unisce tutta l’umanità. Proprio perché molti non conoscono De Chirico e tanti altri non distinguono la tecnica della spatola da quella del pennello è doveroso lasciare a disposizione di tutti opere di grandi Maestri, affinché tutti si possano piano piano accostare all’Arte e colmare il loro gap. Come sicuramente sai, molto si cerca di fare per avvicinare tutti, sin da piccoli, al mondo dell’Arte, non da ultimo gli eventi sensoriali che ultimamente stanno spopolando e che magari ai collezionisti come te possono sembrare non di altissimo spessore. Credo quindi che non sia mai troppo tardi per incominciare a riconoscere la Bellezza di un’opera d’Arte.

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